Col Tagliatasse abbassiamo la pressione fiscale e non diamo più soldi ai mascalzoni

In Parlamento c’è un accordo di maggioranza per ridurre la pressione fiscale. Il direttore di MF Pierluigi Magnaschi, che per primo lanciò l’idea, ne spiega la logica

Non solo tasse. È quanto emerge dall’intesa Pdl, Pd e Udc per un fondo destinato alla riduzione della pressione fiscale. Renato Brunetta se ne è fatto garante, ma la paternità appartiene a MF Milano Finanza che circa un mese fa diede vita ad un appello, controfirmato dallo stesso Brunetta e che trovò il plauso di molti economisti. Il Tagliatasse verrà introdotto dal Parlamento nella legge di Stabilità e sarà alimentato da tre flussi: il recupero dell’evasione fiscale, l’accordo bilaterale con la Svizzera sul prelievo forzato dei capitali italiani “in black” e il piano tagli Giavazzi.

NON INDURCI IN TENTAZIONE. Pieluigi Magnaschi, direttore di MF Milano Finanza e Italia Oggi esprime a tempi.it soddisfazione per l’accordo raggiunto nella Camera dei deputati e sottolinea la ratio dell’appello promosso dal suo giornale. «C’è una lotta contro l’evasione fiscale e tale lotta produrrà dei risultati. Riteniamo che i capitali raccolti non dovranno andare a finire in un calderone per indurre a maggiori e nuove spese dell’ente pubblico, ma dovranno servire in larga parte per  ridurre la pressione fiscale. Se diamo in mano i soldi ai soliti mascalzoni sono subito pronti a festeggiare. Il principio è cristiano ed è scritto nel Vangelo: “Non indurci in tentazione”. Se evitiamo la tentazione, evitiamo l’errore».

LE PROPOSTE. Magnaschi definisce interessante il risultato che verrà fuori dall’accordo con la Svizzera, già in atto in Germania dove le banche elvetiche faranno da sostituto d’imposta per i capitali trasferiti illegalmente nelle banche svizzere. Secondo tale accordo le banche preleveranno una percentuale una tantum ancora da concordare, sui conti e depositi dei capitali italiani non dichiarati al fisco e, negli anni successivi, subiranno la tassazione vigente in Italia. Secondo le stime, le casse dello stato vedrebbero un flusso in entrata di 25 miliardi di euro.
Altro elemento di risparmio da utilizzarsi per diminuire la pressione fiscale riguarda il piano Giavazzi che ha individuato circa 2 miliardi  di incentivi improduttivi alle imprese.