Il presidente promette: la Bce continuerà a favorire circolazione del credito e competitività dell'euro. «Ma se le imprese sono schiacciate dalle tasse è inutile»
«Il governo non ha fatto riforme così audaci che abbiano prodotto già una svolta, come più volte annunciato». Intervista a Tobias Piller, corrispondente dall'Italia della Frankfurter Allgemeine Zeitung
Le posizioni dei partiti di maggioranza e opposizione sono ancora lontane. Ecco perché è ancora troppo presto per parlare di intercettazioni e responsabilità civile dei giudici
Dove sta la nostra scelta nel servizio pubblico, statale e paritario? Perché mio figlio senza mezzi economici non ha il "permesso" dello Stato di scegliersi la scuola che vuole? Perché l'insegnante è retribuito in modo diverso?
Il dilemma è sempre lo stesso: alzare i tassi di interesse, con il rischio di far crollare l'economia, oppure superiniezioni di liquidità? L'Europa, poi, ha un problema tutto suo: una sola moneta, tante economie
Oggi il differenziale tra titoli italiani e tedeschi torna per la prima volta a 150 punti, l'ultima volta aveva toccato questo livello tre anni fa. Piazza Affari chiude con un + 2 per cento.
I paroloni sull'unione bancaria e l'eterna trattativa sull'"esercito europeo" sono gli ennesimi inganni di un'istituzione ormai totalmente asservita alla Germania e alle sue esigenze (vedi anche il quantitative easing)
Bene l'intesa sulla legge elettorale che interrompe una spirale terribile. Ma uno degli errori più gravi in politica è scambiare l'inizio di un percorso per la sua fine: tutte le riforme decisive sono ancora da fare
Lo scrive sul FT Wolfgang Münchau, il giornalista tedesco duramente critico contro l'austerity di Mario Monti e Angela Merkel, che adesso dice: «Non vi resta che fare come noi»
Il presidente non ha offerto agli elettori una visione nazionale, ma si è ispirato allo stile della politica di Chicago, con un solido blocco democratico fondato sulla minuta composizione delle divisioni etniche