Gli scatti di Anselm Adams finalmente in Italia

Scenari imponenti, distese rocciose, paesaggi incontaminati, valli innevate dove gli unici abitanti sono soltanto frondosi alberi silenziosi. Sono questi i soggetti di Anselm Adams che, nella mostra modenese “La Natura è il Mio Regno” , racconta un’ America pura e incontaminata

Di questa natura tutta da esplorare il grande fotografo statunitense ne ha fatto il suo regno. Nato e vissuto per la maggior parte della sua vita a San Francisco, Adams scoprì ben presto il fascino del Parco Nazionale Yosemite che iniziò a fotografare con la sua prima macchina fotografica, una Kodak Brownie regalatagli dal padre, a soli 14 anni. Non abbandonò mai più questo soggetto, che divenne il suo soggetto di vita. Il suo grande amore per la natura fu quindi sublimato grazie alla sua passione parallela, la fotografia. Oltre ad aver fondato il gruppo f/64 che promuoveva un linguaggio fotografico improntato alla purezza e all’essenzialità, Adams fu grande sostenitore dell’organizzazione naturalista Sierra Club e uno dei più noti ambientalisti d’America. Scrisse anche numerosi manuali di tecnica fotografica e fu investito anche di un significativo riconoscimento pubblico: la dedica da parte dell’American Board of Geographic Names dell’Ansel Adams Mount all’interno del Yosemite National Park. Merced River, Monument Valley, Rapids Below Veronal Falls, sono i titoli di alcuni dei più bei scatti del maestro che sarà possibile ammirare per la prima volta tutti insieme in Italia dal prossimo 16 settembre presso l’Ex Ospedale Sant’Agostino di Modena.

 

 

Si intitola “Ansel Adams. La Natura è il Mio Regno” la mostra a lui dedicata che comprende oltre 70 fotografie, solo stampe vintage originali, provenienti da musei internazionali, collezionisti privati e prestigiose gallerie americane. «Le fotografie della mostra sono state scelte a una a una con estrema accuratezza, cercando di individuare il meglio della produzione del fotografo americano» spiega il curatore Filippo Maggia. «Il filo conduttore della ricerca è stato l’intenso rapporto di Adams con la natura, che trova una sintesi finale nella sua scelta ambientalista. Nell’esposizione modenese spiccano alcuni capolavori assoluti, come le celebri Moon and Half Dome e Moonrise, accanto ad altre immagini di qualità eccezionale e pressoché inedite in l’Italia, la metà delle quali sono importanti per la loro modernità, a lungo sottovalutata in favore dei grandi e maestosi paesaggi. Tutto ciò concorre a rendere la retrospettiva di Modena un evento davvero unico e prezioso». E così, accanto al colosso granitico dell’Half Dome rischiarato dalla luna, lo spettatore potrà immergersi nella profonda distesa a perdita d’occhio dei canyon dell’Arizona, oltrepassare i cumuli di neve ancora intatta all’uscita di una caverna nel parco Yosemite, fissare le ombre dei rami ritorti di una sequoia secolare, perdersi tra le distese rocciose del deserto di Manzanar, luogo di deportazione dei prigionieri giapponesi dopo Pearl Harbour, per poi rimanere incantato ad ammirare le fragorose cascate “Velo da sposa” a Yosemite e gli alberi di ginepro radicati alle rocce e al ghiaccio, emblema di resistenza, forza e capacità di adattamento.