Così governano i 5s. Torino: nuovi tagli alle scuole paritarie

Il sindaco Appendino riduce ancora i già striminziti contributi alle scuole non statali. Una scelta ideologica

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«Nel silenzio generale i Cinque Stelle presentano il secondo bilancio consecutivo con i fondi per le Scuole Paritarie Convenzionate ridotti a 2,5 milioni di euro. Lontani i 3 milioni dell’ultimo anno di Fassino. Lontanissimi i 3,25 milioni del 2013. Ed è una scelta politica». È il commento postato sui social network dal consigliere d’opposizione a Torino Silvio Magliano. La giunta guidata dalla grillina Chiara Appendino ha infatti approvato il bilancio di previsione per il 2018, con un ulteriore taglio ai fondi per le scuole paritarie.
SCELTA PER IL FUTURO? «È il miglior bilancio che potessimo fare, perché tiene insieme l’esigenza di sviluppare il territorio e tutelare le fasce deboli con la scelta politica del piano di rientro», ha detto Appendino. Sarà. Ma, intanto, la decisione di abbassare di nuovo il già striminzito fondo alle paritarie è un segnale di quali siano le priorità dei pentastellati. «In questo bilancio ci sono scelte strategiche per guardare avanti e non indietro», ha detto ancora la grillina, ma – appunto – l’importanza dell’esistenza delle scuole paritarie (che offrono un servizio pubblico che altrimenti il Comune non saprebbe come garantire), non sono una “scelta per il futuro”?
SCELTA IDEOLOGICA. Il rapporto tra il comune e gli istituti paritari, negli ultimi anni, è sempre stato difficile. Come ricordato da Magliano, fino al 2013 il contributo era di 3,25 milioni. Poi la giunta Pd guidata da Piero Fassino, pur abbassandolo e con difficoltà e disagi, lo elargì. Con Appendino la situazione s’è fatta ancora più complicata tanto che lo stesso arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia insieme con i 14 parroci della città gestori di istituti paritari, le scrisse per chiederle di non far morire le scuole non statali.
Ora il sindaco e i grillini si trincerano dietro la scusa della difficile eredità lasciata loro dalla precedente amministrazione. Potranno anche aver ragione, ma non possono nascondersi dietro un dito se fanno scelte politiche (e ideologiche) ben precise. Se si assegnano 50 milioni alle scuole comunali (che accolgono 7.800 bambini) è quanto meno sproporzionato assegnare 2,5 milioni alle scuole materne convenzionate (5.500 bambini, 550 dipendenti).
Foto Ansa

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