C'è sempre attenzione per chi chiede l'eutanasia, ma disinteresse per la battaglia quotidiana di tutte quelle persone (e le loro famiglie) che lottano in condizioni difficili, dimenticate dallo Stato. Parliamone
«Nessuno può disporre del corpo altrui, scegliere per un altro». Parola di pro-life? No, della deputata dem per la licenza di sopprimere feti senza stigma, «solo i cristiani pensano che siano vita, gli ebrei no. E Gesù condanna l’abuso di potere»
C'è una strana specularità nel trattare il ciclo mestruale e la gravidanza come problemi di salute pubblica, là dove per “problemi” si intende sempre e solo lo “stigma”, il “senso di colpa" e il "disservizio"
Da Starbucks ad Amazon, da Levi's ad Apple, dopo aver trasformato l'egg freezing in benefit aziendale le imprese puntano sulle interruzioni di gravidanza. Altro che "accesso alle cure", è la biologia sottomessa al capitalismo delle corporation
La notizia non sono i capricci redazionali per l'aborto o l'eutanasia, ma che ci sia un popolo che in “quelli” in pancia o carrozzella riconoscono “uno di noi"
Cronaca del convegno di Milano con Binetti, Bressan, Caliendo, Cesana, Invernizzi, Menorello, Palmieri. Per ragionare del progetto di legge in discussione al Senato
Non chiamateli più "pro-choice", per i liberal americani «è ora di usare un linguaggio che rifletta ciò per cui lottiamo: accesso alle interruzioni di gravidanza per tutti, senza giustificazioni»
Howard Breen, attivista ambientalista di 68 anni, vuole farla finita con l'iniezione letale prima che sia l'apocalisse climatica a ucciderlo. A marzo potrebbe ottenere ciò che vuole
«Se Dio ha ucciso suo figlio, perché io non posso?», «dovete marcire sotto terra», «RIP Gesù, ucciso da quel woke di tuo padre». La marcia dei pro-choice davanti alle case dei giudici e contro le chiese cattoliche
Il caso della scrittrice britannica Patricia Posner, che sul WSJ denuncia da "degenderizzazione" del discorso e la "morte del buon senso", e il Nyt che cambia la soluzione di un suo gioco