Stamina bocciata anche in Sicilia: «Nessuna fondatezza scientifica»

La Regione, che inizialmente aveva dato grande credito al metodo Vannoni, lo ha respinto. Intanto anche i media sembrano aver abbandonato la battaglia sulla “cura miracolosa”

Stamina, ennesima bocciatura per Davide Vannoni. Succede in Sicilia, Regione che aveva inizialmente dato apertura di credito alla presunta cura. Ora, però il Comitato regionale di Bioetica, riunitosi il 24 settembre, ha bocciato il metodo Stamina, pronunciando all’unanimità parere negativo.
Nella nota stampa si legge che «il Comitato, ha dovuto rilevare, in base alla documentazione disponibile esaminata, la comprovata evidenza della non fondatezza scientifica di tale trattamento e l’assenza di prove sia di efficacia sia di innocuità; lo stesso Comitato è pervenuto alla conclusione che la “metodica” è sfornita di dati scientifici oggettivi e misurabili, su cui si fonda la Medicina anche in materia di produzione di cellule staminali. Ha inoltre puntualizzato come le cure cosiddette “compassionevoli” devono riferirsi esclusivamente alla normativa vigente che, proprio a salvaguardia dei pazienti, non consente il ricorso a trattamenti per i quali non esistono sufficienti garanzie di sicurezza e almeno qualche evidenza di possibile efficacia, neppure in casi di estrema gravità e in assenza di alternative terapeutiche».

ANCHE I MEDIA SI ALLONTANANO. Insomma, non sembra un momento fortunato per Davide Vannoni. Oltre che per gli aspetti scientifici, la sua stella si sta offuscando anche sul lato mediatico. Dopo che molti quotidiani hanno iniziato a farsi molto più cauti nel presentare come “miracolose” le sue cure, ultimamente anche L’Epresso ha sollevato pesanti dubbi sulle sue attività.
E soprattutto la trasmissione Le Iene, grande sponsor di Vannoni, ha molto attenuato i toni da battaglia delle puntate della scorsa stagione. Nella puntata del 24 settembre il servizio di Giulio Golia è stato messo in onda a ora tarda e si è limitato a parlare delle sofferenze dei malati. La iena, poi, ha anche pronunciato frasi, fino a poco tempo fa, impensabili: il metodo Vannoni è «una strada rischiosa e senza nessuna certezza»; i bambini «sembrano stare meglio»ma «oggi nessuno può affermare con certezza che i miglioramenti di cui parlano i genitori siano causati proprio dalle infusioni di staminali».
Vannoni, però, non demorde e ha depositato al Tar del Lazio un ricorso per contestare la composizione del comitato che ha bocciato il suo metodo.