Siria, il leader di Al Qaeda chiede a tutti gli jihadisti di unirsi e porre fine agli scontri fratricidi

In un messaggio Al Zawahri ha dichiarato: «Chiediamo ai nostri fratelli in tutti i gruppi jihadisti (…) di lavorare per la fine di questa sommossa»

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Il leader di Al Qaeda Ayman Al Zawahri ha chiesto a tutte le fazioni islamiche e jihadiste che combattono in Siria di non farsi più la guerra a vicenda e concentrarsi contro il regime di Bashar Al Assad.

BASTA SCONTRI TRA JIHADISTI. In una registrazione audio diffusa su un sito islamico afferma: «I nostri cuori e i cuori della nazione (musulmana), che ripone le sue speranze in voi, hanno sanguinato per gli scontri che si sono diffusi tra le fila di coloro che combattono il jihad per l’Islam». Il leader di Al Qaeda fa riferimento agli scontri tra lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil), le brigate di Al Nusra e Fronte islamico e i ribelli, che hanno causato la morte di oltre mille persone in poco più di due settimane.
«Chiediamo ai nostri fratelli – conclude Al Zawahri – in tutti i gruppi jihadisti (…) di lavorare per la fine di questa sommossa, che ci porterà solo Dio sa cosa».

GINEVRA II. Il leader di Al Qaeda non fa in alcun modo riferimento alla Conferenza di Ginevra II, cominciata ieri per trovare una soluzione al conflitto siriano che dura da quasi tre anni. Il timore è che qualunque decisione venga presa, anche qualora si arrivasse a un cessate il fuoco condiviso questo non sarebbe rispettato.
La Coalizione nazionale siriana, infatti, controlla al massimo 20 mila dei 100 mila guerriglieri che combattono nel paese, in maggioranza islamisti finanziati dall’Arabia Saudita e jihadisti. Che non rispondono certo ai politici riuniti in Svizzera.

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