San Patrignano: Bocciatura Fini-Giovanardi rende più difficile il recupero dei tossicodipendenti

Riportiamo il comunicato della Comunità San Patrignano

Bocciatura Fini-Giovanardi: preoccupazione per la cancellazione delle norme su misure alternative

La Comunità prende atto della decisione assunta oggi dalla Corte Costituzionale ed esprime particolare preoccupazione per la cancellazione di norme che facilitano il ricorso a misure alternative al carcere, che oggi sarà possibile solo per condanne sotto i 4 anni, contro i 6 della Fini Giovanardi.

La Comunità di San Patrignano prende atto della decisione assunta oggi dalla Corte Costituzionale che ha cancellato per vizio di forma la cosiddetta legge Fini-Giovanardi, con motivazioni dettate esclusivamente dalla trasformazione del decreto in legge. Senza voler entrare nel merito della distinzione fra le droghe leggere e le droghe pesanti che si viene a riproporre con la Jervolino Vassalli, siamo soprattutto preoccupati per la cancellazione di norme che facilitano il ricorso a misure alternative al carcere, che oggi sarà possibile solo per condanne sotto i 4 anni, contro i 6 della Fini Giovanardi. Il recupero, quindi, diventerà più difficile. Oltre a questo viene esclusa la possibilità di vedersi riconosciuta l’applicazione della disciplina del reato continuato in ragione del proprio stato di tossicodipendenza o l’eventualità di vedersi cancellata la multa accessoria alla condanna in caso di esito positivo dell’affidamento in prova ai servizi sociali. E, ancora, l’opportunità concessa al magistrato di sorveglianza di affidare provvisoriamente e urgentemente il detenuto tossicodipendente ad un percorso di recupero. Sono argomenti, questi, che riguardano la vita e il futuro delle persone che vogliono abbandonare la droga.

Siamo convinti e ribadiamo ancora una volta il principio che il carcere non sia la soluzione al problema della dipendenza da droga, ma che debba essere fatto salvo il principio dell’illiceità del consumo di qualunque sostanza. Crediamo sia necessario che la politica, chiamata a decidere su questo argomento, faccia tesoro delle opinioni operatori, scienziati, medici dei servizi pubblici e privati e di chi, sul campo, offre da quarant’anni soluzioni nella prevenzione, del recupero e del reinserimento sociale e lavorativo dei giovani tossicodipendenti.

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