Da sempre Riyad arma e finanzia in Siria il Fronte islamico, che vuole trasformare il paese in uno Stato islamico, e altri gruppi estremisti per abbattere Assad e indebolire il fronte sciita composto da Siria e Iran
Né il governo né i ribelli riescono a vincere la guerra e secondo alcuni esperti la soluzione «più stabile e umanitaria» sarebbe una spartizione del paese "stile Bosnia”
Viste da Riyad, le scelte di Washington sulla guerra in Siria e sul golpe in Egitto somigliano sempre più a un tradimento. Per non parlare dell'accordo sul nucleare iraniano. Ecco perché re Abdullah sta perdendo la pazienza
Priorità assoluta è il cessate il fuoco tra Coalizione nazionale, islamisti e regime. Ma chi ha il peso per fare le pressioni necessarie sui "padrini" delle parti in causa, dall'Arabia Saudita all'Iran agli Stati Uniti?
La rivelazione, che si basa sui dati a disposizione dell'Onu e dell'intelligence americana, è stata fornita dal Mit che ha studiato il caso con la collaborazione di un ex ispettore Onu
L'arcivescovo siro-cattolico Jacques Behnan Hindo dichiara: «Non ci siamo schierati con Assad. Il popolo siriano non vuole la tirannia travestita con parole religiose. E tra due mali, è umano scegliere il minore»