«Chiara Corbella è un faro di luce che aiuta a scoprire la bellezza della Chiesa»

Oltre duemila persone hanno partecipato alla cerimonia di apertura della fase diocesana della causa di beatificazione di Chiara, che ha dato la vita per il figlio che portava in grembo

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Oltre duemila persone, soprattutto giovani, hanno partecipato il 21 settembre alla cerimonia con cui a Roma il cardinale vicario Angelo De Donatis ha aperto la fase diocesana della causa di beatificazione di Chiara Corbella. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano c’erano ovviamente i genitori di Chiara, la sorella, il marito Enrico Petrillo e il figlio Francesco, nato sano grazie proprio al sacrificio della mamma, che ha rimandato le cure per un tumore per non danneggiare il feto.

«Aprendo oggi la fase diocesana», ha dichiarato il cardinale, «speriamo che al termine dell’iter canonico Chiara possa divenire un modello di santità, approvato dalla Chiesa, per tutti i fedeli cristiani e soprattutto per coloro che in questa giovane donna sposata e madre di tre figli (prima di Francesco Chiara dette alla luce altri due bimbi, nati con gravi malformazioni e morti poco dopo il parto, ndr) trovino incoraggiamento e sostegno nel servizio dell’amore coniugale e alla vita».

Dopo aver ripercorso le tappe della vita di Chiara, il porporato l’ha descritta come «un faro di luce, che fa quasi toccare con mano la vicinanza amorevole di Dio che è Padre e aiuta a scoprire la bellezza della Chiesa, che nella fraternità dei suoi figli e nella cura dei suoi pastori si mostra madre». La sua vita, ha aggiunto, si può riassumere in una frase che ripeteva spesso: «Qualsiasi cosa farai, avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna». Nell’Editto del vicariato di Roma si legge: «La sua oblazione rimane come faro di luce della speranza, testimonianza della fede in Dio, autore della vita, esempio dell’amore più grande e della morte».

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