Rassegna ragionata dal web su: l’ingresso di Arabia Saudita e Iran nel consesso dei paesi emergenti alternativo all’Occidente, i punti di forza e di debolezza delle “potenze” del Sud globale, il ruolo di Russia e Cina
Il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa e il presidente cinese Xi Jinping durante i lavori dell'ultimo summit dei Brics (foto Ansa)
Il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa e il presidente cinese Xi Jinping durante i lavori dell'ultimo summit dei Brics (foto Ansa)
Sul sito di Tgcom 24 si scrive: «L’allargamento dei Brics con altre sei nazioni (Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) “rappresenta un nuovo capitolo nella collaborazione dei paesi emergenti e in via di sviluppo”. Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping nel corso della conferenza stampa finale del 15esimo summit dei Brics, in Sudafrica. Xi ha quindi espresso “soddisfazione” per gli accordi raggiunti».
Al di là di tutto, l’iniziativa di Pechino nel mettere insieme Arabia Saudita e Iran rappresenta un colpo per la politica estera americana.
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Su Startmag Carlo Pelanda dice: «La caratteristica principale del Sud globale è che, in prospettiva, avrà un incremento demografico notevole mentre il Nord, inteso come G7, conoscerà una stagnazione demografica. Anche la Cina avrà e...
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