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Allarme vaccini in Italia. «C’è il reale pericolo che scoppino nuove epidemie. Vogliamo tornare indietro di 100 anni?»

ottobre 7, 2015 Daniele Guarneri

Sarà la vecchia bufala dell’autismo, sarà «internet che disinforma» ma sempre meno italiani vaccinano i figli. Intervista al docente di virologia, Carlo Federico Perno: «Rischiamo anche un danno economico enorme»

vaccinazione-shutterstock

Sempre più persone in Italia non vaccinano i figli. È questo l’allarme lanciato dall’Istituto superiore di sanità: «La copertura è scesa sotto il livello di guardia. (…) Siamo ormai al limite della soglia di sicurezza per evitare grandi focolai di malattie infettive». Senza vaccinazioni, si rischia di tornare in balia di malattie infettive gravissime, pericolose per i bambini e non solo, che fino a pochi anni fa causavano la morte di milioni di persone. «Poliomielite, rosolia, parotite, difterite e tante altre malattie infettive: non siamo più abituati a vederle e quindi non ce ne preoccupiamo, ma ciò non significa che siano scomparse», dichiara a tempi.it Carlo Federico Perno, docente di Virologia all’università di Roma Tor Vergata.

Professore, dobbiamo preoccuparci davvero per questo allarme lanciato dall’Istituto superiore di sanità?La domanda che dobbiamo porci prima di tutto è un’altra: abbandonando le vaccinazioni obbligatorie, abbiamo modo di far ricomparire malattie che in Italia erano praticamente scomparse? La risposta è sì. Ad esempio, da tempo non si registrano  casi di poliomielite in Italia, ma se non vacciniamo più la popolazione, questa malattia infettiva, che è tuttora presente in alcune parti del mondo, potrebbe tornare anche nel nostro paese. Corriamo il rischio di avere epidemie di gravi patologie che invece potrebbero essere prevenute? Certamente sì. Per esempio, il morbillo in Italia e in tutta Europa, grazie alle vaccinazioni, stava scomparendo. Nel momento in cui smettiamo di vaccinare, questa malattia potrà riprendere possesso del territorio, e quindi l’ipotesi di avere una epidemia nel futuro c’è anche in Italia. E ci tengo a ricordare che il morbillo può essere mortale per i bambini, soprattutto se immunocompromessi o denutriti (nei paesi in via di sviluppo il morbillo miete decine di migliaia di vittime ogni anno).

Ma il rischio è per le sole persone non vaccinate?
Dipende dalla tipologia delle diverse malattie. Nel caso del morbillo, chi è guarito dalla malattia o ha fatto la vaccinazione è normalmente coperto per tutta la vita. Ma è evidente che il rischio di reinfettarsi è in rapporto diretto con la circolazione del virus. Le faccio un esempio: se il virus circola poco, grazie alla vaccinazione di massa, io che sono vaccinato e quindi ho gli anticorpi, difficilmente mi riammalo. Ma se questo virus torna a circolare come accadeva una volta, in maniera massiva, sono molto più esposto al virus. E quindi potrei riammalarmi, magari in età più avanzata, quando le mie difese immunitarie si saranno abbassate, e gli anticorpi prodotti dal vaccino non saranno più sufficienti. Quindi, il rischio maggiore di ammalarsi lo corrono le persone non vaccinate, ma nel medio e lungo termine tutta la popolazione, soprattutto gli anziani, potrebbe essere in pericolo.

Un’epidemia potrebbe essere un problema anche a livello economico?
Sarebbe un danno economico enorme. Un morbillo che degenera in una polmonite oppure in una forma cerebrale, come la panencefalite subacuta sclerosante, non solo ha un’elevata possibilità di portare il paziente alla morte, ma ha anche costi elevatissimi a livello di cure, che sopravanzano nettamente i costi del vaccino. Stesso dicasi per poliomielite, tetano, difterite, epatite B e via di seguito.

Nonostante la comunità scientifica ribadisca l’importanza delle vaccinazioni, in tanti continuano a sostenere che queste possono essere inutili e addirittura pericolose.
Chi dice queste cose non conosce i vaccini moderni. Se qualcuno decide di non vaccinarsi non fa male solo a se stesso ma all’intera comunità, perché permette a un determinato virus o batterio di circolare e di diventare una sorgente di infezione per l’intera popolazione. Ecco perché lo Stato ha ritenuto che alcune vaccinazioni debbano essere obbligatorie. E obbligatorie devono rimanere.

Eppure sul sito della Regione Veneto, una circolare informa che «la Regione ha deciso di sospendere l’obbligatorietà delle vaccinazioni pediatriche; vengono così meno anche alcune conseguenze tra le quali la segnalazione al tribunale dei minori».
A mio parere è una scelta grave. Rischiamo di fare tornare in circolo patogeni che erano praticamente scomparsi, come la poliomielite. Le vaccinazioni considerate utili e pertanto rese obbligatorie dallo Stato devono rimanere tali. Renderle facoltative non significa solo lasciare alla persona la libertà di ammalarsi o meno, ma vuol dire lasciare la possibilità al patogeno di circolare nella popolazione. I vaccini oggi sono sicuri. Può succedere che in una campagna vaccinale di 10/20 milioni di persone ci possa essere un caso o due di tossicità da vaccino. Ma quante vite abbiamo salvato? Il beneficio in termini economici e soprattutto di salute pubblica è enorme. Noi ci stiamo dimenticando di malattie che fino a nemmeno mezzo secolo fa uccidevano o paralizzavano le persone. Meglio prendere un vaccino che in casi rarissimi può dare dei problemi (normalmente leggeri e superabili) o è meglio vedere di nuovo bambini morire di malattie oggi scomparse in Italia, o diventare paralizzati a causa della poliomielite?

Allora qualche rischio c’è. In molti sostengono che l’autismo sia collegato al vaccino contro morbillo: è possibile?
La tossicità si presenta normalmente nella forma degli effetti collaterali: arrossamenti, un po’ di febbre. Correlare il morbillo con l’autismo? È sbagliato e inaccettabile, non c’è nessuna evidenza che i vaccini possano produrre fenomeni di autismo. È una storia vecchia,  che non c’entra nulla con la scienza. Torno a ripetere: una patologia infettiva grave, se lasciata a se stessa, può provocare migliaia di morti all’anno. I vaccini ci aiutano non a curare, ma a prevenire le malattie. E questo a livello economico significa anche spendere di meno. 

Il Codacons ha fatto sapere che il calo delle vaccinazioni in Italia è il risultato di una «maggiore consapevolezza da parte degli utenti», che si informano tramite il web.

Io, invece, direi che le persone, riguardo la medicina, rischiano di disinformarsi su internet. Lì chiunque può dire quel che vuole, anche senza alcun supporto scientifico. Le informazioni prese da internet e non controllate sono spesso discutibili, se non addirittura sbagliate. In un’epoca di informazione/disinformazione di massa come questa, bisognerebbe spiegare le ragioni per cui una cosa va fatta e perché si deve continuare a farla, sulla base di informazioni scientifiche, riproducibili e verificate. Le vaccinazioni sono lo strumento sanitario che più di tutti ha cambiato la storia dell’umanità. Dopo le guerre, le malattie infettive per secoli hanno rappresentato la prima causa di morte del genere umano. Le vaccinazioni (e a seguire gli antibiotici) hanno radicalmente cambiato la vita umana. Questo è il messaggio che deve essere dato. Senza vaccinazioni c’è il rischio di ritornare indietro, e rivedere ciò che pensavamo fosse scomparso. 

Foto vaccinazione da Shutterstock


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21 Commenti

  1. Stefano scrive:

    Parole sante

  2. Lucia scrive:

    Su internet viaggia di tutto.Notizie di danni da vaccino e notizie dei benefici dei vaccini.Nessuno dice di non vaccinare ma di informarsi.E l’informazione non è sapere chi è pro e chi è contro e poi fare un atto di fede.Ci sono vaccinazioni obbligatorie e altre no.L’importante è che non diminuiscano le vaccinazioni obbligatorio.Se ce ne sono altre,i pediatri dovrebbero anche assumersi la responsabilità degli eventuali danni invece che fare terrorismo rendendo le famiglie responsabili dell’eventuale ripresa delle malattie infettive.Questo articolo fa terrorismo e anche inutilmente.

    • Stefano scrive:

      Il problema non è informarsi, ma da dove ti informi. Se il vaccino non è obbligatorio il medico consiglia (eccome se lo fa), però è sempre la famiglia che decide. E se questa, invece di fidarsi del medico, inizia a girare in internet per leggere articoli di disinformazione invece di riviste scientifiche, allora la colpa di chi è? Qui non si fa terrorismo psicologico, si presenta un problema che è sorto negli ultimi anni. Ultimamente addirittura vi è gente che non vuole nemmeno far fare l’antitetanica, o l’antiepatite. Colpa dei pediatri? Non credo proprio

      • Lucia scrive:

        Il medico non ha più l’autorevolezza necessaria.Non glielo ha mai detto nessuno ?

        • Stefano scrive:

          Vero, però chi ha preso il suo posto?

          • Lucia scrive:

            L’autoritarismo

            • Stefano scrive:

              Bello.
              Purtroppo a curare la gente ancora ci pensano i medici, e non gli autoritaristi.
              Il medico ha più autorevolezza oggi di ieri, e domani ne avrà di più di oggi, in quanto continua a studiare le malattie e le possibili cure. Però il medico sa che alla morte non si scappa, e prima o poi tutti muoiono. Ora dirò una cosa un poco odiosa, o fatalista, ma che credo rispecchi la visione di oggi sulla medicina; un tempo (non molto tempo fa) morire di malattia in giovane età era molto più facile di oggi, e la gente lo sapeva, per cui quando un medico riusciva a salvare una persona era una grande festa. E se non ci riusciva tutti sapevano che combattere una malattia è molto difficile. Grazie ai progressi nella medicina (e anche ai progressi nell’alimentazione) l’aspettativa di vita si è allungata e la mortalità infantile decisamente ridotta, e ci siamo abituati a stare bene, dimenticando grazie a cosa e a chi stiamo bene. Sino a 50 anni fa molta gente che conosciamo non sarebbe nata o sarebbe morta nell’infanzia o in giovane età, mentre oggi vivono perfettamente. Questo è un bene, ma non bisogna dimenticare che le malattie fanno parte della natura, e che combatterle non è facile, ieri come oggi.

              • Lucia scrive:

                Il medico non ha più autorevolezza.Ha solo più conoscenza e maggiori mezzi.I mezzi tecnici e le conoscenze scientifiche non supportati dalla “coscienza” si trasformano inevitabilmente in autoritarismo.Il pediatra che liquida le paure dei genitori tacciandoli di essere disinformati,minacciandoli di ritorsioni o ricorrendo al trucco di svegliare i sensi di colpa (non chiamatemi se poi il bambino si prende la pertosse!,e se poi gli altri bambini si ammalano è colpa vostra!)fa proprio il suo dovere ?Cura il suo paziente o raggiunge gli obiettivi fissati dalle “autorità”?Più o meno è questo il paradosso che stiamo vivendo.Abbiamo medici superpreparati che obbediscono alle autorità scientifiche più che a quello che vedono con i propri occhi e ascoltano con le proprie orecchie e toccano con le proprie mani.E se vedono una sclera gialla e un colorito strano hanno bisogno,e sono costretti a farlo,di fare un dosaggio della bilirubina,diretta e indiretta per dire che è itterico,secondo i protocolli diagnostici,prima di proporre una qualunque terapia.E la gente,per sfuggire alla scienza che non si arrende mai si riduce addirittura a firmare una liberatoria per poter morire in pace.Ovvio che poi pretende in cambio dalla scienza il risultato,cioè il miracolo.Diversamente si affida ad altri,ai quali non chiede miracoli ma solo una umana assistenza.A un genitore non si può chiedere di essere comprensivo con la scienza che tanto bene ha fatto all’umanità se deve rischiare la salute di suo figlio.E i rischi ci sono!Prima ognuno si teneva la propria disavventura e amen.Adesso la fa conoscere ad altri.O chiudiamo internet?Io comunque la chiudo qui.

  3. AndreaB scrive:

    Certo il rischio è reale.
    Concentriamo però la nostra attenzione anche sulle cause che hanno fatto nascere tutta questa diffidenza.
    Troppe case farmaceutiche pensano solo ed esclusivamente al profitto… Anche questo comporta dei notevoli rischi, che la legge ed i controlli non riescono a mitigare in modo sufficiente.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Concordo. Noi genitori vogliamo solo sapere la verità. C’è chi soffre tremendamente dopo i vaccini, si parla di lesioni anche gravi. Scusate, mica li raccogliamo nell’orto i bambini come e pomodori!! Abbiate pazienza, diteci ben bene i pro ed i contro, chi li conosce.
      Certamente ci deve essere qualcosa che non va, occorre chiarezza.
      Grazie.

      • Stefano scrive:

        Giusta richiesta. Da farmacologo tenterò di dare risposta (anche se in maniera sommaria) alle paure della signora Susanna.
        Il vaccino, come qualsiasi medicamento, non è scevro da rischi o da effetti collaterali. Questo dipende dal meccanismo di azione del vaccino; il vaccino è un mix di parti di batteri o virus, in grado di scatenare una risposta immunitaria senza che si contragga la malattia. Questo cosa significa; che sono possibili casi di febbre o malessere, e in caso di una immunodeficienza previa da parte del paziente (per questo il bambino a cui si somministra il vaccino deve essere in buona salute), possono essere anche gravi. Questo però in pochissimi casi. In alcuni tipi di vaccino, poi, che sono fatti di un virus inattivato con radiazioni, una piccola parte di virus può essere ancora semi-attiva, e sempre in caso di soggetto immunodepresso, può portare a una forma della patologia lieve. Esistono poi i casi di idiosincrasia, in cui un soggetto risponde in maniera esagerata al farmaco, per fortuna molto rari

        Detto questo, i vaccini sono farmaci molto sicuri, e il rapporto rischi benefici (che è quello a cui guarda sempre il medico) è estremamente favorevole. Il concetto che esista qualcosa privo di rischi è una chimera, in medicina come nel mondo in generale. D’altra parte il successo dei vaccini nel controllare patologie un tempo terribili è alla vista di tutti (la poliomelite è praticamente scomparsa in europa, come l difterite, e i casi di tetano sono molto rari). Il problema è che ci si fissa su un caso in cui il vaccino ha dato problemi, e mai nei 10000 casi in cui non ha dato problemi, sui quali non si sa quante centinaia di volte ha impedito a una infezione di fare vittime. Del resto questo è il problema del lavorare in prevenzione; non si sa mai quanti malati si son salvati.

        In definitiva i vaccini, assieme agli antibiotici, sono due delle invenzioni che hanno maggiormente migliorato l’aspettativa di vita delle persone (basta solo guardare alla riduzione della mortalità infantile nell’ultimo secolo).

        Infine mi levo un sassolino dalla scarpa; se un vaccino fa cilecca o causa danni, tutti a dare addosso ai medici, mentre se uno non si vaccina e si ammala, nessuno a dare addosso agli attivisti anti vaccino. Si dice che i medici non rispondono dei danni (eventualmente) causati; cosa non vera, o almeno non del tutto. Ma coloro che gli danno contro, rispondono dei danni che causano? E coloro che parlano di metodi alternativi più o meno fantasiosi per la soluzione delle malattie, rispondono in caso di insuccesso (o di danni), o ti mandano dal medico?

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Grazie, esaustivo. Rimane una domanda, se posso: non è un pò azzardato iniettare in bimbi piccolissimi vaccini in quantità e in tempi molto ravvicinati? Mi rende l’idea di una sorta di “bombardamento” in corpicino ancora non pronto per accogliere, rispondere in maniera adeguata..non so, dico così…

          • Stefano scrive:

            Signora Susanna, questa è una domanda intelligente. Vero, il vaccino è sempre uno stress per il corpo, per questo va fatto quando il bimbo è in buona salute. Il problema del bombardamento continuo è stato vagliato, per questo i vaccini sono sempre nella dose minima con effetto sicuro, e poi vi sono i richiami (che servono per assicurare la copertura, e anche per ridurre le dosi; infatti una esposizione piccola e prolungata è più efficace che una massiva e di breve durata, oltre a dare molti meno problemi). Personalmente ho fatto vaccini su vaccini da piccolo, come tutti i miei amici del resto, e la cosa peggiore è sempre stata la puntura

        • tso scrive:

          Mi scusi, ma lei in quanto farmacologo non rappresenta il massimo della neutralità. Inoltre tutto questo darsi da fare mediatico per assolvere i vaccini senza processo è vile e disgustoso.

          • Matteo scrive:

            Te credo, se non fai il vaccino ti ammali, ovvio che ne parlano bene tutti.

          • Stefano scrive:

            Beh, di solito, se voglio costruire una casa, chiamo un ingegnere o un architetto a progettarla. E sicuro non saranno neutrali. Però sapranno fare il loro lavoro. Allora come facciamo?

          • Stefano scrive:

            Signor (o signora) Tso, vile è fare un processo mediatico a qualcosa che funziona (e che è stato processato per decenni da gente competente, non dal primo che passa per la strada) senza però portare alternative al problema. Se i vaccini cadono, con cosa li sostituiamo? E chi si assume la responsabilità delle eventuali morti causate dalle mancate vaccinazioni?

        • AndreaB scrive:

          Grazie per la chiara ed equilibrata risposta, però le faccio una domanda: Se per produrre un vacino ci sono due metodi: A e B, il metodo A comporta costi di produzione pari a 9 e rischi per il paziente pari a 1/100000, mentre il modo B comporta costi di produzione pari a 5 e rischi per il persona che ne usufruisce pari a 1/50000, supponendo che i metodi di produzione siano entrambi legali, quale metodo sceglierà la casa farmaceutica?

          • Stefano scrive:

            Bella domanda; la casa farmaceutica tenterà sempre di risparmiare, e il risparmio non passa solo per la produzione, passa anche per le grane che un prodotto può dare. Per questo uno dei concetti più importanti è il rapporto rischio/benefici. Inoltre in ogni paese esiste una agenzia del farmaco, In italia l’AIFA, che alla fine decide cosa può entrare in commercio o no. Se l’aifa vede i due prodotti, dirà che vuole quello più costoso in quanto più sicuro. E la casa farmaceutica lo produrrà, alzando semplicemente il prezzo di vendita. ad ogni modo il prezzo dei vaccini non è estremamente elevato (quando fatto in grande scala), le sintesi di composti sono molto peggio.

  4. giulia scrive:

    A me sembra che ci sia sempre più lavoro per farmacisti e sempre meno per i medici!
    Non è giusto il no a tutti i vaccini, ma è disonesto dire pure che tutti i vaccini sono necessari!
    Se sono malattie curabili vuol dire che si possono CURARE! Se invece si parla di malattie che poi, una volta contratte, non sono curabili allora il discorso cambia!

  5. Fabio G scrive:

    Non per essere polemico, ma i profughi, immigrati, clandestini, extracomunitari, ecc. ecc.
    come sono messi dal punto di vista delle vaccinazioni?

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