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Socci: «Basta aspettare il consenso dei preti o del mondo. Tocca a noi, padri e madri, affrontare il caos»

febbraio 17, 2014 Luigi Amicone

«Finiamola di maledire la notte, ciascuno cominci ad accendere la propria candela. Cristo “ricomincia” nel popolo dei battezzati, non dalle gerarchie clericali»

Lo Straniero. Così titola il suo popolarissimo blog. E così è, Antonio Socci. Straniero come Straniera, cantava la poesia di Eliot, è la Chiesa per il mondo. Collega per tanti anni al Sabato e compagno di diaspora. Giornalista e scrittore. Artefice di un’indimenticata e, ad oggi, ineguagliata, strenua ricerca sulla “storicità dei vangeli”, che ha consegnato quel nostro piccolo giornale alla posterità (poiché pochi hanno capito a tutt’oggi, soprattutto nella Chiesa, le scoperte divulgate da Socci sui frammenti di vangelo di Marco a Qumram e facilmente si è creduto di espungere una categoria, “avvenimento”, che è tutto il cristianesimo, come ha confermato papa Francesco nella sua Evangelii Gaudium: «Non mi stancherò di ripetere quelle parole di Benedetto XVI che ci conducono al centro del Vangelo: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva”»).

E va bene. (Per adesso) non gli staremo a chiedere lumi sulla questione che si sta ponendo da qualche tempo sulle pagine di Libero. E cioè quale sia stata la ragione puntuale del “ritiro” di Benedetto XVI, dopo che il 25 settembre 2011, sullo stesso Libero, fu lui l’autore dello scoop che ne aveva previsto il “ritiro” ben prima dell’inizio di Vatileaks, allo scoccare degli 85 anni. Esattamente quello che poi è avvenuto. Per adesso, parliamo di cristiani e laici di “strada” che sembrano ondeggiare tra il consenso vasto e euforico a papa Francesco, e la loro condizione storica di paria, nel primo così come negli altri mondi. Con un’unica e in effetti notevole differenza: ecco, l’“Obamacare” americano non è certamente il Boko Haram nigeriano.

Antonio, in questi giorni ricorre un doppio anniversario: quello del riconoscimento della Fraternità di Comunione e liberazione da parte della Chiesa e del suo ancoraggio canonico alla pietra di san Benedetto a Montecassino. E il nono anniversario dalla morte di don Giussani. Il quale una volta ci disse, di ritorno dalla Terra Santa, che solo una vita, la vivezza di una fede, si comunicano e travolgono il mondo, non un potere derivato da una storia o un ordinamento intellettuale teologico. Come ti suonano oggi queste osservazioni del Giuss?
Sento due parole: Montecassino e casa di Nazareth. Ricordi la famosa battuta, la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla fare ai generali? Ecco, c’è una responsabilità che noi abbiamo come uomini e come donne, come padri e come madri, davanti a quello che abbiamo incontrato. Il momento storico in cui viviamo è un gran casino. Esattamente come lo era al tempo di Benedetto. Allora, dopo il crollo totale di una civiltà, non un prete, ma un laico, un giovane, un semplice battezzato, Benedetto, è ripartito dall’essenziale, Cristo, e ha trascinato con sé tutti e un grande papa, Gregorio, ha ricostruito tutto da lì. E poi è andata sempre così. Pensa a secoli dopo, quando l’Europa sembrò ai vertici della sua potenza e invece ancora una volta l’edificio eccelesiale stava di nuovo per crollare, Gesù parla a una persona, le dice: «Ripara, ricostruisci la mia chiesa». E chi è costui? Un ecclesiastico? Un cardinale? Un vescovo? Un teologo? Un papa? No, è Francesco, un ragazzo di Assisi.
Tutto il cristianesimo è una storia di laicità, di uomini e di donne travolti dalla vita di Gesù. Purtroppo noi abbiamo ancora questa immagine terribilmente clericale, invece è stato sempre così, battezzati, uomini, donne, nel momento più cupo, quando il papato sembrava lì lì per diventare il cappellano del re di Francia, chi salva il papato? Ancora una volta una laica, una ragazza analfabeta, una popolana, Caterina da Siena.
Il cristianesimo è una grande storia di popolo. Ma noi ci siamo dimenticati che il sacerdozio ministeriale è solo un servizio al sacerdozio universale. Siamo noi battezzati, Re, sacerdoti e profeti. Siamo tenuti a questa testimonianza. Basta star lì ad aspettare che sia la gerarchia ecclesiastica a dirci fai questo e quest’altro. Pensa a Nazareth, di cosa stiamo parlando? Di una accademia teologica? Di un episcopio? No, la casa di un falegname, un padre, una madre, un figlio. È da lì che si scatena tutto, non da una mente o da una struttura sofisticata.

I cultori di un Vaticano II che «non è mai esistito», per dirla con Ratzinger,  quel Concilio che avrebbe spalancato le porte al mondo per disciogliersi nel mondo invece che strapparlo dal non senso ultimo di ogni suo affanno, con papa Francesco tentano di dimostrare che finalmente si è chiusa una stagione “conservatrice”. Insomma, papa Francesco sarebbe la “svolta” che archivia la Chiesa giovanpaolina e ratzingeriana… 
Ci siamo rotti e strarotti di sentire preti e cosiddetti laici (che magari si definiscono pure atei o agnostici) che parlano del Concilio in termini clericali, cioè di potere e di rivendicazione di un potere. Il Concilio Vaticano II siamo noi. Noi lo facciamo perché siamo noi i laici cristiani, il popolo cristiano. Il Vaticano II non ha forse richiamato la responsabilità della gente, dei laici, dei padri e delle madri? Dice due cose il Concilio: basta il battesimo a testimoniare Cristo e, secondo, il cristianesimo è popolo. Punto e stop. Per cui, anche qui, sottraiamo ai chierici e ai teologi il Concilio Vaticano II. Liberiamoci!
Posso darti due chicche di Péguy? Le conosci, ma oggi godono di particolare attualità e non solo per queste stronzate di genitori A e B. «C’è un solo avventuriero al mondo – scrive Péguy – e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Solo lui è letteralmente coinvolto nel mondo, nel secolo, solo lui è letteralmente un avventuriero, corre un’avventura. Lui naviga su questa rotta immensamente larga. Lui solo non può affatto passare senza che la fatalità si accorga di lui. Gli altri scantonano sempre, possono permettersi di infilare sotto la testa. Lui, lui deve nuotare di spalle, deve risalire tutte le correnti, deve infilare le spalle, il corpo e tutte le membra. Gli altri scantoneranno sempre, sono carene leggere, sottili come lame di coltello, lui è la nave grossa, pesante come bastimento da carico». Capisci? Questo è il momento dei padri e delle madri. Noi difendiamo la nostra fede. E basta. Non c’è da aspettarsi niente da altri, teologi, apparati, chierici, niente: siamo noi, difendiamo i nostri figli, le loro anime e la loro avventura umana.
E questa è una specie di carezza che da Péguy arriva alla nostra generazione. «Si tratta di sapere se le nostre fedeltà moderne, voglio dire se le nostre convinzioni cristiane in pieno mondo moderno assalite da tutti i venti, battute da tante prove e che sono uscite intatte da questi due secoli di prove intellettuali (e noi potremmo dire da questi quarant’anni, ndr), non ricevano una singolare bellezza, una bellezza non ancora ottenuta, una grandezza singolare agli occhi di Dio. Le nostre fedeltà sono delle cittadelle, cittadelle crociate come quelle che trasportavano popoli interi e gettavano dei continenti gli uni sugli altri sono rifluite su di noi oggi, sono ritornate fino nelle nostre case. Il più piccolo di noi è letteralmente un crociato. Noi tutti siamo degli isolotti battuti nel mare da un’incessante tempesta e le nostre case sono tutte delle fortezze nel mare». Come dire, tiriamo fuori i nostri attributi e riprendiamoci la nostra responsabilità nel mondo. Perché basta il nostro battesimo. Come ci è stato insegnato dal nostro maestro Giussani, il solo battesimo ci abilita a testimoniare Cristo. Tanto è vero che nel corso dei secoli il popolo cristiano ha difeso la fede pagando con la vita anche quando i chierici, le avanguardie, se l’erano data a gambe.
Bisogna ribaltare la prospettiva e capire che questa situazione di grande caos è la situazione più propizia. Come al tempo di Benedetto. Basta maledire la notte, ciascuno cominci ad accendere la propria candela. E infatti, sai dove ho trovato questa citazione di Péguy? In piena occupazione della Francia da parte delle truppe naziste, padre Henri de Lubac scrive il grande saggio sul Dramma dell’umanesimo ateo. Uno dice: ma come, questo non aveva altro a cui pensare che a Marx, Comte e Nietzsche, nel pieno di una tragedia che trascinava a mare il proprio popolo? In realtà De Lubac scrive un libro proprio su quel momento storico della Francia. Nietzsche erano i nazisti, Marx era l’Unione Sovietica, Comte era una classe di eletti che purificava tutte le altre. E così nota De Lubac in margine a Péguy: «Pagine simili dovrebbero esser conosciute a memoria da tutti i giovani cristiani». Era esattamente come oggi, nel momento più cupo che si potesse immaginare.

Sembra che i vecchi schemi per valutare i cattolici (integralisti/dialoganti, conservatori/progressisti, neocon/democratici) stiano lasciando il passo alla più elementare e manichea delle discriminanti. Quella tra “buoni” e “cattivi” cattolici. Da una parte quelli dell’“egemonia”, dall’altra i “puri”, cioè coloro i quali si tengono lontani dal “potere”. Tu come la vedi?
La vedo come la vedeva Giussani in queste sue parole citate a pagina 523 dal suo biografo Alberto Savorana nel libro Vita di don Giussani: «Ci chiamano integristi proprio rabbiosamente, con razzismo ideologico, perché sono pronti ad amare qualunque persona, qualunque idea (…) salvo di essere prontissimi a odiare i loro confratelli cristiani che non la pensano come loro! Ci chiamano integristi perché noi urgiamo la Fede! Loro obiettano: “Ma la fede non guarda il potere… così se siamo perseguitati è meglio!” Come  “se siamo perseguitati è meglio?”. È una frase da intellettuali! Perché nella persecuzione chi ci lascia le penne sono i più deboli, i più poveri! Nelle catacombe, se Dio ci manda, noi invocheremo lo Spirito, ma andarci senza cercare di difendersi, è cretino!».

Come giudichi fenomeni come la Manif in Francia, ora anche in Italia, o queste Sentinelle che si dispongono in silenziosa protesta contro il ddl Scalfarotto e l’introduzione delle “teorie del gender” nelle scuole? E della lettera aperta lanciata dal Foglio che chiede al Papa di «reagire al ricatto delle avanguardie fanatizzate del mondo secolare» che dici? 
La Manif è un bellissimo esempio di quello che dicevo prima, cioè di padri e di madri che a un certo punto si sono detti: «Vabbè, adesso tocca a noi difendere quello che siamo, il senso della nostra storia, la nostra patria, l’anima e il futuro di nostri figli». E si sono messi per strada. Credo che non ci sia niente che il potere tema più di questo: un grande movimento di padri e di madri. Anche perché oggi l’attacco è lì, alla nostra stessa condizione creaturale di padri, di madri e di figli. E ben venga anche la lettera al Papa pubblicata dal Foglio.
Vogliamo dire una cosa? Io ringrazio Dio ogni giorno per averci dato compagni di strada come Giuliano. È un cavaliere d’altri tempi. Un grande. E un’intelligenza luminosa. Quando penso a uomini come lui, che sento fratello nell’anima, mi viene in mente quello che sant’Agostino scrive nella Città di Dio… Dice che ci sono alcuni della città del mondo che in realtà appartengono alla Città di Dio e alcuni della Città di Dio che appartengono al Nemico. Ecco, Giuliano è un uomo di Cristo. Non sono sempre d’accordo con lui, su diverse cose possiamo discutere, ma è fantastico quando il Signore fissa nel cuore un uomo, un uomo vero. Lì esplode qualcosa di grande, una passione per la verità che non lascia più tranquilli. E poi, anche nelle dimensioni, ricorda Chesterton (se la ride, il Socci, ndr).

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29 Commenti

  1. Ambrogio scrive:

    D’accordo con Socci, purché non si tratti di sostenere improbabili quarti segreti di Fatima tenuti nascosti dal perfido Bertone per motivi inconfessabili.

  2. leo aletti scrive:

    grazie.

  3. Enrico Z scrive:

    D’accordo con Socci fino a un certo punto, nel senso che ANCHE il resto dei cittadini deve essere coinvolto e attivo. Ma senza l’appoggio ufficiale e chiaro della Chiesa é più difficile o sbaglio? Palmaro docet: se rimani nella giungla ci si aspetta che la Chiesa non voli via con gli elicotteri lasciandoti in pasto ai vietcong.
    E’ chiedere troppo? Socci accusa di inerzia i cittadini per deresponsabilizzare la Chiesa che é stranamente ambigua al riguardo, vedi cosa si permette di dire la Pausini su Papa Francesco……una rettifica non arriva mai eh?

  4. Giulio Dante Guerra scrive:

    Plaudo alla “protesta” di Socci contro l'”iperclericalizzazione” della vita ecclesiale, conseguenza diretta, a mio modesto avviso, d’un colossale fraintendimento del Vaticano II, che ha avuto come conseguenza sia una “laicizzazione” – specie nell’abbigliamento – del clero, ed una “clericizzazione” dei laici, con parossismi fino alla pretesa, da parte delle donne, dell’ordinazione sacerdotale, intesa – alla maniera di Simon Mago! – come “potere”. Posso citare un episodio del 1991, quando facevo parte della commissione laicale – mi pare si chiamasse così – della parrocchia di S. Pietro e S. Leonardo, nel centro storico di Lucca. Mentre tutti i laici impegnati in parrocchia “facevano a gara” per leggere in chiesa e per farsi nominare dall’arcivescovo ministri straordinari dell’eucarestia, proposi la costituzione di un gruppo laicale, che – con la supervisione del parroco – studiasse seriamente la recente enciclica “Centesimus annus” del beato Giovanni Paolo II, ed i modi per applicarne concretamente gli insegnamenti nella quotidiana vita sociale della nostra città. La proposta cadde nel disinteresse generale.

    • leo aletti scrive:

      Sono coinvolto in prima persona perchè sono stato fatto per questo, non devo chiedere il permesso al Papa ai vescovi ai preti, è dalle opere che si vedono i frutti.

      • Giulio Dante Guerra scrive:

        Non riesco a capire come il tuo intervento possa essere una risposta, o un’obiezione, al mio. A meno che io non mi sia spiegato bene, riguardo all’episodio del 1991. Il disinteresse non fu da parte del parroco – che, a quanto mi sembra di ricordare, aveva l’espressione di chi sta per dire: “Fate pure, è competenza di voi laici” – ma degli altri laici di parrocchia. Quanto a me, lo studio in gruppo della Dottrina Sociale Cattolica ho cominciato a farlo, fuori da ogni struttura parrocchiale o diocesana, nell’ormai lontano inverno 1969-70, vale a dire in anni, in cui i laici cattolici impegnati in quelle strutture quasi negavano l’esistenza d’una dottrina sociale, e molti di loro affermavano che compito dei cattolici era solo fornire un “supplemento d’anima” ad una società ormai avviata su una sempre più rovinosa china di secolarizzazione.

  5. Shiva101 scrive:

    Forse bisognerebbe dire basta ai fondamentalismi religiosi.

    Se avete veramente itneresse a migliorare la società per quale motivo dovete farlo sotto la bandiera di un’istituzione religiosa?

    La storia del pensiero umano, da Socrate a Primo Levi, da Seneca a Machiavelli passando per Kant, Cartesio e mille altri ci insegna tutto quello che è necessario nei minimi dettagli.

    Pertanto la religione (compreso il Cristianesimo) non puo accampare nessun diritto ne alcuna prerogativa.

    L’impegno sociale NON è e NON deve essere esercitato in nome di un’istituzione religiosa e tantomeno dei suoi rappresentati che ne traggono profitto, spesso a scapito delle minoranze.

    Non conducete battaglie per interessi politici e di potere.

    • tex scrive:

      Vi disturbano così tanto le persone che dicono apertamente come la pensano e sono pronte ad unirsi per gridarlo in piazza? Sono d’accordo con Socci e nel mio piccolo ho già incominciato. Coraggio amici e buon lavoro.

    • zeccone scrive:

      San Paolo ha lottato in nome e per conto di se stesso?

      • Shiva101 scrive:

        Si.

        Anche perchè alla luce della dottrina e del profeta a cui lui dice di riferirsi difficilmente si possono trovare giustificazioni alla schiavitu o alla sottomissione delle donne agli uomini per essere “conformi alla legge del Signore” e altri esempi d’inciviltà.
        Hanno risposto che era “per adeguarsi alla realta del tempo”… peccato che la dottrina e l’esempio di Cristo sono l’OPPOSTO!

        Su SanPaolo c’e’ stata gia una discussione in un altro articolo.

    • Sergio scrive:

      Perché Gesù e morto in croce per te e me ed è risuscitato e prima di essere crocifisso ha detto:”Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna» (Matteo 25, 31-46)

  6. GabsTheFabs scrive:

    Io ci sono.

  7. Terrun scrive:

    La guerra è una cosa troppo seria per lasciarla fare ai generali.
    Infatti il signor Socci non parte da Cristo, dal toccare la carne di Cristo, dal toccare il mantello di Cristo, ma parte dai generali ( Ferrara, Habermas, Tronti, Barcellona) tutta gente molto sapiente, che però partono da una loro idea e non da un incontro come dice BENEDETTO XVI :
    “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva”».

  8. Gerardo L scrive:

    Più che il consenso dei preti, io ho sempre cercato di obbedire al mio padre spirituale. E quest’obbedienza, ogni giorno mi santifica sempre di più. Guai a me se affrontassi il “caos” senza che il mio padre spirituale sia d’accordo!!!

    • erm scrive:

      Non penso che Socci non abbia il p. Spirituale e non penso che dica di fare senza.
      Cmq. tu segui il tuo. :-)

  9. francesco scrive:

    son d’accordo con socci che dice cose sensate anche se scopre un po l’acqua calda,ma ho un dubbio che emerge nelle ultime righe ,e li non ci sono dubbi.parlo della lettera del foglio.
    Oltre a essere scritta in maniera patetica è un attacco a Carron e al Papa.
    La responsabilità personale è essenziale ma la Chiesa non è guidata da generali ma da Cristo stesso (e qs vale anche per i movimenti nella Chiesa)
    il dissenso teologico è sempre sbagliato,anche se può partire da un esigenza giusta, xchè parte da una ns idea di come è Cristo(ridotto a dottrina) e non da quell’avvenimento che ha la forma imprevista di un bimbo o di un giovane uomo che va in croce.
    Quindi non si combate? non sia mai ma qs è sempre conseguenza di un avvenimento che riaccade sempre e non si cristallizza in dottrina.
    o usando le parole di un Maestro”non si riparte da 33 ma da UNO”.

  10. domenico b. scrive:

    Io sono d’accordo con Socci quando afferma che tocca ai padri e alle madri difendere la famiglia. Non aspettiamo i preti. sono d’accordissimo, muoviamoci. Questo però non deve essere un giudizio negativo sui preti, che, non dimentichiamo, sono i nostri Pastori, scelti da Gesù. I preti devono curare prima di tutto le anime, anche quelle dei gay, e hanno a cuore il bene della Chiesa.
    Io ho chiesto al mio parroco di poter parlare di queste tematiche negli incontri che facciamo in parrocchia, e sono stato invitato alla prudenza. Questo non mi ha impedito di prendere la macchina per unirmi ad una manifestazione delle sentinelle in piedi, sotto la pioggia! Dopo pochi giorni è arrivato però il ben conosciuto rapporto dell’onu sui preti pedofili, con “l’invito” alla Chiesa a cambiare le sue posizioni in materia di omosessualità ecc.Questo mi ha fatto capire che forse anche la prudenza è una virtù che in questi casi può essere esercitata.
    Voglio dire: muoviamoci, sì, anche se il clero sembra che non faccia niente, però amiamo sempre la nostra Chiesa e i nostri preti

  11. liola scrive:

    ke novita’ perkè voi avete vissuto nelle cieke obbedienze
    a parte ke il magistero univoco non è cambiato
    le guerre sono a livelli personalismi e i giusti le han sempre combattute
    sulla pelle personalmente
    e non legati a un carro di supponenze e denari

  12. bruno mardegan scrive:

    La protesta per poter incidere deve partire da Manjf pour tous Italia, affiancata da Sentinelle in piedi che a Milano col cattivo tempo erano 1500. La partecipazione mediatica e anche personale di qualche vescovo mi sembra importante, come lo è stata in Francia, Belgio e Spagna. Si va a difendere l’istituto della famiglia caposaldo della Dottrina sociale catolica. che riguarda l’intera società, laici e celirici. Una rappresentanza del clero non può mancare.
    Bruno Mardegan – Milano

  13. Antonio scrive:

    Le lodi cantate a Ferrara non si possono sentire. Da vomito.

  14. Cisco scrive:

    Proprio perché sono d’accordo con Socci quando dice che dobbiamo essere noi laici in prima persona a testimoniare il cristianesimo, non posso essere d’accordo sulla lettera al Papa, che mira a strumentalizzare politicamente la fede. Se in parlamento siedono sedicenti cattolici che dovrebbero tentare di guadagnarsi la pagnotta e invece cazzeggiano non è colpa delle gerarchie e tantomeno del Papa. Non siamo mica bambini di due anni.

  15. Romano Vincenzo scrive:

    Ho letto quasi tutti i commenti e ho dedotto che piu’ meno sono da creduloni fissati senza ragionare,
    basti pensare che sono oltre 2000 anni che la fede nelle religioni non ha mai risolto niente se non guerre e tragedie. Grazie alla mia professione di illusionista , sono un competente a influenzare le masse e quelle poche volte che mi sono spacciato per persona miracolosa mi hanno creduto superiore a Cristo, specie quando mi esibivo moltiplicando dollari distribuendoli a destra e a manca. Durante le esibizioni magiche ad alta professionalita’ , il mago adocchia sempre ,il debole, il psicolabile, l’influenzabile, il suggestionabile, il credulone , il religioso, in questo modo e’ sicuro di avere il soggetto per divertire il pubblico. Dare importanza a questo o quel papa e’ la stessa cosa dare importanza al mago Otelma, e non c’e’ bibbia o vangelo che tenga , da non dimenticare la frase di Einstein: CREDO ALL’INFINITO UNIVERSO E ALLA INFINITA STUPIDITA’ DELL’UOMO , NEL PRIMO CASO HO DEI DUBBI , NEL SECONDO SONO CERTO. Lo scienziato si riferiva alla debolezza umana , di credere al sopranaturale , che se anche dovesse esistere non vedo cosa centra la chiesa cattolica con i suoi argomenti campati in aria. MAGO PROF. SILVA

  16. Maurizio scrive:

    Bello quanto dice Socci!…ma una domanda forte mi urge il cuore e approfitto di questa circostanza per rivolgermi a lui,poiché sembra non ci sia.modo.di interloquire com lui.Io,di Socci ,conservo un ricordo bellissimo grazie a tanti suoi libri che ho letto e conservo in casa….
    conservo,soprattutto,lo straordinario ricordo di come ci faceva partecipi del suo dramma-vissuto.con fede cristallina-per la figlia Caterina(a proposito..AUGURONI)…mi vengono ancora i brividi a sentirla cantare”Ojos de cielo”..credo che nessuno sia riuscito a cantarla cosi divinamente.Ebbene,dove é finito ,ora,quell’Antonio Socci?Lo dico senza alcuna pretesa di giudizio-ripeto lo dico qui,perché sembra non volersi concedere ad un confronto che non sia pura condiscendenza alle sue tesi-ma con grande tristezza nel cuore e amicizia(quella vera che é anche richiamo e correzione fraterna):dove è finito quel Socci ?….ora ne vedo uno impegnato in una forsennata,indecorosa,menzognera e scandalizzante campagna fatta di fango,accanimento poco terapeutico,autoreferenziale sentenziare,falsificando e mistificando la realtà,nei confronti di Papa Francesco e di D.Julian Carron(e Cl tutta)!! Ripeto,nessun giudizio,solo tanta sofferenza e tanta preghiera per lui…e questa domanda fondamentale che vorrei arrivasse a lui:dov’é quell’Antonio?Perché quest’Antonio?Perché tanta cattiveria e malevolenza nei confronti di Papa Francesco e di D.Carron?..con fraterna amicizia!

  17. Maurizio scrive:

    Aggiungo una breve annotazione sullo specifico delle riflessioni di Socci.Lasciando perdere le solite scemenze di Shiva e gli illusionismi di Romano Vincenzo,concordo invece pienamente con Francesco circa il fatto che non si deve mai spaccare la Chiesa in due.Ok alla lotta alla clericalizzazione,soprattutto-dico io(ma non é un’affermazione frutto del mio sacco)-la clericalizzazione dei laici,che è ancor più pericolosa…ma la Chiesa é un corpo unico con tante membra,ognuna con una funzione specifica ed unica ma pur sempre al servizio dell’unico Dio,uno e trino,che é il fondamento stesso della Chiesa,per l’appunto…popolo di Dio.Non c’é una
    Chiesa calata dall’alto ed una costruita dal basso come se si trattasse di due realtà in competizione.Vero che è il Battesimo ciò che ci autorizza alla testimonianza ed il Battesimo é della persona..ma,ripeto,noi siamo Popolo di Dio fondato su Pietro(che si chiami Giovanni,Paolo,Benedetto,Francesco,Gregorio,Leone ecc.ecc)e sui Vescovi successori degli Apostoli assieme ai Sacerdoti loro collaboratori ed i laici con essi…tutti insieme perché unico é il.Battesimo ed unico.è lo Spirito che li guida e sostiene!

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