Mori assolto. «La vittoria dei fatti su teorie e teoremi»

La Cassazione conferma l’assoluzione dell’ex generale e del colonnello Obinu. Non ci fu alcun mancato blitz per la cattura di Provenzano. Cosa disse Mori all’incontro di Tempi

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All’incontro organizzato da Tempi nel settembre 2012 l’aveva detto chiaro e tondo: «La cattura di Riina è stato il più grande errore della mia vita. E questo non mi è mai stato perdonato perché è dal 1994 che io sono sotto processo, mediatico e giudiziario». Dopo essere stati assolti in primo grado e in appello, ieri è arrivata per l’ex generale dei carabinieri Mario Mori e per il colonnello Mauro Obinu anche la sentenza della Cassazione. I due, imputati per favoreggiamento aggravato alla mafia, sono dunque considerati innocenti in via definitiva. Non ci fu alcun mancato blitz per la cattura di Bernardo Provenzano.

SERVITORI DELLO STATO. L’ex generale ha fatto alcune dichiarazioni all’Ansa, nel suo solito modo pacato e chiaro: «Sono soddisfatto, certo, ma devo dire che, avendo la coscienza a posto, sono sempre stato molto tranquillo. Ho letto le carte, mi sono documentato. Non ho perso tempo, anzi l’ho guadagnato». Anche l’avvocato di Mori, Basilio Milio, ha messo in rilievo che «la Suprema Corte con questa sentenza ha suggellato quelle che sono state le valutazioni espresse dai giudici di merito su queste vicende, condensate in due monumenti del diritto di circa 1800 pagine, le sentenze di primo e di secondo grado. Oggi si è realizzata in primo luogo una vittoria delle Istituzioni e, poi, anche quella degli imputati, generale Mori e colonnello Obinu, i quali hanno sempre servito fedelmente questo Paese ed hanno dato, con il loro comportamento processuale e con la rinuncia alla prescrizione, la ennesima prova di tale loro correttezza, attaccamento allo Stato e fiducia nella Giustizia. Questa sentenza rappresenta anche la sconfitta di teorie e teoremi che necessariamente soccombono davanti ai fatti».

TRATTATIVA FARLOCCA. Per l’ex generale, dunque, rimane un ultimo scoglio da superare e riguarda il processo sulla cosiddetta trattativa stato mafia. Processo che, ormai, se si pensa alla grande risonanza che aveva solo qualche anno fa, si è – non solo mediaticamente – assai sgonfiato. La stessa assoluzione di Calogero Mannino, che aveva chiesto il rito abbreviato, gli ha ormai dato il colpo definitivo. Il fatto che il pm Nino Di Matteo si sia detto disponibile a scendere in politica, è solo una curiosa coincidenza cui solo i grillini paiono credere.

Foto Ansa

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