“Berlusconi ineleggibile”, la manifestazione di Micromega è l’«errore grave» di una sinistra «puerile»

Pierluigi Battista sull’ennesima marcia manettara contro il Cavaliere: la realtà non è un racconto per l’infanzia dove i cattivi spariscono per magia

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Oggi, sabato 23 marzo, alle ore 17 il direttore di Micromega Paolo Flores D’Arcais scenderà in piazza Santi Apostoli, a Roma, alla guida del solito esercito di manettari intenzionati a far dichiarare una volta per tutte “Berlusconi ineleggibile” (è il titolo della manifestazione). Il popolo viola questa volta «chiederà con forza l’applicazione della legge 361 del 1957 – si legge sul sito di Micromega – secondo cui Silvio Berlusconi è ineleggibile in Parlamento perché beneficiario di una concessione statale».

UNA RICHIESTA SURREALE. Un proposito che in un duro commento apparso nell’edizione odierna del Corriere della Sera Pierluigi Battista definisce «una scorciatoia puerile». Secondo l’editorialista, infatti, con la richiesta «surreale» di rendere ineleggibile «un cittadino già eletto nel Parlamento italiano per ben sei volte dal ’94 ad oggi», la sinistra giustizialista chiede «a una legge di controversa interpretazione di operare come fa la magia nei racconti per l’infanzia: far sparire d’incanto i cattivi, abolire la realtà dolorosa con appositi rituali».

UNA LEGGE CONTROVERSA. Ma purtroppo per Flores D’Arcais e soci – continua Battista – «la realtà non può essere piegata ai propri desideri». La realtà è che «Berlusconi era dato per finito prima delle elezioni. Ma le cose sono andate diversamente». E pretendere la fine del Cavaliere per via legale «proprio alla vigilia di consultazioni delicatissime per la formazione del nuovo governo, sembra più un esorcismo che una razionale scelta politica. Un errore grave». Senza contare che l’applicabilità di quella legge del 1957 al caso Berlusconi «non è così incontrovertibile, come sostengono illustri giuristi e costituzionalisti certamente non sospettabili di debolezze filoberlusconiane, e come dimostrano ben tre voti parlamentari, due all’interno di legislature a maggioranza di centrodestra, ma una a maggioranza di centrosinistra».

IL VECCHIO AUTOINGANNO. Secondo Battista ad animare la manifestazione di Micromega è la vecchia (sbagliata) idea della sinistra oltranzista, ancora convinta, in fondo, «che le sconfitte politiche ed elettorali di questi ultimi vent’anni siano il frutto di un inganno e che il consenso incassato in modo così massiccio e reiterato da Berlusconi sia dovuto alla posizione dominante del leader di centrodestra nel possesso delle reti televisive». Nient’altro che un «potente alibi autoconsolatorio e autoassolutorio (…). Berlusconi vince perché è il padrone dell’etere: ecco il grande autoinganno dei perdenti nel corso di vent’anni».

FLORES D’ARCAIS RILANCIA. Quasi a conferma di questo, solo poche ore prima dell’inizio dell’evento Flores D’Arcais ha consegnato alle agenzie le sue lamentele contro il «duopolio Rai-Mediaset» che avrebbe «taciuto e censurato» le notizie sulla manifestazione, e contro i «non-giornalisti» che «speravano col loro silenzio di boicottare la manifestazione». E mentre il direttore di Micromega lanciava le sue accuse a questa «sfida di disinformazione, perfettamente solidale col ventennio berlusconiano», pareva già cadere nel vuoto l’invito di Battista a piantarla con la solita «autovittimizzazione da tifosi di una squadra sconfitta che si sentono vittime di un sopruso arbitrale».

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