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Uno schiaccianoci dickensiano

dicembre 21, 2015 Giuseppe Pennisi

Spettacolo tradizionale delle feste di fine anno, il balletto Lo schiaccianoci, ha conosciuto dal suo debutto a oggi, diverse versioni.

© Yasuko Kageyama Rebecca Bianchi e Michele Satriano ne Lo schiaccianociSino a venerdì 8 gennaio 2016 andrà in scena al Teatro dell’Opera  di Roma Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini con il quale si inaugura la Stagione di Balletto 2015-2016 del Teatro dell’Opera di Roma, la prima della neo Direttrice Eleonora Abbagnato. È un’edizione quasi dickensiana del balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij, spettacolo tradizionale delle feste natalizie. Non tanto perché ambientato ai giorni d’oggi nel mondo dell’alta finanza non dell’aristocrazia della Russia Imperiale ma perché, mantenendo la partitura immutata, diventa un Bildungsroman in cui la protagonista prende coscienza delle diseguaglianze sociali. Forse una lettura più in linea con i sentimenti di Čajkovskij, a cui era stato commissionato un divertissment natalizio ma stava componendo la sesta sinfonia ed era nel pieno della crisi esistenziale che, di lì a poco, lo porterà al suicidio.

Un breve cenno storico: Lo schiaccianoci di L. Ivanov e M. Petipa su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij debuttò il 18 dicembre del 1892 al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo debuttava da l’Histoire d’un casse-noisette di Alexandre Dumas (1845), versione edulcorata di Casse-Noisette et le Roi des rats di E.T.A. Hoffmann (1816).

Spettacolo tradizionale delle feste di fine anno, il balletto Lo schiaccianoci, ha conosciuto dal suo debutto a oggi, diverse versioni. Il suo libretto e struttura si prestano a una libertà di interpretazione che ha ispirato anche il regista e coreografo italiano Giuliano Peparini. Partendo dal racconto di E.T.A. Hoffman, il coreografo si sofferma su quello di Dumas, per arrivare ad un suo adattamento molto personale che nel rispetto della tradizione, si presenta plurale nello stile e poliglotta nella drammaturgia.

Nelle parole di Giuliano Peparini: “Essendo cresciuto tra codici e schemi – dopo esperienze dal respiro artistico più ampio e variegato – torno oggi al balletto classico con una nuova consapevolezza e visione. Il mio Schiaccianoci è  un albero di Natale con tanti colori, dove l’essenziale è ben organizzare questa diversità, una fusion stilistica di danze molto diverse tra di loro. Quando creo, agisco per necessità e sulla base di questa, uso un linguaggio classico o contemporaneo, street o musical, un melting pot di movimento che mi rappresenta in quel momento. In schiaccianoci c’è una storia, ma è la storia che nasce dalla mia visione della società, dalla mia sensibilità: per esempio non ci sarà la canonica trasformazione dello schiaccianoci pupazzo in principe, ma una trasformazione più sottile, contemporanea, quella che ci investe tutti i giorni, camminando per strada. Marie incontra da subito il suo principe, ma non lo capisce. Lo scopre lentamente, attraverso l’innamoramento. Ancora, il Re dei topi e il suo esercito sono i ragazzi bulli, compagni di François, i bad boys che incarnano quell’elemento oscuro che attanaglia l’adolescenza di molti dei nostri ragazzi”.

Quindi, Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini è una rilettura in chiave contemporanea dal forte taglio teatral.L’interpretazione della partitura musicale è affidata al direttore David Coleman, le scene a Lucia D’Angelo e Cristina Querzola, i costumi a Frédéric Olivier, la video grafica a Gilles Papain e le luci a Jean- Michel Désiré. E , come illustrato, il Sovrintendente Carlo Fuortes ci dice : “Per tanti motivi questo schiaccianoci non sarà una produzione come le altre. È la prima del Corpo di Ballo con la Direzione di Eleonora Abbagnato. È una nuova creazione, un nuovo allestimento: una scommessa per il Teatro dell’Opera. La Direttrice ha voluto fortemente il coreografo e regista Giuliano Peparini ed io ho creduto in questa scelta. Stiamo lavorando bene e ci sono tutti i presupposti per vincere questa scommessa”. Un vero trionfo alla prima il 20 gennaio:la protagonista, la giovanissima Roberta Bianchi, è stata promossa ‘prima ballerina’ sul campo durante le ovazioni al termine dello spettacolo. 

La Locandina 

Lo schiaccianoci

Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Balletto in due atti da un racconto di E.T.A Hoffmann

Adattamento di Giuliano Peparini

Direttore David Coleman

Coreografia Giuliano Peparini

Scene Lucia D’Angelo e Cristina Querzola

Costumi Frédérc Olivier

Video Grafica Gilles Papain

Luci JeanMichel Désiré

Interpreti principali

Marie Rebecca Bianchi 20, 22, 23, 30 (20.00) 31 (18.00) dicembre, 2 (20.00), 5, 8 (20.00) gennaio/ Susanna Salvi 24 (11.00), 27 (16.30), 29 (20.00) dicembre, 6 (16.30), 7 (20.00) gennaio/Sara Loro 2 (15.00), 3 (16.30) gennaio

Nipote di Drosselmayer Michele Satriano 20, 22, 23, 30 (20.00), 31 (18.00) dicembre, 2 (20.00), 5, 8 (20.00) gennaio/Claudio Cocino 24 (11.00), 27 (16.30), 29 (20.00), 2 (15.00), 3 (16.30), 6 (16.30), 7 (20.00) gennaio

Zio Drosselmayer Claudio Cocino 20, 22, 30 (20.00), 31 (18.00) dicembre, 5, 8 (20.00) gennaio/Alessio Rezza 23, 29 (20.00) dicembre, 2 (20.00), 6 (16.30), 7 (20.00) gennaio/ Giuseppe Schiavone 24 (11.00), 27 (16.30) dicembre/ Jacopo Giarda 2 (15.00), 3 (16.30) gennaio

Regina delle Nevi Alessandra Amato 20, 22, 23, 30 (20.00) 31 (18.00) dicembre, 2 (20.00), 5, 8 (20.00) gennaio/ Marianna Suriano 24 (11.00) dicembre, 2 (15.00), 6 (16.30) gennaio/Annalisa Cianci 27 (16.30) dicembre/ Elena Bidini 29 (20.00) dicembre, 3 (16.30), 7 (20.00) gennaio

Con l’Orchestra, la Prima Ballerini, i Solisti, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera e con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera


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