Sotto indagine il padre biologico di Gammy, negli anni 90 era stato in carcere per molestie sessuali a due ragazzine

I genitori biologici di Gammy, il bambino abbanondato perché Down dopo la maternità surrogata, hanno però portato a casa la sua gemellina sana. Le autorità australiane vogliono capire se il padre è idoneo a tenerla

I servizi sociali australiani stanno investigando i genitori biologici di Gammy, il bambino nato attraverso la maternità surrogata in Thailandia e abbandonato dalla coppia perché affetto dalla sindrome di Down. La sua gemellina invece è stata portata dai genitori in Australia. L’indagine è partita dopo che si è scoperto che il padre biologico è stato arrestato negli anni 90 per molestie sessuali a due ragazzine.

PADRE SOTTO INDAGINE. Come riporta la Bbc, le autorità condurranno una «seria investigazione» per assicurarsi che il padre sia «adatto» a tenere in custodia una bambina: «Ieri sera la polizia ci ha informato del background criminale del padre», afferma il dipartimento per la protezione dei bambini dell’Australia occidentale. Secondo i servizi sociali, un ex molestatore può tenere un bambino solo «in casi particolari».

VERSIONI CONTRASTANTI. La madre surrogata di Gammy, Pattharamon Chanbua, che si è rifiutata di abortire e che ora terrà con sé il piccolo, ha affermato che la coppia ha visto in Thailandia la coppia di gemelli ma ha deciso di prendere con sé solo la femmina. Secondo i genitori si tratta di bugie: ai giornali australiani hanno dichiarato di non sapere neanche dell’esistenza di Gammy. Ma un amico di famiglia della coppia, intervistato dai media locali, ha detto che i genitori sapevano tutto del bambino e che non l’hanno preso perché i responsabili della clinica avrebbero detto loro che era troppo malato per sopravvivere.

LEGGE VIOLATA. Oggi però Gammy ha sette mesi e i difetti congeniti al cuore e ai reni stanno migliorando. Chanbua ha 21 anni e si è sottoposta alla maternità surrogata per un compenso pari a 12 mila euro. In Thailandia è vietato affittare l’utero per soldi e chi porta in grembo il bambino deve essere consanguineo dei genitori biologici. Per questo, la clinica che ha ingaggiato la donna è ora sotto indagine. In questo caso la legge è stata violata e Chanbua, definita dalle autorità australiane «una santa, una vera eroina», non ha ancora visto un soldo dalla coppia del compenso pattuito.