Molti aspetti uniscono le storie dei neoeletti primi cittadini di Lecco e Venezia. Ma il più significativo è che vivono la politica alla luce della loro appartenenza, come vocazione cristiana
Filippo Boscagli (a sinistra, foto da Instagram) e Simone Venturini (foto Ansa), neoeletti sindaci rispettivamente di Lecco e di Venezia
Il sogno, spesso inconfessato, di ogni politico è diventare sindaco della propria città. È una convinzione che ho maturato parlando con molti colleghi, parlamentari o addirittura ministri, che non solo vedono nella dimensione locale (e negli ampi poteri del primo cittadino) l’ambito privilegiato per realizzare la propria visione politica, ma che conoscono bene quel legame speciale che esiste tra un sindaco e i propri concittadini. Alle ultime elezioni due cari amici hanno realizzato questo sogno. Filippo Boscagli e Simone Venturini sono i nuovi sindaci rispettivamente di Lecco e Venezia. La loro storia è emblematica, innanzitutto per chi vuole fare politica.
Sconfitte distanza e disaffezione
Chiamarsi Boscagli in riva al lago ha un significato particolare. Filippo non è infatti il primo sindaco della sua famiglia: suo zio Giulio, gigante della politica lombarda, lo è stato a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e ora lui, dopo 20 anni come amministratore locale (17 dei quali passati ...
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