Via Crucis. Quattordici stazioni per i cristiani perseguitati nel mondo, martiri del nostro tempo

Le orazioni, le testimonianze, i racconti di una Via crucis sui generis che si è svolta in una parrocchia di Ivrea. Da leggere

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Il 27 marzo si è svolta nella Parrocchia Cattedrale di Ivrea una Via Crucis particolare. Ad ogni stazione, dopo il Vangelo e prima dell’orazione, è stata letta una “testimonianza”. I testimoni sono i cristiani perseguitati che, dalla Siria al Pakistan, dalla Nigeria alla Corea del Nord, sono perseguitati a causa della loro fede. Per comprendere meglio le loro vicende sono state anche spese due parole per spiegare in quale terribile situazione vivano. Si tratta di una Via Crucis bellissima, che ci ricorda che anche oggi, e non solo duemila anni fa, esistono donne e uomini che patiscono a causa della loro fede e che sono disposti persino a versare il loro sangue per Cristo. Qui di seguito riportiamo il testo di quella Via Crucis preceduto dalla lettera che il vescovo di Ivrea, monsignor Edoardo Aldo Cerrato, che non ha potuto partecipare al gesto, ha inviato al parroco e ai fedeli.

Pope: Via CrucisCarissimi Fratelli e Sorelle, desidero dirvi che sono presente e percorro con voi la Via Crucis di questa sera, anche se cammino per le strade di San Giusto Canavese, nella grande Processione nella quale, da secoli, questa Parrocchia accompagna oggi l’immagine della Vergine Madre meditando il dolore di Maria ai piedi della Croce, quando la spada profetizzata da Simeone le trafisse il cuore rendendola partecipe, come nessun altro, della Passione del Figlio.

Ringrazio il carissimo Curato della Cattedrale per aver pensato di dedicare la Via Crucis della Parrocchia a fare memoria dei Martiri del nostro tempo, i fratelli e le sorelle di fede che testimoniano il loro amore per Cristo, alcuni – molti – fino all’effusione del sangue; altri – molti anch’essi – nella persecuzione che li strappa dalle loro case, che distrugge le loro chiese, che li emargina dalla società civile.

È da mesi che, con coscienza di Pastore, non manco di invitare alla preghiera e al ricordo dei Martiri del nostro tempo. Ricordo, in particolare, quanto ho detto in Cattedrale nella solennità dell’Assunta: ho chiesto, in quella circostanza, anche un segno tangibile di vicinanza ai fratelli che soffrono la persecuzione; questa sera desidero dire pubblicamente quello che in alcune occasioni ho già detto: nelle mani del Vescovo in poche settimane sono giunti 50.000 Euro, che nel mese di ottobre, tramite la Conferenza Episcopale Italiana, sono stati consegnati ai Vescovi di quelle martoriate comunità.

Ricordo quanto ho detto a Ivrea e in altre comunità della diocesi per tenere vivo il ricordo di ciò che sta accadendo, e soprattutto per “leggere” questo avvenimento del martirio in atto, non solo con sentimenti di umana pietà verso chi soffre ingiustamente, ma alla luce della visione cristiana la quale non toglie nulla alla umana pietà, ma vi aggiunge una indispensabile considerazione:

– i nostri Martiri partecipano alla Passione di Nostro Signore in una forma impressionante; nella loro semplicità ed umiltà sono come dei vessilli innalzati, come delle voci che pronunciano il Nome di Gesù; delle vite che non si nascondono, ma abitano “nel mondo” senza essere “del mondo”;

– il martirio, che bagna di sangue innocente la storia della Chiesa in tutte le epoche, e che negli ultimi tempi ha raggiunto dimensioni inaudite per il numero degli uccisi, non è un incidente di percorso, ma la logica conseguenza del potere di questo mondo che si scaglia contro la presenza dei cristiani. Sì: contro la presenza cristiana, poiché i martiri – di oggi come di ieri – non sono uomini e donne che coltivano nel segreto della loro anima le convinzioni che discendono dalla fede in Cristo, ma uomini e donne, giovani e anziani, persino bambini, che testimoniano una visione diversa della vita, che si pongono, con la loro esistenza, come alternativa alla visione che il potere mondano vuole imporre.

Vorrei questa sera, carissimi Fratelli e Sorelle, ripetere a voi, a noi che percorriamo in preghiera la Via Crucis, che i veri vincitori sono i nostri Martiri, che il loro sangue è seme dei cristiani, e che questo sangue ci interpella sul nostro modo di vivere e di testimoniare la fede… Non siamo qui soltanto a dire l’ingiustizia che nei loro confronti si compie; siamo qui a interrogarci sulla nostra fede, a chiederci se la viviamo nella logica del Vangelo, se siamo attenti a non assorbire lo stile e le idee del mondo sull’uomo e sul senso della vita. Siamo qui a pregare per coloro che soffrono la persecuzione; e a pregare per noi, consapevoli che queste membra della Chiesa la soffrono anche per noi. Siamo qui a rinnovare la consapevolezza che non possiamo vivere senza Cristo; che a tutto possiamo rinunciare, ma non a Cristo; che la fede in Lui vale più della vita stessa, perché una vita senza Cristo è vuota e senza senso. Risuonano forti in questo momento le parole di Gesù:“vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani… E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato” (Mt 10, 17-22).

Ho chiesto, Fratelli e Sorelle, che le Reliquie di alcuni Santi Martiri fossero portate lungo questa Via Crucis, a rappresentare quelle dei Martiri di tutti i tempi, anche quelli di oggi. E prego con voi, lungo il cammino:

Santi Martiri di Cristo,
dal primo, Stefano, fino a quelli di oggi,
noi ascoltiamo il racconto del vostro martirio,
noi veneriamo i vostri corpi, le vostre reliquie, segno visibile dell’amore con cui avete amato Cristo sulla terra e con cui ora lo amate nel cielo; noi chiediamo la vostra intercessione.
Sono sotto gli occhi del Padre le vostre membra piagate, e il Padre vede in esse le ferite del Suo Figlio crocifisso e risorto!
Pregate per noi, o Victores, Vincitori, come vi chiamarono i cristiani fin dai primi secoli!
Chiedete per noi la grazia di volere accogliere Cristo, di saperlo accogliere non a parole, ma con l’Eccomi pronunciato a Nazaret dalla prima discepola del Signore, divenuta Regina dei Martiri!
Gloriosi Martiri di Cristo, pregate per noi!

Carissimi Fratelli e Sorelle, invoco su di voi la Benedizione del Signore: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

† Edoardo, Vescovo

cristiani-mosul-kurdistan-iraq-islamPRIMA STAZIONE

Gesù è condannato a morte
(ritornello)
Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”. Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso (Mt 27, 22-23. 26).

IRAQ

TESTIMONIANZA
Salem Matti Kourk aveva 43 anni. Era cristiano, abitava a Bartalah, una cittadina situata nella piana di Ninive, in Iraq. Quando l’8 agosto del 2014 Bartalah è stata conquistata dai miliziani dello Stato Islamico, il Califfato di Abu Bakr al Baghdadi, la maggior parte dei cristiani aveva già lasciato la città, aggiungendosi alle centinaia di migliaia di profughi incalzati dall’avanzata delle milizie jihadiste. Salem è stato uno dei pochi a rimanere. Non era stato in grado di affrontare il viaggio con il resto della famiglia perché affetto da problemi cardiaci.
Da quel giorno è rimasto nascosto in casa. Ne è uscito il 1° settembre per la prima volta, spinto dalla fame, per procurarsi cibo e acqua, avendo finito tutte le scorte. Ma i jihadisti lo hanno fermato e arrestato a un posto di blocco nel centro della città, di fronte alla chiesa della Vergine Maria. I miliziani volevano che si convertisse all’Islam, gli hanno ingiunto di abiurare il Cristianesimo. Salem ha rifiutato. Lo hanno torturato a morte, ma non ha ceduto. Hanno poi gettato il suo cadavere per strada dove è rimasto finché dei passanti l’hanno raccolto e sepolto.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
La situazione dei cristiani in Iraq è drammaticamente peggiorata nel 2014 con la nascita dello Stato Islamico che oggi controlla vaste estensioni del paese. Tutti i cristiani nello Stato Islamico sono in grave pericolo.

PREGHIAMO
(vengono annunciate alcune intenzioni di preghiera)

ORAZIONE
Cristo, che accetti una condanna ingiusta,
concedi a noi e a tutti gli uomini del nostro tempo
la grazia di essere fedeli alla verità
e non permettere che su di noi
e su quanti verranno dopo di noi
cada il peso della responsabilità
per la sofferenza degli innocenti.
A te, Gesù, giusto Giudice,
l’onore e la gloria nei secoli senza fine.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

chiesa_in_corea2SECONDA STAZIONE

Gesù è caricato della croce
(ritornello)
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re dei Giudei!”. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo (Mt 27, 27-31).

COREA DEL NORD

TESTIMONIANZA
Kim Sang-Hwa è la figlia del capo di una chiesa clandestina della Corea del Nord. Ha saputo che i suoi genitori erano cristiani quando, all’età di 12 anni, ha scoperto per caso una Bibbia in un cassetto nascosto. “Incominciai a tremare – racconta – ero terrorizzata. La scoperta poteva costarmi la vita. Che cosa dovevo fare, mi domandavo. Dovevo parlare con il mio insegnante? Oppure andare dal funzionario di sicurezza? Rimisi la Bibbia al suo posto e per 15 giorni non feci che pensarci. Sapevo che era mio dovere denunciare il libro illegale. Ma d’altra parte si trattava della mia famiglia”. Alla fine Kim ne ha parlato con suo padre. Così ha scoperto di essere cristiana. I suoi genitori da allora le hanno fatto leggere la Bibbia e le hanno insegnato a pregare, raccomandandole sempre di non parlarne con nessuno. “Pregavamo bisbigliando per timore che qualcuno sentisse. Neanche i miei fratelli maggiori sapevano la verità”. Qualche volta si riunivano con altri fedeli per pregare e leggere la Bibbia, ma sempre con la paura che qualcuno facesse la spia. Adesso Kim vive nella Corea del Sud. È riuscita a fuggire, è libera, ma al prezzo di essere separata per sempre dal resto della famiglia.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
La Corea del Nord è il paese in cui i cristiani subiscono le persecuzioni più estreme. Circa un terzo dei coreani detenuti attualmente nei terribili campi di lavoro del regime sono cristiani: da 50.000 a 70.000 persone colpevoli solo di credere in Dio.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Cristo, che accetti la croce dalle mani degli uomini,
per fare di essa
il segno dell’amore salvifico di Dio per l’uomo,
concedi a noi e a tutti gli uomini del nostro tempo
la grazia della fede in questo infinito amore,
affinché, trasmettendo al nuovo millennio
il segno della croce,
siamo autentici testimoni della redenzione.
A te, Gesù, sacerdote e vittima,
la lode e la gloria nei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

asia-bibiTERZA STAZIONE

Gesù cade per la prima volta
(ritornello)
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti (Is 53, 4-6).

PAKISTAN

TESTIMONIANZA
Quando nel 2009 la polizia è andata a prenderla, Asia Bibi, giovane cristiana cattolica madre di cinque figli, subito non ha capito. Aveva avuto una discussione con delle compagne di lavoro musulmane, niente di serio, così credeva. Invece loro l’avevano denunciata, accusandola di aver detto parole offensive contro Maometto: un’accusa gravissima in Pakistan, dove Asia vive e dove la legge punisce la blasfemia –offendere la fede con parole e azioni – anche con la morte. Nel 2010 Asia è stata condannata a morte mediante impiccagione. Nel 2014 la sentenza è stata confermata in secondo grado. Si attende ora l’esito del ricorso presso la Corte Suprema, terzo e ultimo grado di giudizio. Dal 2009 Asia è in prigione. Il giudice Naveed Iqbal, che per primo l’ha condannata, un giorno le ha fatto visita per offrirle la revoca della sentenza, a condizione che si convertisse all’Islam. “Io l’ho ringraziato di cuore per la sua proposta – racconta Asia – ma gli ho risposto con tutta onestà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musulmana. Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto – credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui”.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
I cristiani in Pakistan sono una piccola minoranza discriminata, mal vista e isolata. Per aver chiesto l’abrogazione della legge sulla blasfemia o almeno una riduzione delle pene, nel 2011 il ministro delle minoranze, il cattolico Shahbaz Bhatti, è stato assassinato.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Cristo, che cadi sotto il peso delle nostre colpe
e ti rialzi per la nostra giustificazione,
ti preghiamo,
aiuta noi e tutti coloro che sono schiacciati dal peccato
a rimetterci in piedi
e a riprendere il cammino.
Dacci la forza dello Spirito,
per portare con te la croce della nostra debolezza.
A te, Gesù, schiacciato dal peso delle nostre colpe,
la nostra lode e il nostro amore nei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

nigeria-chiesa di Santo Stefano, ZariaQUARTA STAZIONE

Gesù incontra sua Madre
(ritornello)
Simeone parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2, 34-35. 51).

NIGER

TESTIMONIANZA
Il pastore Zakaria Jadi stava partecipando nella propria chiesa a un incontro con altri sacerdoti quel 16 gennaio del 2015 quando in Niger è esplosa incontrollata la violenza popolare contro i cristiani. Padre Jadi, al verificarsi dei primi attacchi,  è corso ad avvisare i colleghi di portare al sicuro le famiglie. Quando è tornato indietro, ha trovato la chiesa e casa sua devastate. Quel giorno e il giorno successivo sono state saccheggiate e incendiate 45 chiese e si è scatenata una vera e propria caccia ai cristiani, con 10 vittime, una delle quali trovata carbonizzata in una chiesa cattolica. Tornata la calma, i sacerdoti dell’arcidiocesi della capitale Niamey hanno partecipato a una cerimonia simbolica davanti alla statua della Vergine Maria danneggiata nel rogo della chiesa di Sant’Agostino. La domenica successiva tutti i parroci hanno celebrato messa pur senza i paramenti, andati perduti, in chiese riallestite sotto teloni, con sedie affittate e tavoli come altari. Molti fedeli hanno donato parte dei loro salari, tutti si sono offerti per ripulire, liberare dalle macerie, rimediare ai danni e, appena possibile, ricostruire le chiese.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
Il Niger, pur essendo islamico per l’80%, non figurava sin’ora tra i paesi in cui si verificano gravi persecuzioni contro i cristiani. Ma la furia estremista scatenatasi dopo l’8 gennaio in ulteriore appoggio agli attentatori di Parigi, ha dato il via ad una serie incontrollata di violenze contro la minoranza cristiana.

PREGHIAMO

ORAZIONE
O Maria, tu che hai percorso
la via della croce insieme col Figlio,
straziata dal dolore nel tuo cuore di madre,
ma sempre memore del tuo fiat
e intimamente fiduciosa che colui a cui nulla è impossibile
avrebbe compiuto le sue promesse,
impetra per noi e per gli uomini delle future generazioni
la grazia dell’abbandono all’amore di Dio.
Fa’ che, di fronte alla sofferenza, al rifiuto, alla prova,
anche se prolungata ed aspra,
non dubitiamo mai del suo amore.
A Gesù, tuo Figlio,
onore e gloria nei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

laos-cristiani-chiesaQUINTA STAZIONE

Gesù è aiutato dal Cireneo
(ritornello)
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prendere la croce di Gesù (Mt 27, 32).

LAOS

TESTIMONIANZA
In Laos, nell’estate del 2014, sei famiglie cristiane di etnia Hmong, circa 25 persone tra adulti e bambini, sono state costrette a forza a lasciare il loro villaggio, Ko Hai. Senza più casa e mezzi di sussistenza, partiti con quel poco di indumenti e suppellettili che hanno potuto mettere insieme e trasportare, da allora hanno trovato provvisoria accoglienza in un altro villaggio del loro stesso distretto. Le sei famiglie si sono inimicate il resto della comunità per il loro persistente rifiuto di tornare alla religione tradizionale, animista, praticata dalla maggior parte degli abitanti di Ko Hai e dei dintorni. I capi del loro villaggio, con il sostegno delle autorità locali, a luglio avevano arrestato due di loro e, in carcere, avevano tentato di indurli ad abiurare. Vista la loro resistenza, dopo un mese li avevano liberati, ma continuavano ad esercitare pressioni e intimidazioni sulle famiglie finchè, non ottenendo che rinunciassero alla fede cristiana, le hanno espulse. Altri due cristiani Hmong sono in carcere da novembre per la stessa ragione: il rifiuto di abiurare. Fanno parte di un gruppo di sette cristiani, tra cui un ragazzino di 14 anni, arrestati nel nord ovest del paese.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
In Laos i cristiani sono meno del 2% della popolazione. Specie nelle campagne, chi si converte al Cristianesimo e rifiuta di venerare gli antenati e gli spiriti, rischia di subire violenze e di essere espulso dalla comunità. I Hmong sono una minoranza etnica perseguitata dal governo comunista.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Cristo, che a Simone di Cirene
hai conferito la dignità di portare la tua croce,
accogli anche noi sotto il suo peso,
accogli tutti gli uomini
e dona a ciascuno la grazia della disponibilità.
Fa’ che non distogliamo lo sguardo da coloro
che sono schiacciati dalla croce della malattia,
della solitudine, della fame, dell’ingiustizia.
Fa’ che, portando i pesi gli uni degli altri,
diventiamo testimoni del vangelo della croce,
testimoni di te,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

kenya-cristianiSESTA STAZIONE

La Veronica asciuga il volto di Gesù
(ritornello)
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per potercene compiacere
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia (Is 53, 2-3).

KENYA

TESTIMONIANZA
Quando i terroristi al Shabaab hanno incominciato a sparare, Douglas Ochwodho si è finto morto. È stato così l’unico a salvarsi dei 29 cristiani – oltre a lui, 19 uomini e nove donne – che viaggiavano con altre 30 persone su un pullman attaccato nel novembre del 2014 nel nord del Kenya. “Erano somali, una decina, pesantemente armati – ha raccontato un altro superstite, un islamico – Quando ci hanno fatti scendere, hanno ordinato a tutti di leggere alcuni versi del Corano in arabo. A quelli che non sono stati capaci di farlo, hanno ingiunto di stendersi per terra e poi li hanno uccisi sparando loro in testa a bruciapelo”. Anche un anno prima, durante l’assalto a un centro commerciale della capitale Nairobi, gli al Shabaab avevano individuato i musulmani facendo recitare alla gente presa in ostaggio versi del Corano e preghiere in arabo e li avevano fatti uscire sani e salvi dall’edificio. Le vittime erano state 67. Nel 2014 sono morti in questo modo, individuati come cristiani e per questo uccisi, 36 operai di un cantiere, 48 abitanti di una cittadina e 15 residenti in due villaggi in cui sono state anche rapite 12 donne. E’nell’agosto del 2014, che per la prima volta, in Kenya, gli al Shabaab hanno sequestrato e decapitato un cristiano.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE

Gli  autori delle stragi contro i Cristiani, in Kenya, sono un gruppo di integralisti islamici legato ad al Qaida, che da anni recluta giovani leve tra la popolazione musulmana e che dal 2011 ha intensificato gli attentati, concentrandosi sempre più sui Cristiani. Quasi sempre, per inefficienza e scarsa motivazione da parte delle autorità, i colpevoli  restano impuniti.

PREGHIAMO

ORAZIONE

Signore Gesù Cristo,
tu che hai accettato
il gesto disinteressato d’amore di una donna
e in cambio hai fatto sì
che le generazioni la ricordino
con il nome del tuo volto,
concedi che le opere nostre,
e di tutti coloro che verranno dopo di noi,
ci rendano simili a te
e lascino al mondo il riflesso del tuo infinito amore.
A te, Gesù, splendore della gloria del Padre,
lode e gloria nei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

Catholics celebrate Good Friday in JerusalemSETTIMA STAZIONE

Gesù cade per la seconda volta
(ritornello)
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote
che non sappia compatire le nostre infermità,
essendo stato lui stesso provato in ogni cosa,
come noi, escluso il peccato (Eb 4, 15).

SRI LANKA

TESTIMONIANZA
Il 12 gennaio del 2014, in pieno giorno, nel sud dello Sri Lanka, sono state attaccate due chiese. Una folla guidata da otto monaci buddisti ha prima circondato gli edifici scagliando pietre e mattoni. Poi, malgrado la presenza delle forze dell’ordine che hanno assistito all’attacco senza intervenire, ha fatto irruzione all’interno, danneggiando seriamente le strutture e dando fuoco a simboli e libri religiosi, incluse alcune Bibbie. Non era la prima volta che succedeva. Nel 2013 gruppi estremisti buddisti hanno compiuto decine di attacchi ai danni della comunità cristiana. I monaci buddisti sorvegliano e minacciano i Cristiani aizzando la popolazione contro di loro. Le autorità religiose cristiane hanno più volte denunciato il clima di crescente intolleranza che costringe i fedeli a essere molto prudenti. Difficilmente i Cristiani osano parlare della loro religione con altri. Hanno paura a incontrarsi persino in privato e hanno difficoltà a  procurarsi materiale di carattere religioso. Sono trattati come cittadini di seconda classe, specie i Cristiani di etnia Tamil e Singalese, guardati con sospetto, spesso diffamati, denigrati e attaccati. Molti bambini cristiani non vengono ammessi nelle scuole pubbliche a causa della fede dei loro genitori.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
Nello Sri Lanka il buddismo è la religione di stato. Questo riconoscimento ufficiale rafforza il potere dei radicali buddisti sulle minoranze religiose. Incendi di chiese e abitazioni, chiusura forzata di chiese, atti di vandalismo, vengono compiuti impunemente, nell’indifferenza del governo che non fa niente per proteggere i Cristiani.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che cadi sotto il peso del peccato dell’uomo
e ti rialzi per assumerlo su di te e cancellarlo,
da’ a noi, uomini deboli,
la forza di portare la croce della quotidianità
e di rialzarci dalle nostre cadute,
per recare alle generazioni che verranno
il Vangelo della tua potenza salvifica.
A te, Gesù, sostegno della nostra debolezza,
la lode e la gloria nei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

OTTAVA STAZIONE

Le donne di Gerusalemme piangono su Gesù
(ritornello)
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato… Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?” (Lc 23, 27-29. 31).

ALLAFGHANISTAN

TESTIMONIANZA
Lo scorso dicembre a Kabul, la capitale dell’Afghanistan, i talebani hanno fatto irruzione in casa di Werner Groenewald e lo hanno ucciso insieme ai suoi due figli di 15 e 17 anni. Poi hanno dato fuoco all’abitazione. La moglie di Werner, Hannelie, si è salvata perché in quel momento era al lavoro nell’ospedale in cui presta servizio. I coniugi Groenewald, cristiani originari del Sudafrica, erano entrambi in Afghanistan dal 2002 per conto della cooperazione internazionale. Ma si era diffusa la voce che in realtà fossero dei missionari incaricati di convertire i musulmani al Cristianesimo. Quello contro Werner è stato l’ultimo di una serie di attentati compiuti nel 2014 contro i cooperanti cristiani che si prodigano per la ricostruzione del paese, accusati dai talebani e sospettati da una parte della popolazione di svolgere opera di proselitismo.  Gli afghani che si convertono sono considerati traditori, vengono espulsi dalle loro comunità, rinnegati dagli stessi parenti e non di rado uccisi. Alcuni, per non destare sospetti, continuano a frequentare la moschea. C’è un cristiano, uno solo, al sicuro: è Rula Ghani, moglie del presidente eletto nel settembre 2014, Ashraf Ghani, che è una cristiana di origine libanese. Porte Aperte, l’associazione internazionale in difesa dei cristiani perseguitati, esorta a pregare perché possa far cambiare atteggiamento nei confronti dei cristiani.

Silenzio o intermezzo

SITUAZIONE

L’Afghanistan è forse lo stato più pericoloso per i cooperanti cristiani. La Costituzione afghana non riconosce l’esistenza di cittadini cristiani e i pochi credenti praticano la fede in assoluto segreto, in quanto può costare la vita.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Cristo, che sei venuto in questo mondo,
per visitare tutti coloro che attendono la salvezza,
fa’ che la nostra generazione
riconosca il tempo in cui viene visitata
e abbia parte ai frutti della tua redenzione.
Non permettere che su noi
e sugli uomini del nuovo secolo
si debba piangere perché abbiamo respinto
la mano del Padre misericordioso.
A te, Gesù, nato dalla Vergine Figlia di Sion,
onore e gloria nei secoli eterni.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

India Gang RapeNONA STAZIONE

Gesù cade per la terza volta
(ritornello)
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11, 28-29).

INDIA

TESTIMONIANZA
Il pastore evangelico Sanjeevulu, guida del gruppo “Amici di Hebron”, è stato il primo di una serie di cristiani vittime dell’intolleranza nel 2014 in India. L’11 gennaio a Vikarabad, nell’Andra Pradesh, quattro uomini si sono presentati a casa sua e lo hanno indotto a uscire in strada sostenendo di voler pregare con lui. Invece lo hanno aggredito infliggendogli sette coltellate e colpendolo con mazze e bastoni. L’uomo è deceduto due giorni dopo. La moglie, accorsa alle sue grida e anch’essa ferita, è sopravvissuta. I leader cristiani locali hanno organizzato una manifestazione pacifica per chiedere giustizia. Alcuni dei fedeli che vi hanno partecipato sono però stati arrestati. È possibile che l’omicidio fosse premeditato da tempo. Tre mesi prima il pastore aveva infatti subito minacce dai membri di un gruppo fondamentalista indù con i quali aveva avuto una discussione. Un’accusa ricorrente rivolta ai cristiani, che scatena la violenza popolare e legittima arresti e detenzioni, è quella di comprare le conversioni con denaro e di “estorcerle” con attività caritatevoli e assistenziali. Disturba in particolare l’opera di promozione dei cristiani nei confronti dei fuori casta, gli intoccabili dalit, emarginati e discriminati dal sistema induista delle caste.

Silenzio e intermezzo

SITUAZIONE
Aggressioni, linciaggi, arresti immotivati, attentati a chiese, scuole e a proprietà di cristiani sono realtà quotidiana in India. A perseguitare i Cristiani, meno del 3% della popolazione, sono i fondamentalisti indù che dal  2014, con la vittoria elettorale del partito nazionalista, sono diventati ancora più aggressivi.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che per la tua umiliazione sotto la croce
hai rivelato al mondo il prezzo della sua redenzione,
da’ agli uomini del terzo millennio
la luce della fede,
affinché riconoscendo in te
il Servo sofferente di Dio e dell’uomo,
abbiano il coraggio di seguire lo stesso cammino,
che, attraverso la croce e la spoliazione,
porta alla vita che non avrà fine.
A te, Gesù, sostegno della nostra debolezza,
onore e gloria nei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

DECIMA STAZIONE

I soldati si dividono le vesti di Gesù
(ritornello)
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte (Gv 19, 23-24).

indonesia-chiesa-distrutta-cristianiINDONESIA

TESTIMONIANZA
In Indonesia la persecuzione contro i cristiani – circa 36 milioni su una popolazione di 255 milioni – si manifesta anche con vessazioni e divieti continui, tra i quali il complesso iter burocratico imposto ai cristiani per la costruzione di edifici religiosi, a causa del quale possono trascorrere anni prima che si ottengano tutte le autorizzazioni. Trattandosi di luoghi di culto, è inoltre necessario il nulla osta dei residenti e del locale gruppo per il dialogo interreligioso. Nel 2014, per il terzo anno consecutivo, la comunità protestante della Yasmin Church di Bogor è stata costretta a celebrare il Natale senza la propria chiesa perché da anni le autorità, su richiesta della popolazione islamica istigata da gruppi integralisti, ne hanno interrotto la costruzione con il pretesto di irregolarità nei permessi di costruzione. Per niente demoralizzati, i cristiani di Bogor hanno deciso di ritrovarsi all’aperto e in luoghi d’emergenza. Per protesta, inoltre, ogni 15 giorni svolgono il servizio domenicale davanti al palazzo presidenziale nella vicina Giacarta. Nel 2013 e nel 2014 la comunità ha celebrato il Natale sul terreno della chiesa in costruzione in una struttura riparata da un tetto ma priva di mura, mentre centinaia di agenti di polizia  tenevano a bada una folla intenzionata a impedire lo svolgimento della funzione.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
Gli integralisti islamici rappresentano una seria minaccia specie in alcune provincie del paese, dove nel 2014 più di 30 chiese cristiane di varie denominazioni sono state costrette a chiudere o sono state attaccate.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Signore Gesù,
che con totale dedizione hai accettato la morte di croce
per la nostra salvezza,
rendi noi e tutti gli uomini del mondo
partecipi del tuo sacrificio sulla croce,
affinché il nostro esistere e il nostro operare
abbiano la forma di una partecipazione
libera e consapevole
alla tua opera di salvezza.
A te Gesù, sacerdote e vittima
onore e gloria nei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

nigeria-boko-haram-cristiani-bornoUNDICESIMA STAZIONE

Gesù inchiodato sulla croce
(ritornello)
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”. Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male”. E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23, 39-43)..

NIGERIA

TESTIMONIANZA
Nell’aprile del 2014 oltre 200 studentesse cristiane, di età tra i 16 e i 18 anni, sono state rapite in un collegio della Nigeria da Boko Haram, il movimento integralista islamico che combatte per imporre la legge coranica nel paese. Poche settimane dopo il sequestro, è stato diffuso un video che le mostrava ricoperte dal velo islamico. Il leader del gruppo, Abubakar Shekau, sosteneva, nel video, che si erano tutte convertite all’Islam e che sarebbero state maritate a dei combattenti o vendute come mogli a degli islamici. Si ritiene che alcune ragazzine vengano usate come bombe umane nei frequenti attentati dinamitardi compiuti da Boko Haram. Ma non si saprà mai il loro destino nè quello delle molte altre donne rapite nel corso degli anni. Nella diocesi di Maiduguri, che comprende molti dei territori occupati e minacciati dai jihadisti, si contano almeno 50 chiese distrutte, 200 abbandonate, quattro conventi anch’essi chiusi. Oltre metà dei sacerdoti della diocesi sono stati costretti a fuggire. “Gli estremisti – ha raccontato il vescovo di Maiduguri, monsignor Oliver Dashe Doeme – ti puntano la pistola o il coltello e ti dicono che se non ti converti verrai ucciso. Tanti miei fedeli sono stati uccisi per essersi rifiutati”. “I nostri cristiani – ha detto di recente il responsabile delle comunicazioni della diocesi di Maiduguri – stanno veramente pagando il prezzo della loro fede”.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
Da agosto Boko Haram controlla un vasto territorio nel nord est della Nigeria: un califfato che da poco ha giurato fedeltà allo Stato Islamico. Migliaia di cristiani sono stati uccisi nei raid contro di loro, circa metà sono sfollati, ma quelli intrappolati nel Califfato vivono nel terrore.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Cristo innalzato,
Amore crocifisso,
riempi i nostri cuori del tuo amore,
affinché riconosciamo nella tua croce
il segno della nostra redenzione
e, attratti dalle tue ferite,
viviamo e moriamo con te,
che vivi e regni con il Padre e con lo Spirito,
ora e nei secoli senza fine.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

persecuzioni-cristianiDODICESIMA STAZIONE

Gesù muore sulla croce
(ritornello)
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”… E Gesù, emesso un alto grido, spirò (Mt 27, 45-46. 50).

TESTIMONIANZA – SITUAZIONE
Nel 2014, ogni mese, in media, sono state distrutte 214 chiese e proprietà di Cristiani, inclusi orfanotrofi, ambulatori, ospedali e scuole. Nel 2014, ogni mese, in media, si sono verificati 722 episodi gravi di violenza: aggressioni, percosse, rapimenti, stupri, matrimoni forzati… Nel 2014, oltre 100 milioni di Cristiani hanno sofferto a causa della fede. Nel 2014, ogni mese, in media,  sono stati uccisi 322 Cristiani, unicamente per il fatto di esserlo. Nel 2014, in tutto, sono state uccise quasi 3.900 persone.

ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
tu che al momento dell’agonia
non sei rimasto indifferente alla sorte dell’uomo
e insieme al tuo ultimo respiro
hai affidato con amore alla misericordia del Padre
gli uomini e le donne di tutti i tempi
con le loro debolezze ed i loro peccati,
riempi noi e le generazioni future
del tuo Spirito d’amore,
affinché la nostra indifferenza non renda vani in noi
i frutti della tua morte.
A te, Gesù crocifisso, sapienza e potenza di Dio,
onore e gloria nei secoli eterni.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

APTOPIX PakistanTREDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce
(ritornello)
C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo… Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato (Mt 27, 55. 57-58).

PAKISTAN

TESTIMONIANZA
I Cristiani pakistani non solo sono minacciati dai terroristi, ma anche da una parte della popolazione che ne subisce l’influenza. Dopo averli torturati per due giorni, il 2 novembre 2014 una folla di 500-600 persone ha spinto in una fornace due giovani sposi cristiani e li ha bruciati vivi. La violenza si è scatenata quando alcune persone dagli altoparlanti di una moschea hanno diffuso la falsa notizia che la coppia aveva dissacrato il Corano bruciandone alcune pagine. Shama, la moglie, era incinta. La coppia lascia orfani quattro bambini. Nel settembre del 2013, a Peshawar, due attentatori suicidi all’uscita dalla messa della domenica avevano ucciso più di 80 persone ferendone 120. Domenica 15 marzo scorso, due attentati suicidi hanno colpito due chiese in un sobborgo di Lahore. L’intenzione di arrecare il massimo danno è evidente perché le chiese, vicine una all’altra, e i loro dintorni, erano gremiti di fedeli convenuti per partecipare alla messa. Il bilancio, di 17 morti e 70 feriti, sarebbe stato ben più grave se uno dei vigilanti all’ingresso delle chiese, resosi conto del pericolo,  non avesse fermato uno degli attentatori abbracciandolo e impedendogli così di entrare mentre si faceva esplodere: un atto di eroismo che gli è costato la vita. Il 5 marzo un giovane cristiano di Lahore è stato torturato per una notte intera dalla polizia ed è deceduto per le violenze subite. Il suo cadavere è stato poi gettato davanti alla porta dei suoi genitori la mattina successiva. Era stato arrestato nell’ambito di una inchiesta per un furto di cui sua madre era stata accusata e di cui lei continua a proclamarsi innocente.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
In Pakistan, nonostante le parole che si sprecano, da parte del governo, ogni qualvolta si verifichino violenze, mancano adeguate tutele da parte dalle autorità nei confronti dei Cristiani, quando non sono le stesse forze dell’ordine a infierire su di loro, nella più completa impunità..

PREGHIAMO

ORAZIONE
Salve, Regina, mater misericordiæ;
vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Ad te clamamus…
Impetraci la grazia della fede, della speranza e della carità,
affinché anche noi, come te,
sappiamo perseverare sotto la croce
fino all’estremo respiro.
Al tuo Figlio, Gesù, nostro Salvatore,
con il Padre e con lo Spirito Santo,
ogni onore e gloria nei secoli dei secoli.
R. Amen.

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

taz-copti-cristoQUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto nel sepolcro
(ritornello)
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria (Mt 27, 59-61).

LIBIA

TESTIMONIANZA
A febbraio 21 cristiani copti, tutti operai di nazionalità egiziana, sono stati decapitati in Libia dai combattenti dello Stato Islamico che li avevano rapiti alcune settimane prima. Il video dell’esecuzione, diffuso dai jihadisti, li mostra vestiti con tute arancione, inginocchiati uno accanto all’altro su una spiaggia, ciascuno con alle spalle un uomo mascherato vestito di nero. La decapitazione è stata simultanea. Una didascalia spiegava che erano stati condannati a morte a causa della loro fede: “gente della Croce, seguaci dell’ostile Chiesa egiziana”. Dai movimenti delle loro labbra si è capito che alcuni sono morti invocando il Signore, Gesù Cristo. “Il nome di Gesù è stata la loro ultima parola – ha detto il vescovo di Giza, Monsignor Antonios Mina – Come i primi martiri della Chiesa, si sono rimessi nelle mani di Colui che poco dopo li ha accolti. Quel nome, sussurrato negli ultimi istanti di vita, è stato il sigillo del loro martirio”. Il governo egiziano ha disposto la costruzione di una chiesa, dedicata ai 21 martiri, a Minya, la città da cui provenivano quasi tutte le vittime. Esponenti della comunità cattolica hanno deciso di restare in Libia nonostante la situazione: “Siamo rimasti in pochi – diceva a febbraio all’agenzia Fides Monsignor Giovanni Martinelli, vescovo di Tripoli – Per la maggior parte si tratta di infermiere filippine che hanno deciso di rimanere perchè in città c’è estremo bisogno di assistenza medica. È per loro che resto. Come ho detto molte altre volte, finchè in Libia c’è anche un solo cristiano, io resto”.

Silenzio o intermezzo musicale

SITUAZIONE
Lo Stato Islamico di Abu Bakr al Baghdadi si estende ormai anche in Libia, dove da mesi le nere bandiere del Califfato sventolano sugli edifici pubblici delle città di Derna e Sirte.

PREGHIAMO

ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che dal Padre, nella potenza dello Spirito Santo,
sei stato condotto dalle tenebre della morte
alla luce di una nuova vita nella gloria,
fa’ che il segno del sepolcro vuoto
parli a noi e alle generazioni future
e diventi fonte di viva fede,
di carità generosa
e di saldissima speranza.
A te, Gesù, presenza nascosta e vittoriosa
nella storia del mondo,
onore e gloria nei secoli.
R. Amen. 

v/ Stabat Mater Dolorosa, iuxta crucem lacrimosa….

MUSICA DELLA RISURREZIONE

Foto Ansa


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