Cina, il partito comunista ha demolito in poco più di due mesi 360 tra croci e chiese. «Panico tra i cristiani»

Oggi il partito comunista cinese dovrebbe distruggere un’altra dozzina di chiese nella provincia di Zhejiang, in ottemperanza alla campagna delle “Tre rettifiche e una demolizione”

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Oggi il partito comunista cinese dovrebbe distruggere un’altra dozzina di chiese nella provincia di Zhejiang, in ottemperanza alla campagna delle «Tre rettifiche e una demolizione», lanciata dal governo per frenare la crescita del cristianesimo e abbattere le strutture cristiane «troppo vistose».

«PANICO TRA I CRISTIANI». Come riporta il South China Morning Post, almeno 360 tra chiese e croci sono già state distrutte dal 4 aprile. Un numero enorme. «La rimozione di croci e chiese ha gettato nel panico centinaia di migliaia di credenti. E ha portato a sommosse, noi proteggeremo la nostra chiesa», dichiara un pastore della contea di Pingyang, che oggi potrebbe vedere demolita la sua chiesa. Già lo scorso 11 giugno decine di cristiani hanno protestato davanti alla chiesa di Baixiang Guantou e impedito alla polizia di rimuovere la croce dalla loro chiesa.

cina-chiesa-sanjiang-demolita«INACCETTABILE». «La discriminazione contro il cristianesimo e i suoi fedeli è inaccettabile», si legge in una lettera scritta dai responsabili delle chiese di Pingyang. La nuova ondata di persecuzione messa in atto dal regime comunista contro i cristiani ha avuto il suo apice nella demolizione dell’imponente chiesa di Sanjiang, a Wenzhou, la “Gerusalemme d’Oriente”. Per erigere il tempio di 11.004 metri quadrati avevano impiegato sei anni e speso 30 milioni di yuan (circa tre milioni e mezzo di euro).

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