Yemen. Quasi centomila le vittime della guerra più dimenticata del mondo
Articolo tratto dall’Osservatore Romano ā Quasi 100.000 persone sono rimaste uccise in Yemen nella guerra in corso dal 2015. Ć quanto riferisce lāorganizzazione internazionale Armed conflict location & event data project (Acled). Intanto, il governo britannico ha deciso di sospendere la vendita di armi allāArabia Saudita, coinvolta da protagonista nel conflitto, e il Pam denuncia appropriazioni indebite degli aiuti umanitari da parte dei ribelli huthi.
Acled, che riceve finanziamenti dal dipartimento di stato Usa, ha documentato 91.600 uccisioni in Yemen sin dallāintervento nel 2015 della coalizione araba a guida saudita. Gli insorti huthi avevano preso il controllo della capitale Sanaāa nel 2014, cacciando lāallora governo sostenuto da Riad e dagli Stati Uniti. Secondo Acled, al momento lāanno più sanguinoso in Yemen ĆØ stato il 2018 con più di 30.000 uccisioni.
POI C’Ć LA FAME
Lāorganizzazione ha affermato che solo questāanno la coalizione araba a guida saudita e sostenuta dagli Stati Uniti ĆØ responsabile dellāuccisione in Yemen di più di 8.000 tra gli 11.900 civili uccisi in tutto nel corso degli ultimi sei mesi.
I dati dellāorganizzazione si riferiscono alle vittime causate dalla diretta esposizione al conflitto, come bombardamenti aerei e di artiglieria e scontri armati. Non sono inclusi nel conteggio dellāAcled le vittime della carestia che affligge lo Yemen e che la guerra ha contribuito ad acuire.
STOP AGLI ARMAMENTI BRITANNICI
Da Londra arriva una presa di posizione importante in tema di rifornimenti di armi. Il governo ha deciso di sospendere il via libera a nuove forniture allāArabia Saudita e agli altri paesi della coalizione coinvolta nella guerra nello Yemen dopo il verdetto della Corte dāappello di Londra che ha dichiarato illegale la procedura finora seguita. Lo ha annunciato il ministro del Commercio estero, Liam Fox, alla Camera dei comuni, precisando tuttavia che lāesecutivo non condivide il parere dei giudici e intende far ricorso di fronte a un terzo grado di giudizio contro la sentenza.
Ā«Il governo non autorizzerĆ altre licenze per lāesportazione (di armi) allāArabia Saudita e ai partner della sua coalizioneĀ» finchĆ© non formalizzerĆ le sue decisioni su come procedere a livello legale, ha precisato Fox. Secondo il ministro, il verdetto di oggi Ā«non stabilisce se le decisioni del governo sullāautorizzazione delle licenze (passate) siano state giuste o sbagliate, ma riguarda la razionalitĆ del processo adottato per raggiungerleĀ». E comunque Ā«non mette in discussione i criteri fin qui seguiti, e condivisi con gli Stati membri dellāUeĀ», per evitare una palese violazione formale del Ā«diritto umanitario internazionaleĀ».
LA CAMPAGNA INTERNAZIONALE
In ogni caso, la sentenza nasce da un ricorso del gruppo Campaign against arms trade, che denunciava come gli armamenti britannici (come quelli di altri paesi occidentali) esportati in Arabia Saudita fossero stati in effetti usati da Riad per bombardamenti sanguinosi e indiscriminati sullo Yemen, anche contro i civili. Denuncia condivisa alla Camera dallāopposizione laburista.
Lo Stockholm international peace research institute, un think tank che monitora lāindustria globale delle armi, pone la Gran Bretagna al secondo posto come fornitore di Ā«grandi armiĀ» allāArabia Saudita, dietro gli Stati Uniti e davanti alla Francia. Dal 2012 al 2017 le importazioni totali in Arabia Saudita sono più che triplicate rispetto ai cinque anni precedenti. Nel frattempo anche il Senato americano ha bloccato giovedƬ un grande contratto di vendita di armi allāArabia Saudita denunciando le devastazioni della guerra in Yemen e lāassassinio del giornalista Khashoggi.
IL SACCHEGGIO DEGLI AIUTI UMANITARI
E cāĆØ preoccupazione per quanto riguarda gli aiuti alla popolazione. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha fatto sapere di dover sospendere parzialmente le operazioni di assistenza alimentare nelle aree dello Yemen sotto il controllo delle autoritĆ di Sanaāa. Lo rende noto lo stesso World Food Programme in una dichiarazione spiegando che la decisione ĆØ stata presa come ultima risorsa dopo lo stallo nelle lunghe trattative su un accordo per introdurre controlli tesi a impedire che il cibo venga sottratto e non raggiunga le persone più vulnerabili. La decisione riguarda 850.000 persone nella capitale Sanaāa ā ha riferito lāagenzia in una nota ā ma verrĆ mantenuto il programma per i bambini malnutriti, le donne incinte e che allattano.
Ā«LāintegritĆ della nostra operazione ĆØ minacciata e la nostra responsabilitĆ nei confronti di coloro che aiutiamo ĆØ stata indebolitaĀ», hanno dichiarato funzionari del Pam, assicurando che si continuerĆ a cercare la cooperazione dalle autoritĆ locali e che le distribuzioni di cibo riprenderanno una volta raggiunto un accordo. Lāagenzia ha nutrito finora più di 10 milioni di persone al mese nella nazione più povera della penisola arabica.
Foto Ansa
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