Iraq. Battaglia a Mosul, uccisi almeno 124 miliziani jihadisti

Fonti del Governo autonomo del Kurdistan hanno riferito che sono stati uccisi dei jihadisti, sia in scontri con i peshmerga, sia nei bombardamenti aerei Usa

Articolo tratto dall’Osservatore Romano – Attacchi sempre più intensi sono in atto contro il cosiddetto Stato islamico (Is) sui fronti iracheni e siriani. Sono segnalati centinaia di morti. Da Mosul, dove l’Is è da ormai tre mesi costretto sulla difensiva, fonti del Governo autonomo del Kurdistan iracheno hanno riferito che ieri sono stati uccisi almeno 124 miliziani jihadisti, sia in scontri con i peshmerga, sia nei bombardamenti aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Resta incerto, invece, l’esito della battaglia a Ramadi, capoluogo della provincia di Al Anbar, obiettivo da una settimana di un’offensiva dell’Is.

Sempre ieri, gli Stati Uniti hanno annunciato un rafforzamento del loro dispositivo aereo nella regione, mentre anche la Francia ha comunicato l’invio di altri cacciabombardieri. Il Governo di Washington ha inoltre fatto sapere che il segretario di Stato, John Kerry, presiederà mercoledì prossimo a Bruxelles una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi che aderiscono alla coalizione contro i miliziani jihadisti.

Anche in Siria, intanto, l’Is fronteggia l’avanzata dei difensori peshmerga a Kobane, la città al confine con la Turchia. E deve subire pesanti bombardamenti dell’aviazione di Damasco contro la sua roccaforte di Al Raqqah. Qui si conterebbero, secondo fonti dell’opposizione siriana, un centinaio di vittime, compresi molti civili. Le medesime fonti — in particolare l’Osservatorio siriano dei diritti umani, l’organizzazione con sede a Londra considerata espressione dell’opposizione in esilio al presidente Bashar Al Assad — hanno sostenuto ieri che nell’ultimo anno e mezzo sarebbero state uccise in Siria oltre millecinquecento tra donne e ragazze.

Le forze governative siriane in queste ore sono impegnate in un’intensa ripresa dei combattimenti anche contro le milizie ribelli ancora presenti ad Aleppo. L’aviazione di Damasco sta bombardando a più riprese il quartiere di Bab Neirab e l’autostrada che collega Aleppo al confine turco. Due giorni fa gli insorti erano riusciti ad avanzare verso Handarat, il sobborgo settentrionale di Aleppo dove si combatte da settimane per il controllo di un’importante via di comunicazione tra la città e il suo hinterland.

Sul piano politico, intanto, la stampa siriana riferisce dello scetticismo governativo sulla proposta russa di organizzare a Mosca una conferenza tra i rappresentanti del Governo di Damasco e quelli delle opposizioni in esilio e in patria. Ieri il presidente russo, Vladimir Putin, ha incontrato a Sochi, sul Mar Nero, il ministro degli Esteri siriano Walid Muallem. Nel darne notizia, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, si è limitato a riferire che i due hanno discusso delle relazioni bilaterali senza aggiungere particolari.