Fine vita. Appello al Parlamento perché non abdichi alla sua funzione

Associazione Esserci: «Auspichiamo che si giunga in extremis a un testo base. Lasciare ai giudici una materia così fondamentale è la più alta mortificazione del Parlamento»

L'aula della Camera dei deputati

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa diffuso dall’Associazione Esserci per invitare il Parlamento a calendarizzare la discussione sul fine vita, in vista dell’approssimarsi della scadenza (24 settembre 2019) fissata dalla Corte costituzionale per legiferare sul tema. Esserci fa parte delle associazioni che hanno aderito a Polis Pro Persona per l’organizzazione del seminario “Diritto o condanna a morire per vite inutili?” tenutosi a Roma l’11 luglio scorso.

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Appreso che le commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera non sono riuscite a produrre un testo base condiviso per convergere su una proposta di legge che risponda a quanto prescritto dall’ordinanza n. 207/2018 della Corte costituzionale, con la quale si invita il Parlamento a modificare l’art. 580 del Codice penale e a disciplinare l’aiuto al suicidio, sconcerta constatare il fallimento del Parlamento, unica istituzione preposta a disciplinare tematiche così delicate. 

La scelta deliberata di rinviare la discussione a settembre, attendendo la sentenza della Consulta, equivale a svilire il ruolo del Parlamento e ad abdicare alla funzione legislativa. 

Sorprende ancor più che questo avvenga da parte di forze politiche che si sono sempre appellate al valore della sovranità popolare e del ruolo cardine del Parlamento. 

Il vincolo stringente di un contratto di governo che impedisce di legiferare su temi etici di fatto svilisce il Parlamento, privandolo del suo ruolo fondamentale. 

La scelta di lasciare ai giudici la disciplina di temi fondamentali, quali la vita e la morte, è la più alta mortificazione dell’organo di rappresentanza popolare e quindi dei cittadini italiani. 

Auspichiamo vivamente che vi sia ancora un margine in extremis perché si giunga ad un testo base, almeno sugli artt. 1 e 2 della pdl Pagano, per un adeguamento del 580 c.p. e il rafforzamento delle cure palliative, senza toccare i temi eutanasici.

Associazione ESSERCI

Foto Ansa