Twal: «Per i cristiani in Medio Oriente è un calvario. Dove andremo? In Arabia Saudita?»

Drammatica intervista a radio Vaticana del patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, che ha descritto le difficili situazioni in cui vivono i cristiani, in particolare quelli siriani

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Drammatica intervista a Radio Vaticana del patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, che ha parlato della difficilissima situazione dei credenti in tutto il Medio Oriente. «In passato io dicevo – ha spiegato Twal – che noi di Gerusalemme siamo la Chiesa del Calvario, ma ormai tutto il Medio Oriente è chiesa del calvario, anzi la situazione in Siria è peggiore della nostra. Noi non possiamo dimenticare la Siria, non possiamo dimenticare i nostri cristiani che vivono lì. Non possiamo tacere. La violenza in se stessa è da condannare. Poi la cosa peggiore in Siria è l’incognita di quello che verrà dopo. Non sappiamo quello che verrà dopo. C’è un piano internazionale per cambiare la situazione, ma su ciò che verrà dopo c’è sempre un silenzio totale. Sarà peggio? Non lo so… C’è l’esempio dell’Iraq, l’esempio dell’Egitto, di fronte a noi… e ora la Siria: sarà la stessa cosa, chiaramente. Noi, certo, speriamo che non sarà lo stesso, magari! Ma cambiare tanto per cambiare non serve né ai diritti umani, né al rispetto della persona, né alla pace in medio Oriente!».

GIORDANIA. Twal ha anche spiegato di essere preoccupato per l’evolversi della situazione in Giordania: «La Giordania che è il polmone del patriarcato. La maggioranza dei nostri preti viene da lì, la maggioranza dei seminaristi viene da lì. La Giordania è finora l’unico Paese dove c’è stabilità e dove i cristiani e i non cristiani possono rifugiarsi. È il caso di tanti iracheni, tanti siriani, è il caso di tanti egiziani che vengono a cercare lavoro, sono tutti da noi in Giordania… La mia domanda, che non è bella è: ma se capita qualche cosa in Giordania, dove vanno questi cristiani? In Arabia Saudita? Dove andiamo? Sì, sono preoccupato».
infine il patriarca ha concluso: «Abbiamo bisogno di più fede per poter resistere alle difficoltà e continuare e dare testimonianza con più entusiasmo».

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