Crisi, a Londra il Pil cresce dell’1% (ma è grazie alle Olimpiadi)

Nell’ultimo trimestre economia britannica al top, con una crescita mai vista negli ultimi 5 anni: ma sono dati estemporanei, frutto del Giubileo di Diamante della regina Elisabetta II e soprattutto delle Olimpiadi di Londra.

Un punto percentuale in più, cosa mai vista negli ultimi cinque anni. A Londra sorridono guardando i dati presentati stamattina dall’Ufficio Nazionale di Statistica: nell’ultimo trimestre l’economia inglese sarebbe cresciuta, grazie soprattutto al settore dei servizi e, meno, al comparto manifatturiero. Il Pil, si calcola, è cresciuto appunto dell’1%, cosa mai accaduta durante questi 5 anni di “double-dip recession”. E il merito va soprattutto a due eventi ospitati dal suolo inglese durante gli ultimi mesi: il Giubileo di diamante della regina Elisabetta II e i giochi olimpici dello scorso agosto.

«SIAMO SULLA STRADA GIUSTA». Già, le Olimpiadi. Difficile fare una stima specifica di quanto sia stato l’impatto totale dei giochi, ma la sola vendita dei biglietti ha influito sul Pil per lo 0,2%: tutti gli introiti dalla vendita dei tagliandi sono stati conteggiati appena prima dell’inizio dei giochi, quindi sono rientrati nei bilanci del terzo trimestre. In tanti invitano alla calma e alla cautela, essendo queste cifre figlie più di eventi estemporanei che di crescite effettive del comparto economico inglese, ma il Premier Cameron non ha voluto nascondere la sua soddisfazione, così come il cancelliere Geroge Osborne: «C’è ancora molto da fare, ma i dati dimostrano che siamo sulla strada giusta». Per i prossimi mesi attenzione alta: i rischi di contrazione ci sono eccome, e la Gran Bretagna vuole godersi fino in fondo gli effetti delle Olimpiadi, troppo spesso considerate un pozzo senza fine per i paesi organizzatori.

DEFAULT GRECO. Alle spalle c’è infatti l’esempio greco, dove le conseguenze dei giochi organizzati ad Atene nel 2004 sono sotto gli occhi di tutti: palazzetti, villaggi olimpici, stadi, campi d’allenamento… Nella capitale ellenica ormai tante delle opere realizzate per quell’evento sono abbandonate a sé, chiuse al pubblico e avvolte da sterpaglie ed erbacce. Non sono pochi quelli che credono che il default di Atene abbia messo il suo embrione in terra greca proprio nell’agosto del 2004, quando si sforò il budget di 15 miliardi stanziato per l’evento e in poco tempo fu chiaro quanto troppo costassero i giochi: tra ritardi nella consegna dei centri e spese per la sicurezza, il governo s’indebitò. E ora quel vuoto che aleggia intorno al villaggio olimpico (costato 240 milioni di euro) è il segno di quanto denaro pubblico sia stato sprecato per questa rassegna sportiva. A Londra la situazione pare diversa, anche perché i soldi messi da parte dal governo inglese per finanziare l’evento sono bastati, anzi, c’è stato pure un risparmio di 377 milioni di sterline (8 miliardi e 921 milioni spesi a fronte di 9 miliardi e 298 milioni stanziati).