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Il caso tragico di un gay suicida utilizzato per «includere l’omofobia tra i reati di opinione»

novembre 7, 2013 Redazione

Escono sui giornali le telefonate alla Gay Help Line di Simone, il 21enne omosessuale che si è tolto la vita a Roma. E subito i promotori della legge Scalfarotto le impugnano come arma impropria

Il Corriere della Sera riporta oggi alcuni brani delle telefonate alla Gay Help Line da parte di Simone, il 21enne gay che si è tolto la vita nella notte tra il 26 e il 27 ottobre gettandosi dall’undicesimo piano di un palazzo a Roma. Si tratta di documenti «acquisiti dalla Procura capitolina che indaga, al momento contro ignoti, con l’ipotesi di istigazione al suicidio», specifica l’autore dell’articolo Fulvio Fiano.

«Ciao… mi chiamo Simone… e ho 21 anni… volevo dirti… i ragazzi che si sono… suicidati… perché dicevano che erano gay… io capisco come si sentivano… il loro stato d’animo… alle volte viene anche a me la voglia di farlo…».

«Volevo qualcuno con cui parlare».

«Sono uno studente di scienze infermieristiche… faccio il tirocinante… quando passo nei corridoi sento le voci alle mie spalle… si chiedono se sono “frocio”… gay… i colleghi… li vedo che mi indicano… fanno battutine».

«Sono stufo di prese in giro e vessazioni… va avanti così da quando andavo alle medie… e poi le superiori… l’università… ora al lavoro».

«A scuola mi prendevano in giro… mi trattavano male… erano più aggressivi… adesso mi sento gli occhi addosso… avverto la discriminazione dei colleghi».

Gli estratti di queste telefonate, che in totale sarebbero una decina secondo il Corriere della Sera, alcune delle quali effettuate in forma anonima, sono – scrive il quotidiano milanese – «una sintesi fatta dagli operatori» di Gay Help Line, un «contact center antiomofobia e antitransfobia per persone gay, lesbiche e trans gestito dal Comune di Roma con la Regione Lazio e la Provincia di Roma e il cui personale è composto da volontari delle associazioni omosessuali».

A segnalare la delicatezza della vicenda contribuisce sicuramente il fatto che Simone nelle sue chiamate «non fa nomi né descrive episodi», così come non aveva lasciato riferimenti precisi nella lettera ritrovata all’interno del suo borsello, dove aveva scritto: «L’Italia è un Paese libero ma ci sono gli omofobi. Chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza». Sono tutte documentazioni di un disagio evidente all’interno del quale occorrerebbe scavare con discrezione, apertura mentale e ragionevolezza. Gli stessi magistrati ad oggi hanno più domande che risposte. Eppure, purtroppo, invece di tentare di capire Simone, i promotori dei “diritti gay” hanno preso da subito a sventolarlo come una bandiera nella campagna per l’approvazione della legge sull’omofobia.

Addirittura Fabrizio Marrazzo, fondatore del Gay Center, ne approfitta per scoprire le carte e dichiarare finalmente il reale intento di questa gigantesca operazione ideologica: «Serve prevenzione, includendo l’omofobia tra i reati di opinione. Non so come finirà l’inchiesta, ma quella di Simone potrebbe essere uno dei troppi casi in cui tante voci diventano una sola. Tutti colpevoli, nessun colpevole. E serve sensibilizzazione. Ancora oggi incontriamo grandi difficoltà per andare a parlare nelle scuole».

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51 Commenti

  1. Domenico Baratti scrive:

    Purtroppo i danni del relativismo si diffondono in tutti i campi, dall’eutanasia alla nefasta ideologia del gender.

    • Antony scrive:

      Io non credo affatto a quella lettera.
      Troppo banale, secondo me, se veramente gliel’hanno trovata in tasca, non ce l’ha messa lui e tantomeno scritta.
      Aspettiamo l’esito delle indagini degli esperti!!!

  2. Anonimo scrive:

    Io peso centotrenta chili a causa di una disfunzione che non sto a spiegare.
    Quando cammino per le strade anche a me pare di sentire commenti spiacevoli.
    In TV non si fa che parlare che l’obesità è una cosa per deficienti.
    Se io mi ammazzo non ottengo neanche la soddisfazione che la mia vicenda venga strumentalizzata da qualcuno.

  3. Massimo scrive:

    Gentili Signori,

    Dite: ‘Bisognerebbe scavare con discrezione, apertura mentale e ragionevolezza’ mentre accusate di ‘strumentalizzazione’ coloro che invitano alla sensibilizzazione e ad un interevento giuridico gia’ presente da anni ed anni con effetti assai positivi nella maggior parte d’Europa. Che cosa significa ‘scavare con discrezione’? Questo povero ragazzo ha gridato a piena voce, ha usato parole di significato chiaro ed incontrovertibile. Che cosa significa questo auspicio di discrezione e di ‘scavare all’interno di questo disagio’? Non e’ sufficientemente chiaro da queste parole cristalline in che cosa consiste il disagio di questa persona? Che cosa c’e’ di non chiaro?

    • Patrizio scrive:

      Di non chiaro c’è che quando uno si suicida è sconvolto e non sempre i bigliettini sono indicativi, il suicidio in genere è poco comprensibile. Il ragazzo quattordicenne di Roma dell’ultima estate ha lasciato anche lui uno scritto da cui si è dedotto il movente omofobo per il suicidio. Poi le indagini non hanno riscontrato niente di niente di niente. Nessun episodio, nessun bullismo di nessun tipo. Del resto Luigi Tenco si sparò e lasciò lui pure un biglietto dove spiegò il gesto col fatto di non aver accettato l’eliminazione da Sanremo e il passaggio di turno della canzone di Orietta Berti. Dovremmo per questo arrestare Orietta Berti o la giuria del festival? I biglietti lasciano il tempo che trovano e anche se si accertasse che il motivo del suicidio è il bullismo omofobo, non sarebbero certo giustificati tutti quegli attivisti gay che vogliono chiudere in galera i cattolici e gli altri seguaci della legge morale naturale, deportandoli poi nei campi di concentramento gaysti per la rieducazione.

    • Gmtubini scrive:

      Massimo domanda cosa c’è di non chiaro.
      Mah, tanto per cominciare non si capisce come mai dopo tutte queste telefonate di richiesta di aiuto a coloro che ora cavalcano l’onda di questo episodio, il povero disgraziato si sia ammazzato lo stesso.
      Si potrebbe anche prendere in considerazione l’eventualità che il suddetto disgraziato abbia ricevuto l’aiuto sbagliato, o, più verosimilmente, che abbia chiesto aiuto alla gente sbagliata.
      Tanto per cominciare, di quello che non è chiaro, ce ne potremmo fare un’idea se venissero pubblicate, con la medesima celerità anche le risposte che il disgraziato ha avuto.
      Insomma, un po’ di prudenza non farebbe male.

  4. cornacchia scrive:

    In ogni caso, le vessazioni o le malelingue non dovevano esserci, a prescindere che sia la causa del suicidio o meno. E

    • Gmtubini scrive:

      Naturalmente sono d’accordo con Cornacchia.
      La diffamazione e la vessazione sono atti incivili e vergognosi, anche se, in questo mondo secolarizzato e sprezzante di certi principi propriamente cristiani, c’è tanta gente che addirittura ci campa: basta leggere certi giornali!
      Resta da vedere poi se, per far star zitte le malelingue, ci sia giuridicamente la necessità di far star zitti tutti.

  5. Giovanni scrive:

    Tutte balle. Non volete capire alcunchè. a voi interessa solo che l’omosessualità non sia riconosciuta dalla legislazione come fenomeno socialmente accettato e degno di protezione. Se non son froci almeno che siano malati, peccatori, disordinati. Siete disposti a “star vicino” a queste persone come si sta vicino a poveri handicappati, non a uomini con la lor dignità e il loro orgoglio. Non avete futuro.

    • Giorgio scrive:

      Tsk! Questi cattolici con la fissa della verità son proprio destinati ad estinguersi.
      Povero Giovanni, hai voglia a raccontare che l’omosessualità non sia un disagio di per se stessa, tanto non ti crede nessuno.
      Fattene una ragione.

      • cornacchia scrive:

        Non significa nulla. Se io ho un disagio endogeno, posso essere compatito, ma non v’è nessuna ingiustizia. Se, invece, il disagio è creato dall’esterno oppure mi si vieta di considerare un bene ciò che, per altri, non lo è, allora si tratta di ingiustizia, da rimuovere con il diritto.

        • Giorgio scrive:

          Non significa nulla cosa?!
          Chi lo dice se il disagio è endogeno o esogeno? Tu?
          E se uno soffre di Cornacchiofobia, che si fa, si mettono in galera le cornacchie?
          Le leggi contro chi offende e perseguita ci sono di già, basta applicarle!
          Quello che interessa ai gay è mettere il bavaglio a chi non la pensa secondo la loro ideologia.
          Come quando gli americani perseguitavano i comunisti oppure quando i comunisti mandavano in siberia chi non la pensava come loro.

    • Francesco scrive:

      Protezione da che? Di cosa stiamo parlando???
      A me sembra che la protezione ultimamente ce l’abbiano bisogno quelli che sono contro i matrimoni non-XY.
      Un ragazzo che chiede aiuto per qualsiasi motivo ad un centro di aiuto merita tutta l’attenzione del mondo, qualsiasi sia il suo problema

      • Giovanni scrive:

        Per adesso lo pensa oltre il 65% degli italiani (Istat 2009). E poi voi non siete “i cattolici” siete solo la parte piu’ bigotta e e retriva delka Chiesa.

        • ftax scrive:

          E tu non sei Giovanni.
          E oggi il sole non si è levato.
          E io non sono per niente vivo…

        • Francesco scrive:

          “Lo pensa” cosa?
          Che c’entrano adesso i cattolici?
          Giovanni, non mi hai risposto…

          • Francesco scrive:

            65%? Non mi torna…

            Istat 2011:
            Il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni “RITIENE CHE” in Italia gli omosessuali sono molto o abbastanza discriminati,

            Considerando […] tre ambiti, il 40,3% degli omosessuali/bisessuali “DICHIARA” di essere stato discriminato,
            contro il 27,9% degli eterosessuali.

            Si arriva al 53,7% aggiungendo le discriminazioni subite (e dichiaratamente riconducibili all’omosessualità/bisessualità
            degli intervistati) nella ricerca di una casa (10,2%), nei rapporti con i vicini (14,3%), nell’accesso a servizi sanitari (10,2%) oppure in locali, uffici pubblici o mezzi di trasporto (12,4%).

            …quindi 60% ritiene, 40% dichara, ma solo il 12% in piu’ degli etero !!!

            in effetti la mia famiglia numerosa e’ oggettivamente discriminata in parecchi ambiti, stiamo facendo una battaglia
            ma si sa, siamo in Italia…. non abbiamo Repubblica e Corriere dalla nostra…

            • Giovanni scrive:

              Hai ragione la ricerca è del 2011 capita citando a memoria

              Trascivo alcuni pezzi dal sito Istat

              “Il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia gli omosessuali sono molto o abbastanza discriminati, l’80,3% che lo sono le transessuali.”

              Ma io mi riferivo alla frase di Giorgio: “Povero Giovanni, hai voglia a raccontare che l’omosessualità non sia un disagio di per se stessa, tanto non ti crede nessuno”

              Dice l’Istat: “Il 74,8% della popolazione non è d’accordo con l’affermazione “l’omosessualità è una malattia”, il 73% con “l’omosessualità è immorale”, il 74,8% con “l’omosessualità è una minaccia per la famiglia”. Al contrario, Il 65,8% è d’accordo con l’affermazione “si può amare una persona dell’altro sesso oppure una dello stesso sesso: l’importante è amare”. Ho sbagliato per difetto.

              • Giovanni scrive:

                Comunque il tasso di dcriminazione tra gli omo, 53,7% è quasi il doppio di quello tra gli etero 27,95, senza contare che le cause di discriminazione di questo gruppo possono essere molte e non una sola.

                • Francesco scrive:

                  Adesso ho capito.
                  quindi sei d’accordo con il sondaggio mondiale che dice che in Italia la discriminazione degli omo e’ molto bassa.

                  54% e 28% NON sono confrontabili.
                  So di famiglie numerose discriminate nella ricerca di una casa, sicuramente nel rapporto con i vicini. Tra l’altro mi riesce difficile capire come un omo puo’ essere discriminato nell’accesso a servizi sanitari. Boh.

                  Non capisco poi perche’ l’Istat ha fatto questo sondaggio tra omo/bi e non con altre categorie decisamente piu’ discriminate come handicappati o malati mentali. Non voglio assolutamente far paragoni, sia chiaro.

                  Ribadisco che un ragazzo che chiede aiuto per qualsiasi motivo ad un centro di aiuto merita tutta l’attenzione del mondo, qualsiasi sia il suo problema.

                  Concludo dicendo che non si tratta di far leggi ma di una cultura di rispetto e amore per il prossimo. Tutto il prossimo.

                  • Giovanni scrive:

                    Sarà più bassa che da altre parti, ma di sicuro una coppia gay non può girare mano nella mano senza rischiare insulti e a volte botte. Anche l’antisemitismo sarà basso in Italia, sicuro minore che in Francia e Germania, ma una legge che vieta le discriminazioni nei loro confronti c’è ed è giusto che ci sia.

                    Le percentuali non sono confrontabili in quanto sottostimano l’incidenza relativa della discriminazione tra i gay. Un gay può essere discriminato perchè è gay e anche perchè è meridionale o madre sola con figli.

                    • Francesco scrive:

                      Eh ???
                      Non ho visto mai nessun gay preso a botte, e nemmeno insultato.
                      A parte quei 2 episodi che ha citato Repubblica, (e che si sono dimostrati falsi) ti e’ mai capitato?
                      Quello che aveva postato quella orribile foto su fb, dov’e’ finita la denuncia??? etc etc.

                      Per l’antisemitismo penso ci sia una legge perche’ i danni che ha combinato sono ben visibili, e – se permetti – un bel po’ piu’ gravi…

                      Un etero non puo’ essere discriminato perche’ e’ etero e anche perche’ e’ meridionale o madre sola con figli?

                    • Ambrogio scrive:

                      Le botte ormai le rischiano i cattolici che si azzardano a organizzare un convegno sulla legge cosiddetta “contro l’omofobia”, perché arrivano subito gli squadristi dell’Arcigay a fomentare disordini.

                    • cornacchia scrive:

                      Concordo con il Tuo ragionamento.

    • mike scrive:

      il futuro europeo di questo passo lo gestiranno i musulmani. per cui agli omosessuali tocca dire “in bocca al lupo”!

  6. Giovanni scrive:

    Ftax la terza l’hai azzeccata in pieno

  7. Giulio Dante Guerra scrive:

    Secondo il mio modesto parere, andrebbe incriminato per istigazione al suicidio chi ha instillato, nella mente d’un povero ragazzo psichicamente fragile, l’idea che chi sostiene la famiglia formata da padre, madre e figli era gente che voleva emarginarlo e discriminarlo.

    • Francesco scrive:

      Un po’ contorta, provocatoria ma molto vera.
      Hanno tutti i diritti e nessuno li discrimina piu’ di altri!

      • Giovanni scrive:

        Una volta avevo un collega gay. Lo chiamavano “cocco” e una carogna che lavorava nella stessa stanza una volta mise un cartello sullo porta di uno sgabuzzino con scritto “inchiappetting room”, “Quando siamo stressati ci portiamo Cocco”. C’è mancato poco che gli mettessi le mani addosso.

        Ovviamente se a voi sul luogo di lavoro vi chiamano “baciapile” e istituiscono la “Stanza della bestemmia” dove uno può andare a sfogarsi quando è nervoso non vi sentirete dicriminati e emarginati ed offesi.

        • Francesco scrive:

          Mi spiace che avvengano queste cose. Da noi non avvengono (a parte le bestemmie all’ordine del giorno :-( )
          Non dovresti avere difficolta’ a denunciare, ci sono gia’ fior fiori di leggi

          • Giovanni scrive:

            Parlo di 15 anni fa. Io non lavoro più là e “Cocco” è in pensione. Mi hanno raccontato che calcolò con estrema precisione il periodo di comporto e fece gli ultimi 18 mesi a casa in malattia. Allegava ad ogni certificato delle foto che illustravano come, benchè “malatissimo” fosse felice di non vedere più i colleghi. Comunque spero che ora in un ambiente dove son quasi tutti laureati ci sia più sensibilità. Ma non dappertutto è così.

            Il punto son proprio le leggi. Lui (e solo lui) poteva denunciare privatamente i colleghi per molestie o ingiurie (reati bagatellari) Il dirigente che venne a sedare la quasi rissa tra me e la carogna, mi diede ragione, ma non fece nulla “Si sono stronzi, ma in fondo gli vogliono bene, e poi io che posso fare?”

            Se ci fosse una legge che fa diventare questi comportamenti dei reati di discriminazione e quindi prefigura delle responsabilità a carico dell’azienda per non aver fatto quanto in suo potere per evitarlo, il dirigente avrebbe preso carogna e colleghi e gli avrebbe fatto una lavata di capo storica, minacciandogli provvedimenti disciplinari. Son sicuro che non si sarebbero più permessi.

          • Giovanni scrive:

            Parlo di 15 anni fa. Io non lavoro più là e “Cocco” è in pensione. Mi hanno raccontato che calcolò con estrema precisione il periodo di comporto e fece gli ultimi 18 mesi a casa in malattia. Allegava ad ogni certificato delle foto che illustravano come, benchè “malatissimo”, fosse felice di non vedere più i colleghi. Comunque spero che ora, in un ambiente dove son quasi tutti laureati, ci sia più sensibilità. Ma non dappertutto è così.

            Il punto son proprio le leggi. Lui (e solo lui) poteva denunciare privatamente i colleghi per molestie o ingiurie (reati bagatellari) Il dirigente che venne a sedare la quasi rissa tra me e la carogna, mi diede ragione, ma non fece nulla: “Si sono stronzi, ma in fondo gli vogliono bene, e poi io che posso fare?”

            Se ci fosse una legge che fa diventare questi comportamenti dei reati di discriminazione e quindi prefigura delle responsabilità a carico dell’azienda per non aver fatto quanto in suo potere per evitarli, il dirigente avrebbe preso carogna e colleghi e gli avrebbe fatto una lavata di capo storica, minacciando provvedimenti disciplinari. Son sicuro che non si sarebbero più permessi.

            • cornacchia scrive:

              In teoria, quelle leggi ci sono già. Ma è difficile dimostrare la colpa.

            • Alberto scrive:

              Invece io avevo un collega gay che brigò tanto e poi tanto che diventò l’amante del capo e fece licenziare tutte, dico tutte, le donne del reparto temendone una concorrenza chiaramente frutto della sua mente perversa.
              Una persona di tale infima cattiveria non l’ho mai conosciuta.
              E’ morto qualche anno fa in conseguenza dell’AIDS.

            • Francesco scrive:

              Le leggi ci sono gia’, ma come per tutte le discriminazioni e’ difficile che servano. Ne sa qualcosa mia moglie (brava, tanti figli, ma vista male dal capo…)
              Serve cultura e tanto amore per il prossimo, di leggi inutili e’ piena l’Italia.

              • Giovanni scrive:

                Per tua moglie una legge c’è, che impedisce che sia licenziata in gravidanza e che gli dà diritto a dei permessi. Perchè non dovrebbe esserci anche per i gay?

                • Francesco scrive:

                  C’e’ anche per i gay, la stessa legge, essendo gay cittadini italiani.
                  In italia i gay hanno gli stessi diritti degli etero, non mi sembra ci siano leggi che dicono il contrario.

                  (Poi le leggi vengono aggirate in molti modi)

                  • Giovanni scrive:

                    Intendevo che per le donne incinte c’è una legge antidiscriminazione tagliata sulle loro esigenze, per i gay ancora no. E’ un assurdo.

                    • Francesco scrive:

                      Intendevo dire che la legge vale anche per le donne gay incinta, ci mancherebbe.
                      Per le donne non c’e’ una legge anti-discriminazione ma una legge che (giustamente) tutela le gravidanze.

                  • Giovanni scrive:

                    Certe volte mi sembrate scemi

                    Un islamico ha il diritto di andare in moschea
                    Un cristiano ha il diritto di andare in moschea
                    Un islamico non può andare in chiesa
                    Un cristiano non può andare in chiesa
                    Ergo lo stato islamico talebano non discrimina nessuno

                    Un bianco può sposare una donna della sua “razza”
                    Un nero può sposare una donna della sua “razza”
                    Un bianco non può sposare una donna di “razza” diversa
                    Un nero non può sposare una donna di “razza” diversa
                    Ergo lo stato razzista sudafricano non discriminava nessuno.

                    Una prece.

                    • Patrizio scrive:

                      A me tu invece sembri sempre scemo. Anzi, mi sa che lo sei proprio.Scrivi troppe stronzate per fingere.

                    • Francesco scrive:

                      Lo stato islamico non discrimina, certo. Semplicemente ha deciso di imporre la sua religione.
                      Passano i giorni ed e’ ancora tutto da dimostrare che il polverone alzato da Repubblica e soci sia vero…

  8. The_Dark_Inside scrive:

    Vale sia per quel pirla che si è buttato che per “cocco”: come facevano gli altri a sapere che erano omosessuali? In attesa di una risposta, lasciatemi esprimere la mia più assoluta indifferenza per l’accaduto.

    • cornacchia scrive:

      Più o meno sulla base degli stessi indici sintomatici attraverso i quali si comprende l’eterosessualità di un eterosessuale.

    • Giovanni scrive:

      Vista la mia assoluta indifferenza e disprezzo per le persone come te non ti rispondo neanche. Resta nel tuo buio.

  9. Roberto scrive:

    Qualcuno ha fatto qualche preghiera per questo povero ragazzo?

  10. Anonimo scrive:

    Eh, già, perché bisogna credere solo alle balle che spari tu e i tuoi compagni di perizoma!

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