Va conteggiata l’abitazione principale per il calcolo del familiare a carico

Il dubbio di un lettore in merito a un problema che assilla molti contribuenti ed operatori del settore. Il nostro esperto risponde

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Massimiliano Casto, autore di questo articolo, è Tributarista e Consulente del Lavoro. Chi avesse interrogativi particolari o volesse sottoporre domande su questioni riguardanti la fiscalità può scrivere a studiocasto@virgilio.it, specificando nell’oggetto: “Fisco semplice”. Altri quesiti li potete trovare qui.

Quesito

Buongiorno, desidererei avere se possibile una risposta certa in merito a quanto di seguito descrivo (i caf in merito non riescono a darmi una risposta precisa), e segnatamente:
Attesa la già avvenuta presentazione del modello 730/2013 (dichiarazione congiunta) – in merito alla quale devo presentare l’Unico per una rettifica di importi da me erroneamente indicati – vorrei sapere se mia moglie posso considerarla fiscalmente a mio carico. I redditi di mia moglie sono:

  • Redditi di locazione € 2.565,00 (95% del canone annuo pari ad € 5.400 e poi diviso in due perché al 50%) – si precisa, ad ogni buon conto, che per la predetta abitazione locata (detenuta al 50%) la rendita catastale è pari ad € 232,00;
  • Reddito casa di abitazione (prima casa + pertinenze) € 585,00 (al 50%);
  • Reddito secondo immobile (box di proprietà) – Rendita € 20,5 (al 50%);
  • Terreno in eredità: Reddito dominicale € 6,00 – Reddito Agrario € 2,00 (quota di possesso 33,34%);
  • Terreno in eredità: Reddito dominicale € 95,00 – Reddito Agrario € 33,00 (quota di possesso 16,67%).

Si evidenzia in merito che il dubbio maggiore scaturisce dal fatto di poter includere o meno l’importo relativo alla rendita dell’abitazione principale nei 2.840,51 Euro (importo di reddito minimo previsto) per poterla poi considerare a mio carico o meno (mi è capitato che nello stesso caf danno versioni diverse sull’argomento).
Ringrazio di cuore anticipatamente

Risposta

Gentilissimo lettore, debbo confermarle che il suo legittimo dubbio, è stato fino al periodo d’imposta 2008 un problema che ha assillato tanti contribuenti e tanti operatori del settore tributario. Ci sono venute incontro due circolari dell’Agenzia delle Entrate una del 2012 ed una del 2013 e soprattutto la guida al nuovo sistema di tassazione Irpef del 2008 dell’Agenzia delle Entrate che hanno chiarito la situazione. Il problema è abbastanza complesso perché tanti contribuenti, si chiedono, ancora oggi, se il reddito dell’abitazione principale e della pertinenza sia da sommare agli altri redditi e se debba essere compresa nel calcolo del reddito ai fini del riconoscimento del familiare a carico.

Anzitutto c’è da chiarire che i familiari possono essere considerati a carico solo se non dispongono di un reddito proprio superiore 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Debbono essere  esclusi alcuni redditi esenti fra i quali le pensioni, indennità e assegni corrisposti agli invalidi civili, ai sordomuti, ai ciechi civili. Va, invece, sempre conteggiata l’eventuale rendita dell’abitazione principale e della pertinenza (garage)

Il concetto di “familiare fiscalmente a carico” ai fini Irpef è particolarmente importante ai fini della compilazione della denuncia dei redditi e del conseguente pagamento delle imposte. 

E’ opportuno ricordare che sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati;
  • altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria

Quindi, nel calcolo per valutare il reddito complessivo ai fini dell’inserimento del coniuge o del figlio a carico, deve necessariamente essere inserito il reddito dell’abitazione principale e dell’eventuale pertinenza.

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