Il viaggio di Ahmad e di altri 200 siriani come lui, che sono entrati in Europa passando per l’Artico. In bici

L’incredibile viaggio intrapreso dal siriano curdo Ahmad Taleb e da molti suoi connazionali: da Kobane in aereo fino a Mosca, poi in treno fino a Mourmansk e in bici fino in Norvegia

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C’è chi arriva a bordo di un barcone in Italia o in Grecia, chi continua a piedi attraverso Macedonia e Serbia per raggiungere l’Ungheria e chi, inforcata una bicicletta, entra in Europa dalle frontiere norvegesi, passando per l’Artico. Quest’ultimo è lo strano viaggio scelto dal siriano Ahmad Taleb e da oltre 200 suoi connazionali dall’inizio dell’anno.

«HO DECISO DI TENTARE». «Ho guardato una mappa e ho deciso di tentare», dichiara all’Afp il curdo di 25 anni. La Norvegia non è un membro dell’Unione Europea ma fa parte dell’area Schengen, che garantisce la libera circolazione delle persone all’interno dei confini europei. Il viaggio è possibile perché il paese condivide le sue frontiere non solo con Svezia e Finlandia, ma anche, nel nord-est, con un pezzo inospitale (dal punto di vista climatico) di Russia all’interno della regione artica.

SIRIA-RUSSIA-NORVEGIA. «Viaggiare per mare è troppo pericoloso», continua Taleb, che attualmente si trova nel centro di transito di Refstad nella capitale Oslo. «Ma se si compra un visto per la Russia, basta pagare e partire. È molto più rapido e molto più sicuro». L’uomo dice di essere fuggito da una settimana da Kobane. Dopo aver comprato un visto per la Russia, ha viaggiato in aereo fino a Mosca. Da qui, ha raggiunto in treno Mourmansk, grande città del nord-ovest della Russia, e poi Nikel, che si trova a soli 20 chilometri dal confine con la Norvegia. In tutto, si parla di oltre cinquemila chilometri percorsi. Una volta raggiunti i pressi della frontiera, è sufficiente comprare una bicicletta: «Te le fanno pagare cara ma io non volevo aspettare troppo tempo», spiega un altro rifugiato siriano, Bahzad Soliman.

IN BICI CON LA NEVE. Per quanto possa sembrare strano, la bicicletta è l’unico mezzo con il quale un migrante può attraversare il posto di blocco di Storskog, il solo esistente tra Russia e Norvegia. Se i russi vietano di attraversare il confine a piedi, i norvegesi bloccano tutte le auto che contengono migranti, accusando i guidatori di essere trafficanti di esseri umani. La maggior parte dei migranti ha passato il confine nelle ultime settimane, ma molti si sono avventurati in bici su strade ricoperte dalla neve e con la temperatura scesa ben al di sotto dello zero. Le biciclette acquistate dai migranti vengono lasciate a decine, ancora nuove di zecca, in un deposito di Kirkenes, cittadina appena fuori confine, da dove i profughi vengono spediti dalla polizia a Oslo.

«LEGALE E MENO PERICOLOSO». L’inedito viaggio verso l’Europa passando dalla regione dell’Artico costa dai 3 ai 4 mila euro, un conto non troppo salato se comparato con il denaro necessario per percorrere le altre vie attraverso il Mediterraneo. Solveig Skogstad, responsabile di Noas, organizzazione che aiuta i richiedenti asilo, conferma: «In tanti pagano migliaia di dollari per entrare illegalmente [in Europa], mentre in questo modo è legale e meno pericoloso».

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