Bologna, consigliere del Pd: «Diamo 36 milioni alle scuole comunali e vogliamo toglierne 1 alle paritarie?»

Il consigliere del Pd contro il referendum anti-paritarie sponsorizzato da sinistra e grillini: «Spendiamo 500 mila euro per farlo, praticamente la metà di quello che diamo alle paritarie»

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«È assurdo perché è una domanda di principio». Così si è espresso ieri Benedetto Zacchiroli (in foto), consigliere comunale bolognese del Pd, intervistato da Radio Tau in merito al quesito del referendum sul finanziamento alle scuole paritarie, in programma nel capoluogo felsineo per il prossimo 26 maggio. «In linea di principio anche io voglio che i soldi pubblici vadano alla scuola pubblica. Ma ispirandosi al principio di realtà, questa domanda trae in inganno».

Lui a votare ci andrà, per dare un segnare forte affinché non si tocchi il sistema di sovvenzioni che il Comune concede alle materne private: non c’è infatti quorum da raggiungere, essendo una votazione puramente consultiva. Contro le richieste dei referendari, si voterà solo un giorno e non due, in linea per altro con le altre consultazioni tenute in città negli anni passati: «Io sto ai dati che ci vengono forniti dagli uffici. Spendiamo 500 mila euro per farlo, praticamente la metà di quello che diamo alle paritarie».

Ieri il M5S, tra i promotori del referendum, è arrivato a proporre alla Curia l’utilizzo, per sovvenzionare le scuole, dell’eredità Faac, lasciata in dono alla Chiesa dal figlio del fondatore, Michelangelo Manini, morto un anno fa. «Mi sembra un po’ eccessivo dirle come deve usare i suoi soldi», ha detto Zacchiroli. «Siamo tutti d’accordo sul fatto che l’amministrazione debba spendere il più possibile per il pubblico», ma «allo stato attuale il Comune spende 37 milioni per l’istruzione da zero ai sei anni. Di questi, 36 milioni vanno alle scuole comunali, e uno è dato in convenzione alle scuole paritarie per fare in modo che non ci siano bimbi che restano fuori. Con quel milione non riusciremmo ad assicurare gli stessi posti nella scuola pubblica». È vero, chiude il consigliere, «tutti i sistemi sono perfettibili, ma da qui a dire che di colpo tolgo un milione alle scuole paritarie… Ok, e dopo che succede?»

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