Torino. «I tagli alle scuole paritarie sono una mossa ideologica dei grillini»

Il sindaco Chiara Appendino aveva promesso di ridurre il taglio da 750 mila a 500 mila euro, poi ha cambiato idea. «È un attacco alle famiglie»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

scuola-torino-ansa

La giunta torinese del M5s si rimangia le promesse e conferma il taglio di 750 mila euro ai fondi destinati alle scuole materne cattoliche della Fism. L’anno scorso erano stati stanziati 3 milioni di euro, quest’anno invece verranno ridotti del 30 per cento: il contributo dunque scenderà a 2 milioni e 250 mila euro. La drastica riduzione dei contributi per le paritarie, contenuta nel Bilancio di previsione 2017, aveva sollevato molte critiche, tanto da spingere il sindaco Chiara Appendino a promettere di ridurre il taglio a 500 mila euro. Invece, nella fase finale dell’approvazione del Bilancio, è stata proprio la maggioranza del Consiglio comunale a rifiutare l’emendamento per la riduzione dei tagli.

«MOSSA IDEOLOGICA». «Mi sembra incredibile che una Giunta di una città importante come Torino si pronunci davanti alla stampa su un tema tanto delicato prima di consultarsi con i revisori dei conti. È una forma di dilettantismo», commenta a tempi.it Luigi Vico, presidente della Fism Torino. «I tagli sui contributi alle scuole paritarie sono una mossa politica e ideologica», perché confermano le tendenze stataliste e laiciste dei Cinquestelle, «già evidenti prima delle elezioni, ma ora concretizzate». Il risultato è che le rette delle scuole aumenteranno e si dovranno abbassare gli stipendi dei professori, mettendo così a rischio la libertà d’educazione.

«ATTACCO ALLE FAMIGLIE». Dello stesso avviso è Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati e consigliere comunale: «Questi tagli non sono altro che un attacco alle famiglie» e «minano la tenuta stessa del sistema scolastico torinese». Aggiunge: «Se si assegnano 50 milioni alle scuole comunali (che accolgono 7.800 bambini) è quanto meno sproporzionato assegnare 2,5 milioni alle scuole materne convenzionate (5.500 bambini, 550 dipendenti)».

AGEVOLAZIONI ELIMINATE. La Giunta si è impegnata a recuperare il prima possibile le risorse necessarie per assestare il bilancio e reintegrare quanto era stato promesso. Nel frattempo però le famiglie torinesi hanno raccolto in quattro giorni 9.450 firme contro la disposizione e organizzato una protesta davanti al Palazzo civico. I tagli alle scuole materne cattoliche rientrano in un più ampio programma di austerity previsto dai Cinquestelle torinesi: si tolgono anche le agevolazioni sulla tassa rifiuti alle famiglie disagiate e si riducono nettamente i contributi per il mondo della cultura. Oltre al recupero dei fondi, la Giunta torinese deve anche trovare le risorse per ripagare ripagare i debiti con le società Ream e InfraTo, voce che non è stata messa a bilancio.

Foto Ansa

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •