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Il primo disastroso anno di Joe Biden alla Casa Bianca

Di Leone Grotti
20 Gennaio 2022
Un anno fa il presidente democratico giurava di «riunire gli americani». Invece non ha fatto che dividerli, sbagliando tutto su pandemia, migranti e politica estera. Nei sondaggi è al minimo storico e i democratici lanciano già l'allarme per le elezioni di midterm
Joe Biden e Kamala Harris in occasione del primo anniversario dell'assalto a Capitol Hill

«La presidenza Biden sta fallendo». Non sono soltanto i repubblicani o la stampa vicina a Donald Trump a scriverlo ormai. Lo ammette lo stesso New York Times, dando spazio all’allarme lanciato da molti democratici: «Se continuiamo così, alle elezioni di midterm» del novembre 2022 «subiremo perdite maggiori anche di quanto paventato». Come notava la Cnn, infatti, «ogni singolo indicatore fa presagire un’ondata di consenso per i repubblicani». E la ragione di tanto pessimismo sta nel risultato disastroso del primo anno di Joe Biden alla Casa Bianca.

Biden peggio di Trump nei sondaggi

Tutti si aspettavano qualcosa di diverso dall’ex vicepresidente di Barack Obama. Gli americani, democratici compresi, non sono contenti e i sondaggi lo certificano: secondo RealClearPolitics , il 52 per cento degli americani è insoddisfatto dell’amministrazione Biden e solo il 42 per cento (secondo altri sondaggi il 39) la approva. Nessuno si aspettava numeri così drammatici dopo appena un anno di governo. Ma c’è di peggio, «secondo un gran numero di intervistati Biden ha gestito peggio di Trump l’economia (46 per cento), l’immigrazione (44), la sicurezza nazionale (41) e la politica estera (41)».

Nell’ultimo mese del 2021 l’inflazione annuale negli Stati Uniti è cresciuta al 7 per cento e l’aumento ha oscurato il fatto che Biden abbia distribuito più spesa e investimenti pubblici di chiunque altro tra i suoi predecessori: tremila miliardi di dollari. Pesano nell’opinione negativa degli elettori le divisioni all’interno dello schieramento democratico e il rinvio del provvedimento su assistenza sociale, istruzione e transizione ecologica. Il piano si chiama Build Back Better e finora è stato bloccato dal senatore democratico Joe Manchin.

Pandemia e migranti: fallimento totale

Se sul fronte economico Biden nel suo primo anno di governo ha deluso, la sua performance è stata negativa a sorpresa anche sul fronte della pandemia, forse il fronte che fece perdere le elezioni a Trump. Il presidente liberal ha fatto l’errore di annunciare con eccessivo anticipo e ottimismo che il 4 luglio sarebbe stato il giorno della «liberazione dal Covid-19». I tentativi di imporre mascherine e vaccinazione sono stati bocciati da molti Stati e dai tribunali. Se ad oggi la popolazione totalmente vaccinata negli Usa è pari al 63% (contro il 74,3% dell’Italia, ad esempio), a causa della variante Omicron nel paese si registrano in media 800 mila nuovi casi circa al giorno. Biden è arrivato a proporre di regalare 100 dollari a chi si fosse sottoposto al siero: una mossa che non ha certo riscontrato successo.

Sul fronte dell’immigrazione, un altro dei temi nodali delle ultime elezioni, il risultato è stato particolarmente fallimentare. Biden ha prima annunciato un rilassamento delle politiche migratorie cancellando tutte le misure prese da Trump, causando la «crisi» al confine con il Messico più grave degli ultimi 20 anni, poi ha fatto un rapido dietrofront. Nel disperato tentativo di limitare i flussi in entrata, ha reintrodotto tutte le misure per cui i democratici avevano criticato The Donald negli ultimi quattro anni, a partire dalle famigerate “gabbie per migranti”, fino al programma “Remain in Mexico”, criticatissimo dai liberal.

La disfatta in Afghanistan

Anche in politica estera, il bilancio non può certo essere considerato positivo, soprattutto dal punto di vista dell’elettorato democratico: dopo aver criticato per anni la guerra dei dazi sferrata da Trump contro la Cina, infatti, Biden l’ha confermata senza modifiche. Per quanto gli americani siano poi sollevati dal ritiro americano dall’Afghanistan, la rovinosa rotta agostana prodotta dai calcoli errati dell’amministrazione sulla capacità di tenuta del governo afghano nel fronteggiare i talebani ha causato un grave danno d’immagine all’America, oltre che aver distrutto le speranze degli afghani costruite negli ultimi vent’anni.

Il comportamento tenuto dallo stesso Biden è apparso inadeguato. Dopo aver garantito che gli Usa lasciavano l’Afghanistan perché il pericolo posto dal terrorismo islamico all’America era terminato, appena due mesi dopo Colin Kahl, sottosegretario del dipartimento della Difesa americano, ha ammesso davanti al Senato che l’Isis sarebbe tornato «un pericolo per il nostro paese nell’arco di 6-12 mesi». Una vera disfatta.

Biden ha diviso l’America

Ma la vera cifra del fallimento di Biden è il completo tradimento della promessa fatta il 20 gennaio di un anno fa, durante il suo discorso d’insediamento, che ancora riecheggiava del clamoroso assalto a Capitol Hill: «Questo è il giorno dell’America, della democrazia, della storia e della speranza. Chiedo a tutti gli americani di aiutarmi nell’unire il paese. Metterò tutta la mia anima per riunire la nazione».

Ecco, chi può sinceramente affermare che oggi l’America sia un paese «riunito»? È vero piuttosto il contrario: non è mai stato così diviso. E ad aver soffiato sul fuoco della divisione sono stati proprio Biden e i democratici, sostenendo a spada tratta la Teoria critica della razza, le proteste antirazziste di Black Lives Matter, l’espulsione di docenti non allineati dalle università americane, la follia liberticida della Cancel culture.

La «crisi spirituale» degli Usa

Non è un caso che sul New York Times Bret Stephens, dando consigli a Biden su come rimettersi in sella, abbia scritto: «Il presidente ha bisogno di concentrarsi sui bisogni degli americani, non sui desideri liberal. E deve ricordarsi che ha vinto in quanto moderato e riunificatore». Infine un consiglio: «Non si ricandidi».

Se i democratici sono spaventati per il fiasco totale del primo anno di Biden alla Casa Bianca è perché guardano già a novembre e alle elezioni di midterm, temendo che il voto vada a finire come in Virginia. In uno Stato in cui l’anno scorso Biden staccò Trump di dieci punti percentuali, è diventato governatore a sorpresa il repubblicano Glenn Youngkin puntando tutto su educazione e scuola. Il presidente democratico cercherà sicuramente di invertire la rotta ma potrebbe già essere troppo tardi.

Se come diceva in un’intervista a Tempi Joshua Mitchell, docente di Governo alla Georgetown University, «la crisi americana non è di natura politica ma spirituale», Biden ha già dimostrato di non essere in grado di aiutare il paese. Non perché spetti (soltanto) a lui la risoluzione del problema, ma perché non si è neanche accorto che esiste.

@LeoneGrotti

Foto Ansa

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