Bpm. I reati di Ponzellini sarebbero di “immagine” e “parentela” (cioè?)

MF ricostruisce il caso Bpm. Il prestito ad Atlantis che ha causato l’arresto di Ponzellini ha generato per Bpm 7 milioni di utili. Rimane l’ipotesi di reato di parentela e danno d’immagine.

Massimo Ponzellini e Antonio Cannalire, a seguito degli arresti avvenuti martedì mattina per l’inchiesta su Atlantis-Bplus, hanno cominciato a mettere insieme le carte per strutturare la propria difesa. Il quotidiano dei mercati finanziari MF ha raccolto alcune testimonianze di ex dirigenti di Bpm e del collegio difensivo dei due indagati.
Il fatto sotto la lente d’osservazione dei pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici riguarda il finanziamento che la società Atlantis ricevette dalla Banca popolare di Milano per l’acquisto dei diritti di installazione delle videolotteries. Atlantis è una società attiva nel settore delle scommesse e dei casinò di proprietà di Francesco Corallo e figlio di Gaetano: un imprenditore giudicato colpevole in via definitiva per associazione a delinquere.

La parentela di Francesco Corallo ha recato un po’ d’allarme, anche se tra padre e figlio non esistono più rapporti da decenni. Secondo il quotidiano di Class Editori l’accusa deve dimostrare un nocumento, cioè che il prestito realizzato da Bpm verso la società Atlantis abbia recato un vero danno alla banca. In verità, prosegue nell’analisi MF, l’istituto di credito meneghino ha guadagnato dall’operazione 7 milioni di euro e le rate di rimborso sono sempre state remunerate.

Il finanziamento ad Atlantis sotto la presidenza di Roberto Mazzotta fu respinto dagli uffici adibiti alla valutazione dei crediti, ma le motivazioni non erano legate al merito creditizio di Atlantis, ma alle ingenti dimensioni del prestito decisamente al di sopra dei normali canoni di Bpm. Controprova della bontà dell’operazione è il fatto che Atlantis era garantita da un certificato di conformità e dal nulla osta dei Monopoli di Stato.
Il danno, dunque, sarebbe riconducibile all’immagine che un finanziamento per un’attività di gioco d’azzardo potrebbe arrecare, con l’aggravante della parentela scomoda dell’imprenditore Francesco Corallo.