Cina. Il crollo che spaventa il regime comunista non è quello del Pil

La Cina è cresciuta ufficialmente del 6,6% nel 2018, il dato peggiore dal 1990 (e già ampiamente truccato), ma Pechino sa che il vero problema sono quei due milioni di bambini che mancano all’appello rispetto al 2017

La Cina è cresciuta ufficialmente del 6,6% nel 2018, il dato peggiore dal 1990, riporta la Bbc. Ma secondo alcuni economisti, la crescita reale, e nascosta dalle cifre truccate pubblicate dal governo, è stata appena dell’1,6% e forse addirittura negativa. Ma ci sono anche altri dati a togliere il sonno ai papaveri del regime, e sono quelli demografici: nel 2018 infatti è stato registrato un altro drastico calo delle nascite, che potrebbe minare le ambizioni economiche della Cina in modo irreversibile.

LA CRESCITA REALE

Se i dati diffusi da Pechino sono negativi (non sono entusiasmanti neanche i consumi, gli investimenti e la produzione industriale, sottolinea il New York Times), la realtà potrebbe essere di gran lunga peggiore. A fine dicembre, infatti, China Change ha pubblicato una lezione tenuta il 16 dicembre dal professore Xiang Songzuo presso la Scuola di economia dell’università Renmin. Parlando 25 minuti durante il corso per amministratori delegati, l’ex capo economista della China Agricultural Bank, ha rivelato l’esistenza di un «rapporto interno di un’importante istituzione» cinese, realizzato sulla base dei dati dell’Ufficio nazionale di statistiche, secondo cui la crescita è nel migliore dei casi dell’1,67% e nel peggiore addirittura «negativa».

A pesare, secondo il professore, è stata sicuramente la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, ma anche la sfiducia delle imprese private, che hanno ridotto gli investimenti «in modo sostanziale», soprattutto perché da inizio anno «sono stati gettati qua e là ogni tipo di dichiarazione ideologica: frasi come “la proprietà privata sarà eliminata”, “la proprietà privata sarà eliminata, ma non ora”, “per le imprese private è tempo di svanire”, “tutte le imprese private dovrebbero essere ridate ai loro lavoratori”. Che tipo di segnale pensate che costituisca per gli imprenditori privati?» (traduzione AsiaNews). La relazione del docente, pubblicata su internet, è stata subito rimossa.

DUE MILIONI DI BAMBINI IN MENO

Il dato che preoccupa di più il regime comunista è però quello delle nascite: nel 2018 il tasso di natalità della Cina è stato il più basso dai tempi della fondazione della Repubblica popolare 70 anni fa: 10,94 nascite per mille abitanti, contro i 12,43 del 2017, scrive Reuters. Se nel 2017 erano nati 17,23 milioni di bambini, l’anno scorso appena 15,23 milioni. Oggi, secondo le statistiche ufficiali, il tasso di natalità è di circa 1,5 figli per donna, ma in realtà, secondo il ricercatore indipendente dell’Università del Wisconsin-Madison, Yi Fuxian, si attestava all’1,05 figli per donna già nel 2015. E da allora è calato ulteriormente.

Se il tasso di natalità in Cina si stabilizzerà intorno a 1,2 figli per donna, la sua popolazione calerà dagli attuali 1,39 miliardi a 1 miliardo nel 2050 e ad appena 480 milioni nel 2100. Nel 2050 il 32,6 per cento della popolazione avrà più di 65 anni e la forza lavoro calerà sotto i 600 milioni di persone, mentre l’età media sarà di 56 anni contro i 22 del 1980. Di conseguenza, non solo la Cina non riuscirà più a garantire gli attuali livelli di crescita, «ma la sua vitalità economica continuerà ad affievolirsi e questo avrà un impatto sociale disastroso», secondo il professor Yi.

Per impedire questo declino, nel 2015 il governo ha abolito la famigerata legge sul figlio unico e permesso alle coppie sposate di avere due figli, ma il baby boom sperato di 20 milioni di nascite non c’è stato, anzi. Gli analisti sono sicuri che entro il 2020 la Cina abolirà tutti i limiti nel disperato tentativo di invertire la curva demografica, ma la realtà è che quasi 40 anni di legge sul figlio unico hanno creato una mentalità. Avere più di una gravidanza oggi è considerato un ostacolo per la carriera e il costo delle case e della vita spinge le coppie a non allargare la famiglia.

“STAI GIÀ PREPARANDO IL MATRIMONIO?”

Per capire quanto il problema sia ritenuto grave dalle autorità bisogna prestare attenzione a come è cambiato il discorso ideologico conculcato ad esempio agli studenti universitari. Dopo che il leader Deng Xiaoping nel 1979 disse che la popolazione andava ridotta, «altrimenti la nostra economia non si svilupperà bene e la vita delle persone non migliorerà», oggi sui giornali non è infrequente leggere annunci del tipo: «Assicuratevi di non perdere gli anni migliori per restare incinte».

Come riportato dal South China Morning Post, gli studenti del secondo anno del Beihai College, durante un esame (obbligatorio) di ideologia politica sul “Pensiero di Mao Zedong e il socialismo con caratteristiche cinesi oggi”, hanno dovuto rispondere a domande di questo tipo: “Hai mai avuto relazioni sessuali con il sesso opposto?” oppure “Stai già preparando il matrimonio?”. E ancora: “Vorresti avere figli per il futuro del tuo paese?” o anche “Vuoi bambini in futuro? O vuoi porre fine alla tua discendenza familiare?”. E infine: “Puoi parlare di come ti senti all’idea di far nascere un figlio?”.

Domande simili, inserite in un test politico, fanno capire che quello demografico è ormai un problema “ideologico” che riguarda il futuro del paese e la stabilità del partito comunista al potere. Il test, pubblicato online anonimamente da due studenti e che influisce per il 10 per cento nei voti finali annuali degli alunni, è stato subito rimosso. Uno di loro però ha dichiarato: «La cosa preoccupante non sono le domande, ma il fatto che siamo costretti a rispondere e che le risposte verranno valutate in base a uno standard. Siamo come polli costretti a ingoiare riso a forza e che verrebbero mandati al macello se non mangiassero».

Se il mondo è spaventato dal rallentamento dell’economia cinese, il regime è piuttosto terrorizzato dal declino demografico. I dati del Pil possono essere truccati, quelli delle nascite no. E non c’è legge che può facilmente riempire le culle vuote dopo 40 anni passati a multare e punire (con sterilizzazioni e aborti forzati) chiunque osasse fare più di un figlio.

Foto Ansa