Anche Benedetto XVI, nella lotta, sente l’importanza di «avere degli amici»

«Sono circondato dagli amici del Collegio cardinalizio: mi sento a casa, mi sento sicuro in questa compagnia di grandi amici che stanno con me e, tutti insieme, con il Signore», ha detto il Papa.

Nei giorni in cui la Chiesa viene esposta al pubblico ludibrio, colpita al cuore dai Giuda che hanno rubato e passato a un cronista-postino lettere personali e dossier riservati arrivati sulla scrivania del Papa, Benedetto XVI sceglie una circostanza ordinaria e trova parole fantastiche per dire qual è la vittoria che vince il mondo. «Vediamo come il male vuole dominare il mondo e che è necessario entrare in lotta contro il male» che agisce «con le diverse forme di violenza, ma anche mascherato con il bene». C’è bisogno di una «Ecclesia militans». Tutta la storia è una lotta «tra due amori», «amore di se stesso fino al disprezzo di Dio, amore di Dio fino al disprezzo di sé nel martirio».

«Noi stiamo in questa lotta e in questa lotta è molto importante avere degli amici. Io sono circondato dagli amici del Collegio cardinalizio: sono i miei amici e mi sento a casa, mi sento sicuro in questa compagnia di grandi amici che stanno con me e, tutti insieme, con il Signore». Sono cose dette da papa Ratzinger ai suoi commensali, cardinali riuniti a pranzo lunedì 21 maggio. Parole, per dirla con il cardinale decano Angelo Sodano, «di grande fraternità». E, aggiungiamo noi, da comandante combattente.

Così, mentre lo stesso Pontefice ha dato personale impulso a un’inchiesta giudiziaria che investirà organi diplomatici e magistratura italiana (viene infatti giustamente adombrato Oltretevere per l’operazione commerciale Nuzzi-Chiarelettere il reato di ricettazione e spionaggio ai danni del capo della Santa Sede), dal luogo più conviviale che c’è, la tavola con gli amici, il Vicario di Cristo dice che non un io solitario, anche se religiosamente avvertito, può contrastare e vincere il male fuori e dentro la Chiesa. Ma è «nella squadra vittoriosa», «la squadra del Signore», che «il Signore ha detto: “Coraggio! Ho vinto il mondo”».