Mercato immobiliare in ripresa: il lockdown ci ha fatto riscoprire la casa

La ripresa delle compravendite conferma che l’abitazione è tornata dominante nell’economia delle famiglie italiane

Porta di casa aperta

Il 2020 è stato contrassegnato dalla pandemia ma, parallelamente, ci ha svelato il valore di un bene che molte volte diamo per scontato e che, quasi sempre, poniamo in secondo piano: la casa. L’isolamento a cui siamo stati obbligati ci ha fatto capire il suo valore e immaginare i requisiti ideali che dovrebbe avere.

La ripresa del mercato immobiliare post lockdown avvalora questa rinnovata attenzione. Quanto è successo lo scorso anno ha modificato alcune particolarità basilari del mercato, con la casa tornata dominante nelle strategie correnti di parecchi nuclei familiari. Molti italiani hanno apprezzato la casa in cui abitano, altri hanno invece pensato di modificarla compiendo acquisti migliorativi, indirizzati su metrature più ampie e/o dotate di spazi esterni. Il mercato del mattone è quindi pronto a partire di nuovo dopo la sospensione subita nel 2020.

Tassi moderati per i mutui

Il credito, principale propulsore del settore, dovrebbe rimanere propizio per il mercato dei mutui, con i tassi di riferimento che resteranno ancora moderati, in linea con le politiche accomodanti garantite dalle banche centrali per appoggiare la congiuntura economica.

Le prospettive per l’anno in corso sono evidentemente influenzate al momento dall’effettiva ripartenza dell’economia e dalla progressiva uscita dalla crisi pandemica. Ciò nonostante è plausibile prevedere un ritorno alla quotidianità non prima del secondo trimestre del 2021, quindi stimare un recupero del mercato immobiliare del 6 per cento circa, equivalente a un volume d’affari di quasi 120 miliardi di euro, nella media del decennio passato. Tutti i settori, escluso il commerciale retail, dovrebbero essere interessati dal rimbalzo per l’accumulo della domanda.

Compravendite di immobili in aumento

Le compravendite sono attese in aumento in quasi tutti i settori, in particolare nelle periferie delle grandi città (media +4 per cento). Ci si attende un lieve calo dei prezzi, in modo più marcato nei capoluoghi di provincia. La vitalità del mercato è testimoniata dalla rapidità con cui sono state vendute le unità immobiliari dopo il lockdown. In effetti, nonostante le conseguenze della pandemia, i tempi di vendita a luglio erano ancora in flessione e successivamente si sono portati a soli 109 giorni.

Altro indizio positivo arriva dagli investitori, i quali, dopo un momentaneo rallentamento, si sono rimessi in moto nei mesi estivi (con un incremento delle compravendite a fini di investimento) per poi frenare di nuovo, a causa della seconda ondata dei contagi.

Super ecobonus e futuro

Nella seconda parte dello scorso anno il mattone ha comunque potuto beneficiare anche degli incentivi per ristrutturare gli immobili che sostengono il mercato dell’usato, mentre sul nuovo sembrerebbe confermato l’orientamento che vede un adeguamento dell’offerta alle nuove caratteristiche ricercate dai potenziali acquirenti e consolidate sull’esperienza del primo confinamento forzato a causa del coronavirus.

Guardando al futuro si ipotizza una tenuta degli appartamenti signorili, settore per altro meno intaccato dalla pandemia, e si conferma il maggior interesse di cui continuano a godere le località turistiche che stanno investendo su un potenziamento dell’offerta. A questo proposito, nonostante il calo dei flussi turistici dall’estero che abbiamo visto per tutto il 2020, queste località hanno tutto sommato tenuto grazie a un turismo di prossimità che potrebbe continuare a vivacizzare il mercato anche nel corso di quest’anno.

Francesco Megna, autore di questo articolo, è commerciale settore banking

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