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No, Di Pietro no

Di Emanuele Boffi
03 Luglio 2026
Contro la candidatura a sindaco di Milano dell’eroe di Mani pulite. Tonino è stato l’arma con cui il potere ha abbattuto i partiti popolari. Solo il fatto che la destra ci abbia pensato è grave
Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro (foto Ansa)

Sembra di essere tornati indietro di trent’anni, quando sui muri di Milano spuntarono le scritte “Di Pietro sindaco”. Erano gli anni di Tangentopoli e il Tonino nazionale – uno che in procura chiamavano “Zanzone” – s’era trasformato in una via di mezzo tra Superman e Robin Hood, con il codice di procedura penale come mantello. A San Siro i tifosi cantavano «Di Pietro è meglio ’e Pelé» e in tutta Italia i quotidiani facevano a gara a innalzare peana in suo onore. Come ha spesso ricordato il suo biografo (non ufficiale) Filippo Facci, L’Europeo distribuiva adesivi tondi con scritto “Forza Di Pietro”, Famiglia Cristiana arrivava a sostenere che il suo impegno avrebbe fatto la gioia di Leonardo Sciascia, Tv Sorrisi e Canzoni lo metteva in copertina con un imperativo sentimentale – “Di Pietro facci sognare” – e Il Venerdì di Repubblica lo inseriva in un sondaggio surreale: “Tra questi personaggi chi proporrebbe come santo?”. Ecco. Quando qualche giorno fa Daniela Santanchè ha buttato lì, co...

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