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Meeting. Accogliere i migranti è un «dovere» del cristiano ma poi serve integrazione. «Perché alcuni vanno con lo Stato islamico?»

agosto 26, 2014 Leone Grotti

Per il capo di Stato maggiore della Marina Giuseppe De Giorgi, «il nostro paese non può voltarsi dall’altra parte» davanti alle «migrazioni di proporzioni bibliche verso l’Italia»

immigrazione-tomasi-meetingRimini. La guerra in Iraq, Libia e Siria; l’instabilità in Egitto e Tunisia; l’impossibilità di vivere in Eritrea e Mali. Situazioni che causano «migrazioni di proporzioni bibliche verso l’Italia», come le definisce il capo di Stato maggiore della Marina militare Giuseppe De Giorgi, davanti alle quali «il nostro paese non può voltarsi dall’altra parte». Ma neanche possiamo evitare di chiederci, ammette l’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu monsignor Silvano Maria Tomasi, «perché giovani immigrati di seconda e terza generazione decidono di andare a combattere in Iraq con lo Stato islamico», rifiutando la cultura che li ha accolti.

MARE NOSTRUM E I CRISTIANI. Problemi a cui si è cercato di dare risposta ieri mattina al Meeting durante l’incontro “L’immigrazione e il bisogno dell’altro: Italia, Europa, mondo”. Se il capo della Marina ha ricordato come l’Italia «non sia rimasta indietro», mettendo in piedi l’operazione Mare Nostrum «senza cooperazione internazionale», soccorrendo «113 mila persone» in dieci mesi, monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale (qui l’intervista a Tempi), ricordando le parole di papa Francesco ha invitato «tutti ad assumersi le proprie responsabilità»: «Il Mediterraneo è diventato un cimitero e noi non possiamo restare indifferenti e cinici. Bisogna cercare di far sì che ogni persona possa vivere bene nella sua patria ma allo stesso tempo non si può chiudere la porta a questi migranti». Denunciando il senso di «fastidio e repulsione che la maggior parte dei siciliani» (e degli italiani) «prova verso gli immigrati per motivi utilitaristici», ha ricordato che tutti, in particolare i cristiani, «hanno il compito di accogliere queste persone seguendo la famosa parabola del buon samaritano e le stesse parole di Gesù: “Ero straniero e mi avete accolto”».

mare-nostrum-marina-lampedusa-migranti-barconi2ACCOGLIENZA IN FAMIGLIA. È quello che ha cercato di fare l’avvocato di Siracusa Carla Trommino con la sua associazione AccoglieRete, che si occupa dei minori senza genitori che sbarcano sulle nostre coste. «Quando abbiamo cominciato a muoverci a metà 2013 la situazione era drammatica: minori rifiutati dalle comunità perché lo Stato non pagava. Persone ridotte a numeri e costrette a vivere con gli adulti, spesso subendo abusi, senza vestiti e luoghi dove dormire. Senza considerare che tanti scappavano per dedicarsi alla criminalità».
Trommino non ha «aspettato le istituzioni» e ha cominciato ad occuparsi di questi minori: oggi ne «ha strappati 700 a centri di accoglienza strapieni e disumanizzanti». A tutti è stato affidato un tutore, che cerca di capire la storia del ragazzo e cosa vorrebbe dal futuro. Tanti, infine, sono stati accolti dalla comunità di Siracusa: «Trenta minori sono stati accolti in casa in affido da 18 famiglie e due parrocchie. Secondo noi inserire queste persone nel contesto educativo familiare è la cosa migliore che ci sia. Vivere con loro spesso è l’unico modo per conoscerli davvero, aiutarli a trovare la loro strada ed evitare il destino dei ghetti come a Parigi».

«CONOSCERSI È FONDAMENTALE». Ma per evitare la ghettizzazione di chi viene accolto, conclude monsignor Tomasi, servono tre passi: «Prima di tutto bisogna conoscersi a vicenda, comprendere quelle situazioni impossibili da cui i migranti cercano di evadere, mettendo da parte pregiudizi e stereotipi ed esorcizzando la paura dell’altro, che non è un nemico ma una persona con cui dialogare. La tolleranza non basta, serve integrazione». Perché questo avvenga, però, «bisogna gestire l’immigrazione. A Dubai il 95 per cento dei residenti è un immigrato che lavora ma non ha diritti. È necessario accettare i migranti per costruire insieme la società, ma anche chi arriva deve accettare di vivere nella cultura che trova per costruire la società insieme: altrimenti ci saranno solo ghetti». Questo è l’unico modo per riconoscere «nell’altro che ci viene incontro nella notte, come suggerisce una famosa parabola del Talmud, non un nemico ma il nostro fratello appartenente alla comune famiglia umana».

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29 Commenti

  1. Raider says:

    Quindi, siamo ancora al “bisogno dell’altro”, al “bisogna conoscersi ” e se gli immigrati di seconda o terza generazione diventano fondamentalisti” è colpa nostra perché non siamo abbastanza “accoglienti”? E cosa c’è da meetinghizzare a fare, per ripetere lo stesso psico-dramma/farsa sul fatto – completamente ignorato da parlanti, operatori operistici e professionisti del volontariato e della carità spesata e pagata sulla base morale della colpevolizzazione ideologica dell’Occidente, dal Terzomondismo all’Immigrazionismo – che le ‘migrazioni bibliche’ (così, l’immaginario cattolico è servito quanto serve) cioè, ‘viaggi della speranza” promossi e programmati da organizzazioni criminali para-statali e ong islamiste, sono incentivate da operazioni stile Mare Nostrum? Quando un capo di Stato Maggiore della Marina Militare confonde il soccorso in mare con l’obbligo di accogliere tutti quelli che arrivano dall’Eritrea al Mali, anziché salvarli e riportarli dove si sono imbarcati, cosa dovrebbe trattenere 650 milioni di africani dal mettersi in marcia per farsi salvare da lui? E queste farneticazioni dovrebbero scongiurare guerre, crisi economiche, umanitarie e sanitarie, fondamentalismo? Al contrario. Non solo non esporteremo la democrazia, importeremo la sharya e altre chicche migratorie.

  2. Filippo81 says:

    Sinceramente , con tutto il rispetto, non capisco le “romantiche ” e assurde posizioni sofiste di tanti occidentali nei confronti dei clandestini .Leggessero senza pregiudizi l’appello dell’Arcivescovo di Mosul, allora probabilmente apriranno gli occhi.

  3. Filippo81 says:

    Tutti gli occidentali devono leggere l’appello dell’Arcivescovo di Mosul, in questo caso cambierebbero sicuramente il loro atteggiamento ingenuo e pericoloso nei confronti dell’invasione in corso.

  4. Giovanni Cattivo says:

    A me sinceramente stupisce chi si stupisce che alcune centinaia (su diversi milioni) di immigrati di seconda e terza generazione vadano a combattere nelle file islamiste.
    Di persone che rifutavano la vita e la cultura in cui sono cresciute e vanno in giro per il mondo a morire per un qualsiasi ideale ci sono sempre state.
    Probabilmente ce ne erano tra i Mille di Garibaldi, sicuramente tra chi è andato in montagna con i partigiani, gli ultimi difesori del bunker della Cancelleria a Berlino furono dei volontari SS francesi , abbiamo visto non molti anni fa giovani normalissimi diventare brigatisti rossi e bombaroli fascisti.
    Oggi è il turno dell’Islam politico, domani chissà….

    • Filippo81 says:

      Anche io non mi stupisco, dico solo che vanno combattuti per impedire loro di uccidere innocenti, senza trovare sciocche attenuanti che non esistono.

    • Filippo81 says:

      Comunque è inconcepibile come la frase “ero straniero e mi avete accolto” venga interpretata da certe persone che ne stravolgono il significato.

  5. francesco taddei says:

    comunque la questione dell’ordine pubblico e dell’accoglienza in base alle proprie capacità e non in assoluto non è marginale nel catechismo della chiesa, anzi, sono aspetti rilevanti che i preti arcobaleno si dimenticano di citare. eppure sono ben presenti. se poi facciamo i giochino delle conseguenze è conseguenza della mancanza di ordine pubblico che crea risentimenti nelle persone.

  6. Cisco says:

    Penso che le persone – gli immigrati come gli indigeni – diventino terroristi a causa del cinismo e nichilismo della società in cui vivono, che non dipende solo dal benessere economico, ma dalla assenza di ideali che rispondano in modo adeguato alle proprie aspirazioni di uomini. Oppure perché pensano di trovare questi ideali in ideologie che li portano a giustificare dei mezzi violenti, come fascismo e comunismo. L’unica strada e’ la conversione, soprattutto quella di chi governa e soprattutto di chi governa i paesi da cui fuggono queste persone. Senza dimenticare che molti fuggono da guerre causate anche dall’inettitudine politica di USA e di vari paesi europei. Ma la conversione – o anche semplicemente l’integrazione – e’ possibile solo se c’è qualcosa a cui aderire, non una “società liquida” e individualista che non è in grado di attrarre nessuno, se non la prima generazione di fuggitivi, quelli ché scappano da guerre e non hanno alternativa.

    • francesco taddei says:

      sbagliato. lo diventano per scelta loro. se alcuni islamici predicano odio non incolpare noi che con tutte le difficoltà e contraddizioni siamo il continente che più li accoglie.

      • Cisco says:

        @Taddei
        Premesso che non incolpo nessuno di “noi” (almeno non me stesso), e’ ovvio che uno diventa terrorista per scelta, e sto iniziando a preoccuparmi perché ci deve essere qualcosa di strano nei miei post, dato che sembrano comparire frasi e concetti che non ho mai espresso. Infatti ogni uomo e’ libero, anche di fronte al discorso di un Imam fondamentalista o ai bombardamenti che uccidono la sua famiglia. L’adesione ad atti terroristici non è mai giustificata, ma si cerca di capire quali possono essere i moventi.

    • Giovanni Cattivo says:

      Per fare un terrorista servono due cose: un teorico che dica che per risolvere una situazione serve un gesto violento, una catarsi di sangue che faccia trionfare il Bene uccidendo il Male e un soggetto pieno di rabbia, di noia o semplicemente di energia e di fuoco disposto a mettere in pratica quel che dice il teorico.

      Di gente così se ne è trovata, se ne trova e se ne troverà sempre, in tutte le situazioni. I gesuiti che teorizzavano il tirannicidio dei principi protestanti han trovato Ravaillac, gli anarchici Bresci, i teorici della guerriglia urbana come Carlos Marighella Curcio e Franceschini, i teorici (quelli si davvero nichilisti) dell’ultradestra ann 70 Giusva Fioravanti e Pierluigi Concutelli.

      Mi sarei stupito se Al Baghdadi non avesse affascinato nessuno in Europa.

      Per rispondere a Cisco la nostra società liquida attrae moltissime persone, ultimi un miliardo e mezzo di cinesi, non mi preoccupo se qualcuno la rifiuta violentemente, lo dò per scontato.

      • Cisco says:

        @Giovanni Cattivo
        Beh, se uno rifiuta violentemente la società in cui vivo mi preoccupa eccome nella misura in cui è il mio vicino di casa!
        I Cinesi sono attratti – come tutti – dal nostro patrimonio artistico, agroalimentare e produttivo, di cui peraltro solo una piccola parte di cinesi è a conoscenza. E ovviamente dalla possibilità di fare shopping di cose prodotte nel loro paese, ma a un prezzo decuplicato! Stanno perseverando anche loro nel diventare “liquidi”, cosa che peraltro dovrebbe essergli più facile dato che sotto il comunismo sono già stati annientati come persone.

        • Giovanni Cattivo says:

          Il punto è che ogni abitante di questo pianeta dovrà fare i conti copn vicini di casa che rifutano violentemente la cultura in cui vivono, qualunque essa sia. Per questo dappertuttoi c’è l’antiterrorismo.

  7. blues188 says:

    Bravo Filippo 81! …Però il Vaticano quanti profughi ha accolto sul suo territorio? E non si dica che il vaticano sia povero… Non ha mai neppure dato uno dei suoi numerosissimi appartamenti in regalo ai ‘bisognosi’. Inoltre per quale motivo non si sente alcuna condanna per l’Australia che li fa entrare unicamente se sono in regola con le loro leggi? E perché vengono regalati i nostri appartamenti costruiti con i soldi dei lavoratori, ancora attualmente trattenuti dalla busta paga e non segnalati da nessuna parte? E perché noi li dobbiamo mantenere con stipendi e regali come costosi telefonini e la nostra gente crepa di fame?

    • Filippo81 says:

      Non lo dire a me, Blues 188 . Se c’è in Europa uno contrario all’accoglienza indiscriminata, quello sono io, anche se per fortuna siamo sempre di più. I tuoi quesiti rivolgili a tutti gli occidentali (cattolici, atei,sacerdoti ,laici, anticlericali,marxisti,liberali, insomma chi vuoi tu) che per un malinteso “spirito di solidarietà” stanno accogliendo e mantenendo tante persone tra i quali tanti, purtroppo, futuri nostri carnefici islamisti.

  8. Valentina says:

    Non so fino a che punto accogliere i migranti sia un “dovere”. Il primo dovere di ogni Stato è pensare innanzitutto ai propri cittadini, alle famiglie in difficoltà economiche e ai giovani, anche titolati, che non trovano lavoro. Ormai queste migrazioni stanno diventando vere e proprie invasioni delle nostre terre. Molti di questi stranieri sono persone senz’arte né parte che s’imbarcano e partono alla ventura e, arrivati da noi, senza punti di riferimento, finiscono per delinquere. I centri di accoglienza sono sovraffollati ed è un serio problema alloggiare queste persone, sfamarle e gestire l’emergenza igienico-sanitaria. Come se non bastasse, una volta accolti, spesso questi immigrati, anziché ringraziare, hanno pure il coraggio di ribellarsi e i centri di accoglienza diventano teatro di queste ribellioni. Non so se sia veramente giusto accogliere indiscriminatamente tutti quelli che decidono di partire allo sbaraglio e venire da noi. Di certo, però, integrarsi spetta a loro. Non sono i cittadini di un Paese a doversi adattare agli usi e ai costumi degli immigrati, è dovere degli stranieri adattarsi al Paese che li ospita e rispettarne le leggi e lo stile di vita. Altrimenti possono tornarsene a casa loro.

    • filippo81 says:

      Grazie per il commento ,Valentina ,Sono del tutto d’accordo,Accogliere i “migranti ” non è un “dovere”, questo è solo uno slogan che in tanti contestiamo.E’ molto più doveroso per noi aiutare innanzitutto i numerosi Europei alla fame o quasi, anche perche noi non siamo piu materialmente in grado di accogliere e mantenere tutti questi extracomunitari.Ma la cosa più drammatica , la ripeto all’infinito,è il fatto che tra i migranti ci sono tanti fondamentalisti islamici, per cui…

  9. giulia says:

    Un DOVERE una benemerita M..DA!!!
    li manderei tutti a calci in c… direttamente sulla luna quei falsi illusi che credono di aver in questo modo la coscienza a posto, e che hanno le banane sugli occhi, che continuano a propinare queste cavolate! ma che ca…o siamo la pu.t..na del mondo! ma credi veramente caro prete che li possiamo “integrare” miliardi di persone???!!!!!!!!!!!!!! sì MILIARDI, perché se non li fermiamo questo sarà.
    Perché di questo si tratta! la matematica così come la fisica non sono un’opinione e tutta sta gente non la possiamo tenere non la vogliamo tenere e soprattutto NON LA DOBBIAMO tenere.
    Quando questo prete e tutti gli altri saranno capaci di contenere 1 miliardo di bilie in un secchio che ne può portare al massimo la metà della metà della metà della metà allora ne riparliamo

  10. Cisco says:

    Come ha osservato anche mons. Sako, dato che il cosiddetto Occidente non fa un tubo per difendere i cristiani, sarà interessante vedere come ci comporteremo come Europa quando ci troveremo questa gente alle frontiere – perché almeno in parte sarà inevitabile – dato che purtroppo una parte di loro è già costretta migrare: oltre al danno, la beffa.

  11. beppe says:

    mi sembra che le numerose ONG che gestiscono il fenomeno immigrati, non trovino nessuna repulSione, e che lo facciano ANCHE per motivi utilitaristici. come sempre si fa confusione tra i doveri di un cristiano o di tutti i cristiani e il compito delle istituzioni. ma oramai allo stato si vogliono far applicare i precetti cristiani ( ma solo in riferimento agli immigrati) mentre sui temi della vita si vogliono imporre anche alla chiesa i comandamenti laicisti.

  12. Giovanni Cattivo says:

    Mi spiace per voi ma per l’ennesima volta i fatti di contraddicono. Anche questa ghiotta occasione diprendersela con gli immigrati e con l’Islam è sfumata. Secondo i rapporti dei servizi lo sparuto gruppo (circa 50) dei volontari italiani in Siria e Iraq sarebbe composto per l’80% da italiani convertiti su Internet di recente (!!!). Insomma degli spostati che combatterebbero sotto ogni bandiera. Vedi Corriere della Sera online del 25.08.2014

    • filippo81 says:

      E’ una boiata, Giovanni, le migliaia di “Europei” (altro che sparuto gruppo )che combattono per i tagliagole dell’ISIS sono solo in parte neoconvertiti all’Islam, informati bene, visto che tu conosci “i rapporti dei servizi”.Tra l’altro non vedo la differenza ,un neoconvertito all’islam che decapita persone è giustificato ? Ma usiamo il buon senso.! Comunque pensatela come vi pare , illudetevi pure che i terroristi islamisti siano al fondo solo dei democratici, sinceri combattenti per la libertà, non avranno pietà di quelli come me ma neanche nei confronti di coloro che faranno i dhimmi, gli islamisti hanno un solo pregio ,detestano i pavidi e i calabrache.

      • Giovanni Cattivo says:

        Il rapporto dei servizi era l’oggetto di un articolo del Corriere della Sera. Ma naturalmente per te la realtà non conta, l’Islam per te è solo quello che hai tu nella testa. Mille prove contrarie non servirebbero a nulla, tu sai già tutto per scienza infusa. Non vale la pena di continuare.

        • Filippo81 says:

          Caro giovanni, sei proprio tu invece che vivi in un mondo tutto tuo che non esiste, continua a sognare comunque, auguri e SOGNI D’ORO!

          • Filippo81 says:

            Comunque si parlava di fondamentalisti islamici, non dell’Islam nel suo complesso,LEGGI prima di rispondere

  13. Laura says:

    Credo che accogliere un migrante sia un dovere verso un fratello in difficoltà . Ma credo sia anche un dovere fare rispettare la legge e quindi ad esempio rinviare al paese di origine quelli che hanno il foglio di via (faccenda effettivamente complicatissima, ma che comunque viene messa in atto in altri paesi come la Germania )
    Ci sarebbe dovuta essere anche un poco di lungimiranza politica tipo non assegnare le maggiori quote migratorie ai paesi islamici circostanti, dai quali non proviene il genere di manodopera di cui ha bisogno l’Italia e il non accettare contratti di lavoro fatti per carità, ossia falsi.
    Questi contratti aiutano effettivamente persone con buona volontà di integrarsi e di vivere onestamente, ma hanno aiutato moltissimo delinquenti, spacciatori, assassini che vanno e vengono dal nostro paese come vogliono e forse anche terroristi, con diritti alla casa popolare, agli assegni familiari, a vari contributi dei servizi sociali

    • Filippo81 says:

      Certo ,Laura, ma accogliere un “migrante” è una possibilità ,non un “dovere”, quando ci sono tanti ,troppi connazionali in gravi difficoltà. Prima aiutiamo quelli a noi più prossimi, poi gli altri, ma con molta cautela e senza buonismi, e un numero esiguo.Coloro poi che non vogliono accettare il nostro stile di vita, restino ai loro Paesi o si trasferiscano in Paesi culturalmente vicini alle loro sensibilità.Non sta scritto da nessuna parte che tutti i “migranti” debbano venire in Europa., anche perche la società “multiculturale” che vuole il Potere è una grande fregatura, siamo sempre di più a contestarla radicalmente, se lo mettessero bene in testa !

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