Chi è al-Baghdadi, il leader dell’Isis che disse ai generali Usa: «Ci vediamo a New York»

Del capo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante esistono solo due foto. Scarne anche le informazioni: la sua conversione alla lotta armata sarebbe avvenuta in un campo di prigionia americano in Iraq, da dove fu liberato nel 2009

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Abu-bakr-al-BaghdadiSi sa poco di Abu Bakr al-Baghdadi: esiste solo una foto sbiadita in bianco e nero del leader dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, risalente al 2009. Nei giorni in cui le armate jihadiste avanzano verso Baghdad allargando le terre del primo Stato in mano ai terroristi, il mondo si interroga su questo sconosciuto capo islamico, noto ai servizi segreti col nome di “jihadista invisibile”. 43 anni, un dottorato in storia e dottrina islamica, e una scalata al potere cominciata nel triangolo sunnita di Falluja, Ramadi e Samarra, nelle stagioni in cui l’Iraq era in piena guerra con gli Usa nel 2003. Poi la cattura e la detenzione fino al 2009 nel più grande campo di prigionia americano del Paese, Camp Bucca, non lontano da Bassora.

«CI VEDREMO A NEW YORK». Ed è da questo capitolo della sua misteriosa vita che emergono alcuni dettagli raccolti dal Daily Beast, che è andato ad indagare i ricordi e i pensieri dei soldati americani che si trovarono di fronte ad al-Baghdadi in quel carcere. A partire dall’enfatica battuta che l’uomo disse al colonnello Kenneth King appena prima del rilascio. «Mi disse: “Ragazzi, ci vedremo a New York”». L’ufficiale americano, a distanza di 5 anni, non crede però che in quelle parole ci fosse una minaccia per gli Usa: piuttosto, gli è parsa una battuta, quasi a dire che al-Baghdadi aveva chiaro che aveva soltanto da aspettare per essere libero di tornare a fare tutto quel che voleva. «Non mi stupisce che sia qualcuno uscito da Bucca, ma sono sorpreso che fosse lui. Era un brutto tizio, ma non era il peggiore dei peggiori». Non era stato assegnato nemmeno al Compound 14, quello per gli estremisti più violenti. Ciò che invece lascia di sasso il colonnello, è pensare agli anni che al-Baghdadi ha trascorso nelle mani degli americani: «Abbiamo impiegato non so quante missioni e quanti uomini per catturare questa gente e poi l’abbiamo subito rilasciata».

NESSUN VIDEO SU DI LUI. Da quanto invece appreso dai servizi, è nel campo di prigionia di Bucca che al-Baghdadi ha rafforzato i suoi legami con Al Qaeda e il terrorismo, tanto da prenderne il posto quando il gruppo terroristico è stato indebolito da morti illustri e perdite. Sui suoi giorni dietro le sbarre si fanno molti racconti, tra cui anche quello di un confronto col generale americano David Petraeus: quest’ultimo gli avrebbe rivelato le sue strategie per vittorie militari stabili: rispetto per le popolazioni locali, disponibilità economica estrema e attacchi sempre con forze preponderanti. Al-Baghdadi avrebbe ascoltato facendo poi tesoro di quelle parole. Una storia che offre all’uomo un’aura ancor più mitica agli occhi dei musulmani. Rafforzata dalla scelta del leader di non farsi vedere mai in faccia, nemmeno dai suoi commilitoni, che lo incontrano sempre col volto coperto. Non è ritratto neanche in alcun video, a differenza di quanto faceva Osama Bin Laden, evitando ogni rischio di essere individuato o magari tradito.

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