Winesburg, Ohio; Nevada; La simmetria dei desideri

Winesburg, Ohio

Anderson lascia moglie e lavoro da dirigente per mettersi a scrivere racconti. A New York diventerà amico di Lee Masters. E se a Spoon River sostituite il nome di un paesino dell’Ohio a inizio Novecento iniziate a vedere, da un piano minore, la storia fatta di tanti piccoli uomini. Ma mentre là è un coro poetico di epitaffi, qui non c’è nemmeno lontanamente l’idea di un unico spartito: «Bere non è l’unica cosa che mi affligge, c’è dell’altro. Io sono uno che ama e non ha trovato la cosa da amare». È una sosta notturna, in un belvedere al margine di un paese del Midwest, dove «si rabbrividisce al pensiero che la vita non significa nulla; e, al tempo stesso, se la gente del paese è la propria gente, si ama la vita con tale intensità che spuntano le lacrime agli occhi». E tutti i suoi protagonisti sono perdenti, mentre inizia «l’era più materialistica della storia del mondo, in cui le guerre si devono combattere senza patriottismo, in cui gli uomini devono dimenticare Dio e attenersi soltanto a precetti morali, in cui la volontà di potenza deve sostituire il desiderio di servire».

Sherwood Anderson, Einaudi, 238 pagine, 20 euro

 

Nevada

Racconti di vite scampate al deserto perché il Nevada è così, una ginestra e il deserto, una disperata lotta per sopravvivere. Tuo padre era con Manson la sera in cui sei stata concepita. E tu scrivi “Fantasmi, cowboys”, il primo racconto, che è una perla assoluta, perché guardando a te e a come è iniziato tutto, racconti di quella terra e «del respiro di ogni pianta del deserto piena di gratitudine»: «Ci sono un migliaio di cose che voglio dirle e ho una tale voglia di dirle che potrei farlo due volte, una volta a lei e una volta a me: lo so che stai scivolando in mare, per favore, non farlo. Non lasciarmi sulla terra da sola».

Claire Vaye Watkins, Neri Pozza, 263 pp, 18 euro

 

La simmetria dei desideri

Finale dei Mondiali 1998. Quattro amici del cuore, non hanno trent’anni. Davanti alla tv un’idea: «Ognuno di noi scriva dove sogna di trovarsi tra quattro anni. Dal punto di vista personale, professionale. Da tutti i punti di vista. E ai prossimi Mondiali apriremo i biglietti e vedremo cos’è successo nel frattempo». Tra Haifal e Tel Aviv. «Evidentemente non è un caso se la maggior parte delle amicizie nasce al liceo o durante un viaggio. Ci vuole una generosa porzione di tempo libero per avvicinarsi». E tutto va come previsto o qualcosa no: «In effetti l’amicizia è una faccenda strana oggi, dove tutto deve essere statistico ed empirico, mentre è difficile quantificare e calcolare distanza e vicinanza, fedeltà e tradimento, amore e nostalgia. E forse non è neppure necessario».

Eshkol Nevo, Neri Pozza, 352 pp, 9,90 euro

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