Pakistan, è stato assassinato il cognato di Asia Bibi

Il cadavere dell’uomo è stato ritrovato nei campi con la gola recisa. Non c’è pace per la famiglia della madre cattolica assolta dopo dieci anni da false accuse di blasfemia

È stato assassinato il cognato di Asia Bibi, ucciso lunedì nella città di Sheikhupura, nella provincia del Punjab, in Pakistan. Secondo la denuncia sporta alle forze dell’ordine, Younus si era recato al lavoro nei campi la mattina del 24 maggio e non era rientrato a casa alla sera. Il suo corpo, con la gola recisa, è stato trovato la mattina seguente.

LA DONNA CHE VIVE NASCOSTA IN CANADA

Non c’è pace per la famiglia della madre cattolica che dal 29 gennaio 2019, giorno della sua definitiva assoluzione da false accuse di blasfemia, vive nascosta in un luogo segreto in Canada. Asia Bibi ha preferito il lungo martirio del carcere (quasi 10 anni) e avrebbe affrontato anche l’impiccagione pur di non convertirsi all’islam, come le aveva proposto in cambio del proscioglimento il primo giudice che la condannò a morte in primo grado nel 2010.

I MARTIRI CORAGGIOSI

Per difendere la donna e con lei la fede dei cristiani perseguitati da una legge sulla blasfemia troppe volte abusata in Pakistan sono stati brutalmente uccisi nel 2011 il ministro cattolico per le Minoranze Shahbaz Bhatti e il governatore musulmano del Punjab Salman Taseer; molti altri hanno pagato il proprio sostegno, in primis i suoi avvocati: «Ho già cominciato a ricevere minacce di morte e la mia sicurezza non è in alcun modo garantita», aveva spiegato il suo avvocato Saiful Malook, rientrato dall’Olanda che gli aveva offerto l’asilo politico per difendere una nuova coppia di perseguitati: «Nessuno difende questo persone. Io sono tornato per farlo. Non permetterò che dei cristiani muoiano nelle nostre prigioni».

IL CALVARIO INFINITO

Oggi Asia Bibi non può più vedere alcuni suoi figli (rimasti in Pakistan) né suo padre perché migliaia di estremisti vogliono la sua testa: ha chiesto asilo politico in Francia dove gli islamisti sono insorti chiamandola blasfema e odiatrice dell’islam. Dopo la sua assoluzione gli estremisti avevano messo a ferro e a fuoco il paese inneggiando all’assassinio dei giudici e della sua famiglia. “Nel mio villaggio i musulmani odiavano i cristiani” ha racconta Asia Bibi in un’intervista esclusiva alla rivista francese La Vie, ricordando il suo lungo calvario. “Ci sono tante altre persone perseguitate come me, non abbandonatele”. Oggi, la notizia dell’assassinio di Younus.

Foto Ansa