Genocidio armeno. Il Sinodo dei vescovi studia come proclamare santi e martiri le vittime dei turchi

Dopo sei secoli si è riunito il Sinodo della Chiesa armena apostolica. «La canonizzazione è in fase di studio. Dal VI secolo non proclamiamo santi»

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Le vittime del genocidio armeno potrebbero essere canonizzate. A partire dal 1915 i turchi uccisero un milione e mezzo di armeni, che a 100 anni di distanza potrebbero essere proclamati martiri.

SINODO CHIESA ARMENA. Il sinodo dei vescovi della Chiesa armena apostolica, che si è tenuto dal 24 al 27 settembre riunendo per la prima volta dopo sei secoli tutti i vescovi armeni apostolici, ha discusso di questa possibilità. «La canonizzazione delle vittime del genocidio armeno è in fase di studio, ma certo ha rappresentato uno dei punti più interessanti affrontati nel recente Sinodo», ha dichiarato a Fides padre Georges Dankaye.
Il rettore del Collegio Armeno di Roma e procuratore della Chiesa armena cattolica presso la Santa Sede ha aggiunto: «Si tenga conto che nella Chiesa armena apostolica gli ultimi santi sono stati proclamati nel VI secolo».

IL CASO HRANT DINK. Quello del genocidio armeno resta un tema molto sensibile in Turchia, che nega la sua esistenza. Ne sono prova le polemiche che ancora è in grado di scatenare il caso dell’assassinio del giornalista turco-armeno Hrant Dink (che ha rilasciato a Tempi la sua ultima intervista nel 2006 prima di essere ucciso), bersagliato dallo Stato per aver scritto molti articoli sui diritti dei curdi e il massacro degli armeni. Il processo ai suoi assassini è stato riaperto lo scorso 17 settembre, Nel 2010, la Corte europea dei diritti umani ha condannato la Turchia a risarcire la famiglia Dink con una cifra superiore ai 100 mila euro.

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