“Tutti dovrebbero fare un po’ di galera nella vita”. Cosa c’è su Tempi

Il mensile di settembre è dedicato alla libertà, negata e redenta dietro le sbarre. Un saggio di Berdjaev, un articolo di Maddalena sul desiderio e interviste a Scola e Galland

  • 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    2
    Shares

Il numero di Tempi mensile di settembre è dedicato alla libertà. E per affrontare il tema abbiamo deciso di parlare del luogo dove questa libertà è negata, il carcere. Però, siccome siamo Tempi e ci piace prendere i tornanti contromano, lo abbiamo fatto secondo una prospettiva inedita. Il titolo infatti è: “Tutti dovrebbero fare un po’ di galera nella vita”.
Per scoprire cosa abbiamo scritto, dovete – se non l’avete ancora fatto – abbonarvi. Gli articoli del mensile Tempi si leggono solo su carta (attiveremo la modalità online, ma sempre e solo per abbonati, a giorni). In ogni caso, per stuzzicare un po’ la vostra curiosità, ecco qui qualche anticipazione.

IL TEMA DI COPERTINA. Dunque, la galera dicevamo. Il punto d’osservazione è quello esplicitato in prima pagina: «Non c’è giustizia senza perdono e non c’è perdono senza giustizia. Storie non edulcorate di ladri, rapinatori e poco di buono che hanno visto la propria esistenza redenta e finalmente liberata da un incontro dietro le sbarre».
Ecco gli articoli:
“Lorenzo, fine pena 2037. E poi, all’improvviso, tutto quel cielo azzurro”
di Emanuele Boffi
“Quei ragazzi cattivi cattivi a cavalcioni del gargoyle”
Erano i figli di chi li ha creduti immuni dal male, ha minimizzato il loro male, li ha ridotti al loro male. Ora hanno trovato un padre. Che ha issato la croce là dove c’era un forno, la lavanderia nel porcile, i letti nelle stalle. Viaggio a Borgo Amigò
di Caterina Giojelli
“Galeotto fu l’incontro”
Le perquisizioni, le ore in sala d’aspetto, un bacio ogni sessanta giorni. Poi il matrimonio, la pattuglia sotto casa e “un figlio in prestito”. Cosa significa sposare un detenuto e imparare che l’amore è misericordia
di Giuditta Boscagli
“Giovanni, ergastolano, sarà dottore in Filosofia”
Il racconto di un professore universitario che sta aiutando un detenuto a preparare la tesi di laurea su Emmanuel Lévinas. «Grazie a lui riesco a vedere qualcosa che non avevo visto prima»
di Giuseppe Pintus
«Come è possibile vivere in modo diverso da come ho vissuto io?»
Il metodo di “Incontro e presenza”
“Non c’è perdono senza giustizia”
Il pelagianesimo moderno vuole farci credere che non esiste né reato né reo, ma che il male possa essere prevenuto grazie a procedure. Lo psichiatra si sostituisce al giudice; l’uomo può «salvare» l’uomo. Ma senza senso di colpa e apertura al Mistero non c’è redenzione
di Guido Brambilla
“La schiavitù inizia nell’ignoranza dell’intelligencija”
«Una società senza verità né fondamenti oggettivi sarà totalmente disumana anche se verrà costruita in nome dell’umanesimo». Così, già nell’ottobre del 1917, il grande Berdjaev previde lucidamente il devastante fallimento a cui era destinata la rivoluzione russa
di Nikolaj Berdjaev
PRIMALINEA.
Il tema del primalinea è l’islam. In particolare l’islam in Francia.
“Francesi stranieri a casa loro”
Un musulmano su due tra i 14 e i 16 anni non condanna del tutto gli attentati a Charlie Hebdo, uno su tre ha una concezione assolutista della religione e il 20 per cento legittima l’uso delle armi per difendere il Corano. Intervista a Olivier Galland, il sociologo che ha sconvolto la République con il suo studio
di Leone Grotti

IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE.
Questo mese “Il nocciolo della questione” è il desiderio.
“Desiderate tutto. Desiderate il vero”
Migliaia di studenti a battagliare sulla natura totalizzante di un’energia che i filosofi hanno cercato o di sopire o di lasciare andare. Cosa c’entra il cristianesimo con tutto ciò? L’“occasione” delle Romanae Disputationes
di Giovanni Maddalena

TUTTO IL RESTO.
“Il crinale su cui cammina la Chiesa”
L’attualità della proposta cristiana e Alfie Evans, il ponte di Genova e il dono di papa Francesco. Intervista al cardinale Angelo Scola
di Rodolfo Casadei
“Ne ucciderà più la lentezza del terremoto”
Cronache dai paesi colpiti dal sisma, dimenticati dai media e preda della burocrazia. Tre proposte pratiche per salvare lo scrigno della bellezza italiana, le sue pievi, i manoscritti di Leopardi e quei suoi abitanti “eroi” che non vogliono abbandonare la terra dove sono nati
di Vittorio Robiati Bendaud
“Di libertà si può morire”
Trasparenza, autenticità, emozione, mobilità. Sono i “bisogni” che tutti noi moderni inseguiamo per realizzarci. Ma siamo sicuri che non finiranno per fare da sbarre alla nostra prigione? Pensieri di un filosofo tedesco-coreano che forse riderebbe di certi dibattiti su precariato e “decreto dignità”
di Rodolfo Casadei
RUBRICHE.
Troverete sempre i nostri rubrichisti: Amicone, Berlicche, Cesana, Invernizzi, Farina, Mantovano, Mercati, Trento, Corigliano, Clericetti, Fortunato, Cobianchi, Fred Perri e la sempre sorprendente Corradi.
Buona lettura e continuate ad abbonarvi!

  • 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    2
    Shares