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L’Europa ci ricorda quali sono le vere priorità del momento e il Pd si allinea. «Rispettate gli uccelli»

luglio 28, 2014 Alfredo Mantovano

Dopo le gabbie per le galline, arriva la procedura contro la cattura dei pennuti per farne richiami vivi. «Una pratica aberrante». Pensare che l’Italia porti l’attenzione su Lampedusa e i migranti è chiedere troppo?

Quando (Tempi del 2 luglio), in avvio di presidenza italiana del semestre europeo, auspicavamo che le nostre istituzioni facessero occupare l’Unione Europea di questioni serie, non immaginavamo che la faccenda avesse un profilo ben poco paradossale. Un mese fa la riflessione era concentrata sull’allargamento delle gabbie per l’allevamento delle galline da uova: una sentenza della Corte di giustizia europea aveva dichiarato l’Italia inadempiente per non avervi provveduto per tempo e la Commissione aveva aperto una procedura di infrazione; il governo italiano era corso ai ripari, e la Commissione aveva arcignamente garantito che avrebbe vigilato perché i pennuti avessero maggiori spazi a disposizione.

Neanche il tempo di prendere fiato. Il 16 luglio la senatrice del Pd Monica Cirinnà informa che nei confronti dell’Italia vi è una inchiesta preliminare all’avvio di una nuova procedura di infrazione perché sul patrio suolo è in atto «da anni (la) cattura (di) uccelli selvatici per farne richiami vivi»; «una pratica vietata dalla direttiva Uccelli» (maiuscola inclusa) spiega la parlamentare, secondo cui «l’Europa ci dice che si può fare a meno dei richiami vivi, ad esempio cacciando senza richiami o con richiami a bocca, o al limite con richiami di allevamento».

monica_cirinnaPer questo il governo Renzi sul punto ha «abbandonato il testo della legge Europea prevedendo, nel decreto 91, il cosiddetto Dl competitività, un nuovo testo, che vieta la cattura»; l’auspicio di Cirinnà è che il Senato voglia «attenersi rigorosamente al testo del governo»; ciò in quanto «i richiami vivi sono veramente una pratica aberrante e inaccettabile. Futile, superflua e veramente violenta nei confronti di animali selvatici che vivono viaggiando per decine di migliaia di chilometri. Io penso che (…) l’Italia, nel semestre della sua presidenza europea, possa cogliere una importante occasione di civiltà attesa da decenni».

La senatrice Pd non è un personaggio marginale: con una lunga esperienza al consiglio comunale di Roma, è relatrice del disegno di legge sulle unioni civili, e da circa un mese ha elaborato un testo-base che, esclusa solo la possibilità di adottare, individua un regime paramatrimoniale per le coppie dello stesso sesso. Alla direzione Pd di giugno, Renzi ha congelato (per il momento?) il ddl Scalfarotto, e ha puntato sul ddl Cirinnà sulle civil partnership, da mandare avanti con priorità.

Ella è dunque una esponente Pd così qualificata da essere incaricata di condurre all’approvazione una legge ritenuta importante dal suo partito; per lei non sono «aberranti e inaccettabili» i cadaveri accumulati in una carrozza ferroviaria nella campagna ucraina, esito della follia del conflitto fra Kiev e Mosca e della ritrosia dell’Unione Europea a chiamarla col nome di guerra; e neanche la merce umana pestata mortalmente in un fondale di imbarcazione nell’illusione di arrivare a Lampedusa, nell’indifferenza europea e con Mare nostrum a garantire la tranquillità della coscienza nazionale; e nemmeno i missili di Hamas e le centinaia di vittime civili di Gaza.

Nessuna generalizzazione, ma è questa la sensibilità media della Commissione europea e del nostro Parlamento. Impegnati a distruggere quel poco che resta di famiglia, non curanti delle tragedie che colpiscono i propri figli o vicino casa propria, attenti alle galline ovaiole e agli uccelli da richiamo. È una ragione per rassegnarsi, o perché con decisione ancora più forte chi ha a cuore la centralità dell’uomo cambi verso realmente, nella cultura e nell’azione politica?

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2 Commenti

  1. Martino scrive:

    Perdonate se scado nel volgare, ma dopo aver provato a leggere l’articolo che stride con le immagini della versione per computer, mi viene da dire:
    – <>?
    – Ma, gli uccelli di chi?

    Se l’europa serve a mettere la testa sotto la sabbia a costi miliardari, perdendo tempo in questioni che hanno impatto zero sulla vita di 1,5 miliardi di persone (742,5 Mil di europei e 750.Mil che si affacciano nel mediterraneo) a che serve, se non a quelli che ci campano tenendola così com’è?

    Prego per Tempi migliori!

  2. Ale scrive:

    Premesso che paragonare l’argomento polli in gabbia e uccelli da richiamo ai morti di questi giorni non c’azzecca nada.. E’ vero che questi ultimi argomenti hanno la priorità, viste le emergenze umanitarie che si stanno creando, ed è altresì vero che l’Europa appare “sonnecchiosa” con le guerre in corso in medio oriente, ma l’argomento degli animali allevati male, in allevamenti intensivi, ci riguarda tutti perché poi quella carne finisce sulla tavola di ognuno. Riguardo agli uccelli usati come esche vive anche questa e’ una pratica aberrante e apprezzo che l’Europa e l’Italia si stiano muovendo per abolirla. Sinceramente non amo molto le doppiette perché all’apertura della stagione, se si vive in zona di caccia, diventa impossibile fare una passeggiata con i cani nelle strade di campagna. Comunque meglio la caccia degli allevamenti intensivi, ancor più crudeli.

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