Fino a quando si può sopportare il dilettantismo grillino?

Confidenze a tavola di un parlamentare leghista: “La loro impreparazione ci conviene”. Il Carroccio punta a fare cappotto alle Europee

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Sono discorsi che si fanno a tavola, e non troverete simili dichiarazioni riportate in qualche intervista. Ma, a quanto pare, non siamo i soli ad aver udito un qualche parlamentare leghista lamentarsi della pressapochezza e dilettantismo degli alleati grillini. Voci di corridoio, si dirà. Voci che, però, si fanno sempre più insistenti.
Ieri sul Giornale, il re dei retroscenisti, inventore di un vero e proprio genere come Augusto Minzolini, riportava lo sfogo di Massimo Garavaglia, leghista, sottosegretario di Stato all’Economia nel governo Conte:

«Tolto il reddito di cittadinanza non si riesce a capire i grillini cosa vogliano. C’è il caos. Come si fa a non capire che gli americani vogliono assolutamente il Tap, per cui se vuoi il loro appoggio in questa difficile situazione economica, devi assolutamente darglielo? Non ci sono alternative: se Conte non avesse dato il via libera lo spread non veleggerebbe ancora sui trecento punti. Sarebbe ancora più su. Non vogliono capire che la politica è complessa perché è semplice…».

TAV, TAP E ALTRI DISASTRI

A Matteo Salvini ieri i quotidiani attribuivano una battuta: «Se governassi da solo, potrei fare tante cose più velocemente». Poi il leader leghista s’è premurato di precisare che è «contento di governare coi cinquestelle», ma è con la prima parte dell’affermazione che ha voluto rendere noto quel che nei corridoi si sospira.
Lo stesso Minzolini, ieri, metteva in fila tutti i dietrofront e le contraddizioni di un movimento che fatica ed andare d’accordo con se stesso: la Tav, il Tap, il decreto sicurezza e il provvedimento anticorruzione. Ogni volta un balletto, ogni volta tot capita tot sententiae. E quando salta fuori la vera anima grillina, son dolori: si pensi al reddito di cittadinanza o, novità dell’ultima ora, la proposta (ispirata dal guardasigilli Bonafede) di sospendere la prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Una aberrazione.

SI METTONO DAVANTI A UN COMPUTER

A noi il parlamentare leghista ha fatto un discorso a metà tra il cinico e il pragmatico che si può riassumere così: il fatto che i grillini siano così impreparati, ci conviene. I loro pasticci li stanno pagando in termini di consenso a nostro vantaggio (dal 4 marzo il M5s ha perso 7 punti percentuali). Certo, ha proseguito il nostro interlocutore, «avere a che fare con loro è piuttosto complicato: quando devono decidere una cosa si mettono davanti a un computer e interpellano la loro piattaforma Rousseau». E poi? «E poi attendono il responso, che non è sempre chiaro». E chi lo dà questo responso? «Boh».

«FAREMO CAPPOTTO»

Ecco, «boh». Quanto si può andare avanti così? Parecchio, vien da dire. Perché come disse Giancarlo Giorgetti a Tempi, «godiamo del fatto che l’opposizione non si è ancora riorganizzata». Non è poi un mistero per nessuno che la Lega punti al cappotto alle Europee per riequilibrare i rapporti di forza coi cinquestelle e fagocitare gli altri partiti di centrodestra. «E se non fate cappotto?», ho chiesto al parlamentare leghista. «Vedremo. Ma faremo cappotto, ne siamo certi».

Foto Ansa

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