Aumenti record in bolletta. Il Green Deal presenta giĆ  il conto

Di Redazione
14 Settembre 2021
Il ministro Cingolani annuncia rincari monstre da ottobre: luce +40%, gas +31%. Non ĆØ solo colpa della Cina: ĆØ l'Ue che si fa del male da sola
Parco solare in Cile

Parco solare in Cile

L’annuncio del ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani non ĆØ arrivato come un fulmine a ciel sereno, ma ha comunque spaventato addetti ai lavori e non: la bolletta dell’elettricitĆ  aumenterĆ  del 40% a partire dal primo ottobre, quella del gas naturale salirĆ  fino al 31%. Come spiega bene Repubblica, Ā«per una famiglia media gli aumenti comporteranno fino a una maggiore spesa di 500 euro all’anno, 100 per l’elettricitĆ  e fino a 400 per il gasĀ».

Aumenti record in bolletta

Come ha aggiunto anche Cingolani, niente ĆØ ancora scritto ma Ā«queste cose vanno dette e abbiamo il dovere di affrontarleĀ». L’aumento potrebbe essere mitigato da un nuovo intervento del governo: a fine giugno, ad esempio, a fronte di un aumento del costo dell’elettricitĆ  del 9,9% e del 15,3% del gas naturale, l’esecutivo ha stanziato 1,3 miliardi da spalmare come compensazione sulle bollette.

Per attenuare i rincari il governo potrebbe agire allo stesso modo: resta il fatto che la situazione ĆØ preoccupante. Anche perchĆ© gli aumenti previsti per ottobre potrebbero non essere gli unici. Se da un lato il prezzo del gas naturale ĆØ salito a livello internazionale a causa della ripresa economica e delle ingenti scorte che sta facendo la Cina, dall’altro il prezzo dell’energia sale per le tasse imposte dall’Unione Europea.

Il Green Deal presenta il conto

Per raggiungere il sogno di decarbonizzare l’economia entro il 2050 e di ridurre le emissioni di Co2 del 55% entro il 2030, l’ambizioso obiettivo del famigerato Green Deal, l’Ue punta principalmente sull’allargamento del sistema Ets, che stabilisce ogni anno quante emissioni di Co2 permettere sul territorio e obbliga le aziende che inquinano ad acquistare permessi per continuare a farlo. Ogni quota equivale a una tonnellata di Co2 e poichĆ© nel futuro prossimo Bruxelles diminuirĆ  sempre di più il numero delle quote a disposizione, le aziende stanno facendo a gara per comprarle ora facendo salire a dismisura il loro prezzo.

A luglio il Financial Times aveva annunciato che le politiche della Commissione Europea avrebbero prodotto uno Ā«shock iniziale sulla bollettaĀ». Presentando il pacchetto “Fit for 55”, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva promesso un fondo per aiutare le famiglie povere a far fronte agli aumenti. Se i prezzi hanno giĆ  iniziato ad aumentare, del fondo non c’ĆØ ancora neanche lo scheletro.

Ā«L’Europa deve fare meglioĀ»

Parlando a Repubblica, il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, ha accusato l’Ue senza mezzi termini:

Ā«Bisognerebbe parlare dell’Europa, le fasi di transizione andrebbero governate meglio. Va bene puntare sull’energia rinnovabile, ma che succede se non tira vento e la tecnologia degli accumuli in cui immagazziniamo energia non ĆØ ancora pronta? Fino a quando useremo il gas, che sta sostituendo il carbone, la Ue non può considerarlo come una fonte non fondamentaleĀ».

La decarbonizzazione infelice

Sono critiche che riecheggiano quelle giĆ  espresse da Claudio Descalzi, ad di Eni:

Ā«La transizione energetica nel sistema industriale sta creando la morte. Una raffineria in Europa perde per definizione. Per Eni sarebbe meglio chiudere tutte le raffinerie per non pagare l’Ets e comprare i prodotti all’estero. Bisogna analizzare le cose in modo competente e non ideologico e le tecnologie non devono passare per l’ideologiaĀ».

Dopo la presentazione dalla parte della Commissione Europea del pacchetto di misure per dare attuazione al Green Deal c’ĆØ stata una levata di scudi in tutta Europa. Hanno protestato con veemenza i colossi del trasporto marittimo, le compagnie aeree, i produttori di automobili e anche gli Stati Uniti, i quali temono che la transizione green dell’Ue finirĆ  per avvantaggiare soltanto la Cina. Se non apporterĆ  i dovuti correttivi, quella europea rischierĆ  di essere soltanto una “decarbonizzazione infelice“.

Foto Ansa

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