Inghilterra, anche la legge sull’omofobia discrimina. Ora servono le linee guida per “difendere” i cristiani

L’indagine della Commissione dell’Uguaglianza e dei Diritti Umani: un grande numero di cristiani si sente discriminato e nasconde la fede sul posto di lavoro

First-ever Gay Pride march held in CyprusDopo la legge contro l’“omofobia” occorre proteggere la nuova categoria degli “omofobi” creata dalla norma stessa. Paradossalmente, infatti, la Commissione dell’Uguaglianza e dei Diritti umani che vigila sull’esecuzione e il rispetto dell’Equality Act del 2010, con cui la Gran Bretagna riserva una protezione speciale alle persone che si dichiarano omosessuali, ora si trova a dover fronteggiare le discriminazioni causate dalla legge stessa.

LA PAURA. Un rapporto stilato della Commissione stessa, frutto di un’indagine fra 2.500 lavoratori interrogati sulla loro fede, ha fatto emergere la voce di un grande numero di cristiani che ha dichiarato di sentirsi impedito da anni nel vivere secondo il proprio credo per paura dell’accusa di bigottismo. Nel rapporto, infatti, si legge: «Le persone dicono di essere derise a causa del loro credo (…). Alcuni cristiani che dirigono aziende o offrono servizi pubblici hanno detto di sentirsi in mezzo a un turbine per il fatto di comportarsi in modi che temono contrastanti con l’Equality Act del 2010». E ancora, oltre al fatto di «sentire la pressione di dover nascondere la fede sul posto di lavoro», i cristiani sopratutto «sono stati discriminati quando hanno indossato simboli religiosi o hanno dovuto esprimere il loro credo».

UN’ALTRA NORMA. Il presidente della Commissione, Mark Hammond, da una parte ha difeso la norma attribuendo la colpa all’interpretazione: «Quello che è emerso con forza è la confusione dilagante sulla legge», ha detto. Ammettendo, però, che la norma «ha causato alcuni contrasti e tensioni fra i gruppi e la paura dei dipendenti che temono di infrangere ciò che percepiscono come una legislazione complicata sull’uguaglianza e sui diritti umani». Motivo per cui saranno prodotte delle nuove linee guida per «aiutare tutti a comprendere alcune questioni».

UNA SCHIZOFRENIA. Molti dei casi più importanti descritti dai lavoratori per spiegare i loro timori sono stati portati avanti dalla Commissione stessa. Compreso quello vinto di fronte alla Corte Suprema da una coppia dello stesso sesso contro gli albergatori Peter e Hazelmary Bull, che si erano rifiutati di affittare loro una stanza perché non erano sposati. Inoltre, la Commissione sta portando avanti una causa nei confronti di un panificio di Belfast, che si è rifiutato di decorare una torta con uno slogan a favore del matrimonio gay. Una schizofrenia sottolineata da Simon Calvert, vice direttore del Christian Institute, per cui «se da una parte è un sollievo che la Commissione cominci a rendersi conto che c’è un problema», dall’altra «sarebbe d’aiuto se ammettesse di essere parte del problema». 

Foto Ansa