Centrafrica. Islamisti attaccano la cattedrale di Bambari, dove sono rifugiati 12 mila civili: «Molte persone sono morte»

Secondo membri della Chiesa cattolica citati da Reuters, i ribelli hanno attaccato la cattedrale verso le tre del pomeriggio sparando all’impazzata. Secondo i militari francesi, ora la popolazione è al sicuro

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I ribelli islamisti della coalizione Seleka insieme a civili musulmani armati hanno attaccato la cattedrale di Bambari, in Centrafrica, dove nei giorni scorsi si erano rifugiati 12 mila civili per sfuggire alle violenze dei ribelli.

RIBELLI SELEKA.ribelli Seleka, che nel marzo 2013 hanno condotto un colpo di Stato innescando una guerra civile e perseguitando i cristiani per otto mesi, sono stati costretti a ritirarsi dopo l’intervento delle forze delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana ma si sono riorganizzati negli ultimi mesi.

«MOLTI MORTI». Secondo membri della Chiesa cattolica citati da Reuters, i ribelli hanno attaccato la cattedrale verso le tre del pomeriggio sparando all’impazzata. «Non siamo ancora quanti, ma molte persone sono morte. Mentre vi parlo sono ancora lì», ha dichiarato ieri all’agenzia padre Jesus Martial Dembele, vicario generale dell’arcidiocesi di Bangui. Un sacerdote della cattedrale, padre Firmin Gbagoua, ha informato che i ribelli hanno condotto l’attacco perché pensavano che nella cattedrale fossero nascosti alcuni anti-balaka.

VENDETTA. Secondo uno dei comandanti dei Seleka, l’azione militare è stata fatta per «vendicarsi» di un precedente attacco degli anti-balaka. La Chiesa cattolica ha accusato le forze francesi di non aver difeso la cattedrale, nonostante il responsabile dell’operazione abbia dichiarato: «Siamo intervenuto verso le quattro e abbiamo risposto al fuoco. Ora abbiamo circondato la diocesi per proteggere la popolazione».

«IMPEDIRE UN DISASTRO». Nonostante l’intervento delle Nazioni Unite e di truppe europee e africane, il paese è ancora chiuso in una morsa di violenza con i Seleka da una parte e gli anti-balaka dall’altra. Per sfuggire agli uni e agli altri, con le truppe internazionali che non disarmano le parti in causa e non riescono a garantire la sicurezza, cristiani e musulmani si rifugiano sempre più spesso nelle chiese e nelle parrocchie, unici luoghi sicuri dove non si rischia di essere uccisi. Quello di Bambari è il primo attacco diretto a una chiesa piena di rifugiati. Lo scorso 2 luglio il vescovo locale Eduard Mathos aveva dichiarato: «Lancio un appello perché si intervenga subito per impedire un disastro umanitario».

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