Altre minacce ai sindaci della Val di Susa. «Condannare non basta, bisogna denunciare»

Altre lettere minatorie recapitate in Val di Susa. Una al primo cittadino di Chiomonte Renzo Pinard. L’altra a Patrizia Ferrarini, presidente dell’Ascom di Susa

Sono altre due, oltre a quella indirizzata alla sindaco di Susa Gemma Amprino, le lettere minatorie recapitate in Val di Susa contenenti gravi minacce e polvere bianca. Una al primo cittadino di Chiomonte Renzo Pinard. L’altra a Patrizia Ferrarini, presidente dell’Ascom di Susa e titolare dell’albergo Napoleon, dove di solito dormono le forze dell’ordine impegnate al cantiere della Torino-Lione. Anche in queste missive gravi minacce, rivolte anche ai famigliari.

Dure le reazioni del mondo istituzionle. Il governatore del Piemonte Roberto Cota auspica «una dura condanna e una chiara presa di posizione contro episodi come questi da parte di tutte le forze politiche e sociali piemontesi». Netto anche il sindaco di Torino Piero Fassino che denuncia il «ripetersi di un copione vile e indegno che denuncia l’incapacità di dialogo». Il presidente della Provincia Antonio Saitta, invece, invita a «tenere alta la guardia perché il clima di tensione esasperata che si respira in Val Susa rischia di produrre prima o poi qualche gesto sconsiderato».

Dopo le elezioni di fine febbraio, in Val Susa sarà convocata una riunione straordinaria del consiglio provinciale. Lo ha deciso il presidente Sergio Bisacca accogliendo la proposta bipartisan di maggioranza e opposizione, per «dare un segno evidente della solidarietà della Provincia». Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, parla esplicitamente di «rigurgiti di terrorismo». Antonio Ferrentino, consigliere provinciale e sindaco di Sant’Antonino ammonisce: «Ancora un avvertimento mafioso, condannare non basta, bisogna denunciare».