Caso Cappato-dj Fabo. La Consulta scopre le carte e apre al suicidio assistito

Nell’ordinanza della Corte Costituzionale si rintraccia una logica individualistica e mortifera. L’intervento di Massimo Gandolfini e l’incontro sabato a Milano

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«Non è, di per sé, contrario alla Costituzione il divieto sanzionato penalmente di aiuto al suicidio. Tuttavia, occorre considerare specifiche situazioni, “inimmaginabili all’epoca in cui la norma incriminatrice fu introdotta, ma portate sotto la sua sfera applicativa dagli sviluppi della scienza medica e della tecnologia, spesso capaci di strappare alla morte pazienti in condizioni estremamente compromesse, ma non di restituire loro una sufficienza di funzioni vitali». È la frase iniziale del comunicato con cui la Corte Costituzionale spiega l’ordinanza numero 207 depositata oggi (relatore Franco Modugno), con cui si rinvia al 24 settembre 2019 la trattazione delle questioni di costituzionalità dell’articolo 580 del codice penale, sollevate dalla Corte d’Assise di Milano nell’ambito della vicenda del suicidio assistito di Dj Fabo, che vede imputato Marco Cappato.

DIRITTO DI RIFIUTARE?

«Si tratta – si legge ancora – di ipotesi nelle quali l’assistenza di terzi nel porre fine alla sua vita può presentarsi al malato come l’unica via d’uscita per sottrarsi, nel rispetto del proprio concetto di dignità della persona, a un mantenimento artificiale in vita non più voluto e che egli ha il diritto di rifiutare».

COME UN BENE PATRIMONIALE

In merito all’ordinanza è intervenuto Massimo Gandolfini (Family day) che si è così espresso: «Purtroppo l’ordinanza della Corte Costituzionale non fa che affermare un principio che non condividiamo e non potremo mai condividere: la disponibilità della vita umana, alla stregua di un bene patrimoniale. Dobbiamo affermare che il bene vita è fondante ogni altro bene, diritto e valore e, in quanto tale, disporre della vita a piacimento è come disporre di ogni altro diritto, considerato di per sé, non negoziabile».

VITA VALORE ASSOLUTO

Prosegue Gandolfini: «Non possiamo neppure completamente condividere l’impostazione pragmatica contenuta nell’ordinanza, per la quale ottanta anni fa c’erano condizioni assai diverse rispetto ad oggi in tema di tutela della vita e, quindi, va aggiornata anche la legge. La vita era, è e rimane valore assoluto che non conosce tempo e difenderla – senza accanimenti illeciti – è un dovere morale. Oltretutto bisogna considerare che solo 10 mesi fa veniva approvata la legge sulle cosiddette Dat, che introducono l’eutanasia passiva con la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione. Un’ulteriore azione legislativa sarebbe quindi tesa unicamente a depenalizzare il suicidio assistito».

APPELLO AI POLITICI

Infine, un appello alla politica: «Facciamo quindi appello al parlamento perché ribadisca la condizione attuale, non lasciando spazio né pratico né culturale affinché non passi anche l’idea che ci sono condizioni per le quali la vita può essere violata. Lavoreremo in questa direzione in collaborazione con chiunque pensi che di fronte ad aspetti che riteniamo comunque pericolosi e dannosi, si ha il dovere morale di trovare strade concrete perché si affermi il principio etico del “maggior bene possibile”. In questo senso lanciamo un appello a lavorare insieme perché sia difeso, con determinazione e coraggio, il principio di inviolabilità della vita umana, in ogni tempo ed occasione».

L’INCONTRO DI MILANO

Il Family Day ha anche promosso un incontro che si svolgerà sabato a Milano. Circa 100 amministratori locali, compresi numerosi sindaci, di tutta Italia hanno già aderito all’appello e parteciperanno all’evento del 17 novembre, dalle ore 10, al “Pirellone” di Milano per rilanciare l’impegno e mettere a punto un’agenda politica in materia di famiglia, vita e libertà educativa.

LE TEMATICHE

Saranno sul tappeto temi quali l’utero in affitto, le adozioni omo-genitoriali, la legalizzazioni delle cosiddette droghe leggere, il contrasto al suicidio assistito, la valorizzazione del principio di obiezione di coscienza, l’educazione gender nelle scuole e anche le politiche fiscali e sociali tese a sostenere famiglie e natalità.

DIRITTO NATURALE

L’evento organizzato dal Family Day sarà di fatto la prima riunione programmatica di un intergruppo istituzionale animato da sindaci, governatori e consiglieri regionali, provinciali e comunali che intendono promuovere i principi del diritto naturale su cui fondare una società più umana, attenta ai bisogni dei più deboli (anziani, donne, bambini e disabili) minacciati dalle logiche utilitaristiche della società dello scarto.

LA PIATTAFORMA

La piattaforma inter-istituzionale sarà tenuta a battesimo e coordinata da presidente del Family day, Massimo Gandolfini. Ad aprire gli interventi sarà il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana; seguiranno il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, l’assessore regionale alle Politiche per la Famiglia, Silvia Piani, e Gabriele Barucco, consigliere regionale della Lombardia – Commissione Sanità e Politiche Sociali.

CURA DELLA VITA

L’iniziativa proseguirà con l’esposizione di buone prassi da parte di diversi esponenti di amministrazioni locali che hanno già realizzato concrete forme di sostegno e difesa dell’antropologia umana. Perché solo laddove ci si prende cura della vita nascente, della maternità, della famiglia, della coesione e della solidarietà intergenerazionale si può garantire uno sviluppo armonico della società.

DEPUTATI E SENATORI

È inoltre prevista la presenza di numerosi senatori e deputati che hanno già aderito all’Intergruppo parlamentare per la Vita e la Famiglia. Hanno confermato la presenza all’iniziativa di Milano Maurizio Gasparri e Antonio Palmieri di Forza Italia; Alessandro Pagano, Simone Pillon, Simona Bordonali e Massimiliano Romeo della Lega Nord e Gianpietro Maffoni di Fratelli d’Italia.

Foto Ansa

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