Gli studenti in sciopero contro i tagli alla scuola. O il capitalismo? O la troika? O le tasse?

«Cos’è la troika? Germania, Francia ed Inghilterra». Cronaca di qualche ora trascorsa nel corteo studentesco del 14 novembre, a Milano. «Lottare contro il capitalismo è l’unica via d’uscita»

Milano fiorisce di rosso. Nel capoluogo della Lombardia, l’autunno è grigio, ed è ancora presto per le decorazioni natalizie. È un rosso di mille bandiere che riempie, alle nove e trenta di questa mattina, la fermata della metropolitana di largo Cairoli. Erano circa un migliaio le persone, di ogni genere ed età, che manifestavano davanti al Castello Sforzesco, nel centro storico di Milano. Fischietti, altoparlanti, ragazzi seduti per terra che si rollano spinelli di cannabis. È il risultato della manifestazione per la scuola, unita allo sciopero anti-austerity indetto in tutta Europa.

PORKA TROIKA. Professoroni in occhiali spessi, kefiah e girocollo, sventolano bandiere rosse dei Cobas o del Cub tra ragazzi con giubbotti North Sails. Recita uno striscione: «Vogliamo un sapere libero e critico». Poco più avanti, due studenti ne sorreggono un altro: «Porka troika». Il fiducioso cronista si avvicina alla coppia: «Ragazzi, ma sapete cos’è la troika?» «I banchieri sono la troika». Ah. «Ma i banchieri di chi, scusate?». «Come di chi? Dell’Europa. Sono i banchieri di Francia, Germania e dell’Inghilterra». Che l’euro manco ce l’ha.

PLUTOTECNICI. «Hanno tagliato tutti i fondi per il diritto allo studio» è un altro slogan. Eppure, sulle cifre c’è confusione. «Ci rubano 700 milioni di euro». No, guarda che i tagli, secondo la legge di stabilità, arrivano solo a 180 milioni, di cui 80 stanziati nell’anno precedente. «Sì, va bene, ma aggiungici tutte le tasse che noi ci dobbiamo pagare. È la pressione fiscale, la pressione fiscale che non va bene». E in ogni caso l’istruzione è importante: «Sarebbe giusto protestare anche per un solo euro tolto alla scuola». Un altro fa: «Noi siamo qui a solidarizzare con gli operai schiacciati da uno Stato capitalista, plutocratico e tecnico. Lo Stato dei banchieri». Aridaje.

DAGLI AL CAPITALISTA. Infine, mi passano un volantino. Firmato: Comitati internazionalisti, Comitati leninisti studenteschi, Giovani dei circoli operai. Questo il succo: «La borghesia è una classe arroccata al potere che cerca di scaricare sui lavoratori i costi dei suoi disastri. Ma il disorientamento dei suoi vertici è reale. Sta tornando di moda nelle cancellerie delle potenze il vecchio adagio roosveltiano: “Bisogna salvare il capitalismo da se stesso”. A noi piuttosto pare che sia giunto il tempo di salvare l’umanità dal capitalismo. Lottare contro il capitalismo è l’unica via d’uscita». Ma intanto il corteo via via perde pezzi e si disperde. Non dura neanche due ore. Lo sciopero, forse, non è la via di lotta migliore.